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Doomscrolling, che cos’è e perché può minare la nostra salute

Doomscrolling, perché può minare la nostra salute

Doomscrolling, letteralmente, sta ad indicare lo scorrimento delle notizie sul web. Un fenomeno di recente diffusione, che durante la pandemia s’è ulteriormente acuito, e che impatta in modo significativo sul benessere psicofisico della persona. Il doomscrolling, infatti, è un comportamento che consiste nel leggere a qualsiasi ora e in modo ossessivo le notizie di cui il web è pieno e che, spesso drammatiche e tristi, aumentano l’ansia e la paura. 

Wiko, azienda francese produttrice di smartphone da sempre attenta ai comportamenti digitali, ha voluto indagare il fenomeno con lo psicologo Daniele Marchesi. A cui ha chiesto come si possa invece utilizzare il web e i social network sfruttandone i loro aspetti benefici e positivi. Perché la rete può davvero aiutare se stessi e gli altri a stare meglio, se viene sfruttata nel modo corretto.

Come evitare il doomscrolling per tutelare la salute

Daniele Marchesi, che ogni giorno aiuta gli utenti del web dalla sua pagina Instagram lapsicologiaperte, ha stilato un vademecum utile ad evitare il doomscrolling.

Innanzitutto, è necessario chiedersi perché si va alla ricerca ossessiva di notizie cattive sul web. Qual è il nostro bisogno in quel momento? C’è un pensiero che ci spaventa? Vogliamo convincerci che “qualcuno sta peggio?” È da qui che bisogna partire, per evitare di trovarsi imbrigliati in tale comportamento.

“Con il doomscrolling si rischia di caricarsi di emozioni non proprie. Come dei cani da tartufo muoviamo il pollice con l’idea di trovare qualcosa che solletichi la nostra amigdala, alla ricerca di felicità, leggerezza e, perché no, a volte anche di rabbia e sdegno. È un modo di evadere dalla realtà che crea un nuovo spazio emotivo virtuale e restituisce una serie di emozioni che non hanno nulla a che vedere con ciò che si ha intorno. Il pericolo è di farsi assorbire dalla propria mente, pensieri e sensazioni, perdendo il senso della realtà” spiega Marchesi. Il consiglio? Appena si chiude la schermata, è bene tornare alla realtà. Chiudendo nel cassetto quelle emozioni.

Il segreto: consapevolezza e condivisione!

La chiave è sempre quella della consapevolezza: da una notizia cattiva è possibile innescare un cambiamento, poiché la notizia stessa influisce sui pensieri, le emozioni e i comportamenti. Difficilmente i primi possono essere controllati, ed è anzi facile che aumentino l’angoscia, il disagio e il senso d’inadeguatezza. Sugli altri due aspetti è però possibile intervenire, cercando una soluzione alla negatività da cui ci sentiamo avvolti. Come? Condividendo. “La condivisione permette di sentirsi meno soli e crea una potenziale unità, grazie ad uno scopo comune. Condividere una notizia con qualcuno e insieme provare a fare qualcosa per reagire restituisce appartenenza, motivazione e, perché no, anche un po’ di autostima in più” spiega lo psicologo.

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In realtà, il vero rimedio al doomscrollig è evitarlo. O, comunque, diminuire il tempo che si dedica a tale pratica alternandolo ad attività molto più piacevoli lontane dalla tecnologia. Il web e i social, invece, possono essere utilizzati in modo positivo. Bisogna trasformarsi però da utenti passivi ad utenti attivi. “Grazie ai social, abbiamo davvero il potere di stare insieme, anche a distanza, e creare una community che attraverso condivisione e comunicazione possa lavorare su se stessa. Possiamo fare in modo di non essere spettatori passivi della nostra vita e dell’online, condividendo le nostre esperienze e apprendendo da quelle altrui. Alla fine, non serve agire in modo drastico, bastano piccoli semplici gesti per confortare qualcuno e regalare un sorriso” conclude Marchesi.

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