Dopo un imprevisto contraccettivo: quali informazioni riferire al professionista


Contraccezione d'emergenza

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La fascia dei più giovani è forse la più esposta a problemi legati al rischio di gravidanze indesiderate o a imprevisti con il contraccettivo, ma in realtà anche molti maggiorenni devono ricorrere a questi metodi dopo preservativi rotti o che si sfilano, pillola dimenticata o assunta con problemi gastrointestinali oppure un rapporto non protetto. 

Indipendentemente dall’età è piuttosto comune che la prima reazione sia quella di avere paura: il timore della gravidanza indesiderata assale ma c’è da dire che esistono soluzioni farmacologiche che, se assunte in tempo, possono bloccare l’ovulazione e impedire la fecondazione.

Come scegliere l’opzione migliore? Bisogna recarsi in farmacia avendo informazioni precise come quando è avvenuto il rapporto, quale metodo contraccettivo era stato utilizzato, che cosa non ha funzionato e quali farmaci o integratori si stanno assumendo.

Per orientarsi sulle informazioni di base relative alla contraccezione e alla contraccezione d’emergenza si può consultare anche il portale Mettiche, fermo restando che una fonte informativa online non sostituisce il confronto con un professionista sanitario.

Ma vediamo step by step come fare e cosa riferire al professionista.

Ricostruire quando è successo

Non serve una precisione al minuto ma è bene indicare con precisione quando è avvenuto il rapporto non protetto così da avere la consapevolezza di quale possa essere la contraccezione d’emergenza più indicata. La famosa pillola del giorno dopo va utilizzata entro 72 ore dall’esposizione, mentre quella dei 5 giorni entro 120 ore. Attenzione però agli obblighi di prescrizione: per le minorenni la prima opzione può essere acquistata solo in presenza di una ricetta medica.

Dire quale contraccettivo si stava usando e cosa è andato storto

“Ho avuto un rapporto a rischio” è un’informazione importante, ma può non bastare. Cambia molto, dal punto di vista della valutazione del professionista, sapere che cosa sia effettivamente successo.

Il preservativo si è rotto? Si è sfilato? La pillola anticoncezionale è stata dimenticata, e in quale punto della confezione? Il cerotto si è staccato? L’anello vaginale è rimasto fuori più a lungo del previsto? Oppure non è stato utilizzato alcun metodo? Se si utilizza una contraccezione ormonale abituale, può essere utile avere con sé il nome del prodotto o una fotografia della confezione. Lo stesso vale quando non si ricorda esattamente il principio attivo.

Quali farmaci si assumono

Se si segue una terapia per altre problematiche o sono stati utilizzati antibiotici e altri medicinali nei giorni del rapporto a rischio va informato il professionista a cui ci si rivolge proprio perché alcune sostanze potrebbero interferire ed è meglio avere la certezza di poter intervenire con una soluzione efficace e sicura.

Niente fai da te

Il web è pieno anche di informazioni contraddittorie, sbagliate o addirittura soluzioni fai-da-te che possono peggiorare la situazione e aumentare il rischio di gravidanza indesiderata. Sia maggiorenni sia minorenni devono sapere di poter usare internet prediligendo l’approfondimento su portali come Mettiche dove si trovano testi chiari e precisi redatti da professionisti.

Farmacisti, consultori, pronto soccorso ginecologico sono tutti servizi a cui rivolgersi dove trovare professionisti pronti ad ascoltare e accompagnare in un momento così stressante e delicato senza mai giudicare chi hanno davanti.

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