In Veneto la sorveglianza delle malattie infettive è una priorità assoluta per la sanità pubblica, specie alla luce dell’aumento di virus emergenti legati a cambiamenti climatici e viaggi internazionali. L’Azienda ULSS6 Euganea gioca un ruolo centrale in questa rete di prevenzione, con attenzione particolare a arbovirosi come Dengue, West Nile e Zika, ma anche alla diffusione di Mpox e altri patogeni virali.
Una rete integrata tra sanità pubblica, ospedali e territorio
“La sorveglianza è il frutto di un lavoro di rete che coinvolge il Dipartimento di Prevenzione, i medici di medicina generale, i pediatri, le strutture ospedaliere, i laboratori di analisi, ma anche il Servizio Veterinario e l’Istituto Zooprofilattico. A livello centrale, il sistema si integra con il coordinamento della Regione del Veneto, dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute”, spiega il dottor Sbrogiò.
Il monitoraggio si basa su una rete informatizzata regionale collegata al sistema nazionale PREMAL, che consente la segnalazione immediata dei casi sospetti. “Questi strumenti garantiscono una comunicazione tempestiva tra operatori anche nei diversi territori e permettono una migliore gestione degli interventi e una qualità più elevata dei dati raccolti”, aggiunge Sbrogiò.
A ciò si affianca la sorveglianza attiva, con indagini epidemiologiche condotte sul territorio in caso di focolai o segnalazioni anomale.
Arbovirosi in aumento: Dengue e West Nile sotto osservazione
Uno dei dati più allarmanti è l’aumento delle arbovirosi: “Negli ultimi anni abbiamo osservato un aumento significativo delle arbovirosi, come Dengue, Zika e West Nile”, spiega il dottor Sbrogiò. La diffusione è legata al cambiamento climatico e alla mobilità internazionale.
Nel solo 2022, in Veneto sono stati notificati 602 casi di infezione da West Nile, con il 40% registrato nel Padovano. “Si sono rilevate infezioni gravi, con ricoveri in terapia intensiva e purtroppo anche decessi. Nel 2024 la situazione si è ripresentata, anche se in modalità più contenuta: la prima vittima veneta è stata proprio in provincia di Padova”, sottolinea il medico.
West Nile è una malattia spesso asintomatica, ma può causare encefaliti o meningiti, soprattutto negli anziani o immunodepressi. Anche il virus Dengue ha fatto segnare un record storico tra il 2023 e il 2024, collegato a precipitazioni abbondanti che hanno favorito la proliferazione della zanzara Aedes aegypti.
Sorveglianza malattie infettive Veneto: i 7 strumenti chiave
Per fronteggiare le arbovirosi, il sistema di sorveglianza delle malattie infettive in Veneto si basa su:
- Monitoraggio della presenza e tipo di zanzare, tramite trappole analizzate da IZS Venezie
- Controlli su donatori di sangue e organi
- Controlli su animali (uccelli ed equini) malati o su carcasse
- Applicazione del protocollo “febbri estive” in MMG, PS e reparti infettivi
- Controlli sui piani comunali e verifiche di efficacia nei trattamenti larvicidi
- Disinfestazione nei casi necessari
- Sorveglianza epidemiologica attiva
Attenzione anche a Mpox e TBEV
Tra i virus emergenti monitorati c’è anche il Mpox (ex vaiolo delle scimmie), che l’OMS ha classificato come emergenza sanitaria internazionale. “In ULSS 6 si sono verificati 25 casi nel 2022 che fortunatamente si sono ridotti a poche unità negli anni successivi; va comunque segnalato un leggero incremento nel corso di quest’anno con già 5 casi segnalati”, riferisce Sbrogiò.
Da segnalare anche l’aumento delle infezioni da TBEV (virus dell’encefalite da zecche), legato a inverni più miti e all’espansione del loro habitat a causa della crescente urbanizzazione.
Prevenzione prima e dopo i viaggi all’estero
Molti casi di arbovirosi e Mpox sono legati ai viaggi internazionali. “È fondamentale prestare attenzione ai sintomi che possono comparire nei giorni successivi al rientro, soprattutto se si è stati in aree tropicali”, avverte il dottor Sbrogiò.
In caso di febbre, rash cutanei o malessere generale è importante informare subito il medico e segnalare i Paesi visitati. Prima della partenza, invece, è raccomandata una visita negli ambulatori di medicina dei viaggi, con eventuali vaccinazioni o profilassi mirate.
In via precauzionale, chi rientra da zone a rischio dovrebbe usare repellenti cutanei per almeno 10-15 giorni, per evitare che zanzare locali diventino veicolo di virus tropicali.
Campagna contro la bronchiolite: una buona pratica di prevenzione
Il territorio ULSS6 ha ottenuto risultati eccellenti anche grazie alla campagna di vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), responsabile della bronchiolite nei neonati.
“Nel nostro territorio l’adesione è stata superiore all’80%, e abbiamo osservato una riduzione significativa dei ricoveri ospedalieri nei bambini sotto l’anno di età del 72% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, evidenzia Sbrogiò. Il vaccino si è rivelato una delle strategie preventive più efficaci degli ultimi anni, soprattutto nei mesi invernali.
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