Chi soffre non soffre da solo. È questo il messaggio al centro della Giornata Mondiale contro il Cancro 2026, celebrata il 4 febbraio a Roma con l’evento #UnitedByUnique organizzato dal gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”. Un appuntamento che ha riunito 48 associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici per porre l’attenzione su chi resta accanto ai malati: i caregiver familiari.
DDL caregiver: un impegno trasversale dell’Intergruppo parlamentare

Un impegno trasversale per i caregiver «Nella Giornata mondiale contro il cancro va data importanza particolare al tema dei caregiver, perché sappiamo che chi soffre non soffre da solo, ma ha bisogno di qualcuno vicino a lui. Questo è un impegno che nel 2026 è cominciato con disegno di legge sui caregiver che sarà sottoposto al Parlamento», ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgio Mulè, durante il convegno romano.
Il DDL Locatelli, approvato in Consiglio dei ministri il 12 gennaio 2026, introduce per la prima volta tutele organiche per gli 8,5 milioni di caregiver familiari italiani: contributi economici fino a 400 euro mensili, inserimento nel progetto di vita del paziente, agevolazioni lavorative e universitarie per i giovani caregiver. La Legge di Bilancio ha stanziato 257 milioni di euro per il triennio 2026-2028.
«C’è un impegno comune di tutto l’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’, che, sottolineo, non ha colore politico, per dargli quella corsia preferenziale e numerica in Parlamento e farlo andare avanti nel più breve tempo possibile», ha aggiunto Mulè.
Oltre il DDL caregiver: la battaglia per la psico-oncologia nel Servizio sanitario nazionale
Oltre il DDL: la battaglia per la psico-oncologia Ma l’impegno dell’Intergruppo non si ferma al riconoscimento dei caregiver. «Siamo impegnati a portare avanti quelle piccole, grandi, ma per noi fondamentali, battaglie che riguardano il cancro. Siamo impegnati da alcuni anni sulla psico-oncologia, che è una branca che pretende di essere attivata nelle strutture sanitarie pubbliche, nel Servizio sanitario nazionale», ha sottolineato il vicepresidente della Camera.
Un approccio che riconosce come il cancro non sia solo una questione clinica, ma richieda sostegno emotivo e psicologico sia per i pazienti che per chi li assiste. Le testimonianze di Ilaria, Federica e Francesco, caregiver intervenuti all’evento, hanno raccontato storie di quotidianità fatta di turni, rinunce e paura, ma anche di dedizione e amore.
DDL caregiver e riconoscimento istituzionale del caregiver familiare
«Per la prima volta nel nostro Paese, il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase di attesa fatta di annunci e iniziative prive di risposte strutturali», ha commentato Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna ODV e coordinatrice del Gruppo promotore dell’evento.
«È doveroso ricordare che accanto a ogni persona colpita da una malattia oncologica c’è quasi sempre un caregiver. Una presenza silenziosa, costante, spesso invisibile, fondamentale nel percorso di cura. Chi assiste un malato oncologico non offre solo supporto pratico, ma condivide la fatica, la paura, l’attesa, la speranza. È un lavoro di cura che richiede forza, competenze e una straordinaria capacità umana. Un lavoro troppo a lungo dato per scontato» ha aggiunto la Deputata Vanessa Cattoi, coordinatrice dell’Intergruppo “Insieme contro il cancro” e del progetto “Salute un bene da difendere un diritto da promuovere”.
World Cancer Day 2026: United by Unique e il valore del caregiver
Il messaggio del World Cancer Day 2026, “United by Unique”, ricorda che ogni storia conta: dietro ogni diagnosi c’è una persona unica, ma mai sola. Riconoscere il caregiver significa prendersi cura dell’intero percorso di assistenza.
