Mi sono voltato un istante, sono rientrata a rispondere al telefono, ho preso una cosa in borsa. Si somigliano un po’ tutte le dichiarazioni di chi stava vigilando sul gioco o bagno in piscina, al mare, al lago dei più piccoli. E a volte anche dei più grandi. Bastano pochi secondi di distrazione perché una giornata di gioco in piscina si trasformi in tragedia. Ogni anno, in Italia, oltre 40 bambini e adolescenti muoiono per annegamento. Più di metà dei decessi in piscina riguarda bambini fino a 12 anni, spesso sotto gli occhi dei genitori.
La campagna ISS e 9 Regioni per la sicurezza dei bambini in acqua
In pieno periodo estivo, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), punto di riferimento nazionale per la salute pubblica, insieme a 9 Regioni italiane — Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Campania, Puglia e Sicilia — ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione degli annegamenti infantili.
Al centro della campagna c’è un video educativo con protagonista un pesciolino chiamato Salvo, che accompagna i genitori attraverso le “regole d’oro” per prevenire incidenti in piscina, al mare o in qualsiasi ambiente acquatico. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sui rischi reali dell’annegamento, spesso silenzioso e rapido, e sfatare le false credenze che portano a una sorveglianza insufficiente.
La campagna si basa sul secondo rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale per la prevenzione degli annegamenti, curato dall’ISS, che analizza dati e comportamenti legati agli incidenti in acqua, offrendo indicazioni pratiche per evitare rischi e tragedie.
Dati importanti sulla sicurezza in acqua in Italia
- Ogni anno circa 328 persone annegano in Italia, con il 12,5% sotto i 18 anni.
- I bambini da 0 a 9 anni sono la fascia più vulnerabile, soprattutto nelle piscine domestiche.
- L’81% delle vittime pediatriche è di sesso maschile.
- Un bambino può scomparire sott’acqua in soli 20 secondi, anche in una piccola piscina gonfiabile.
- Le regioni con più incidenti sono quelle con elevata presenza di piscine e spiagge frequentate da famiglie, come Lombardia e Lazio.

Orecchie tese per evitare i rischi in acqua
Molti genitori spesso sottovalutano i segnali di pericolo, ma seguendo alcune regole si può fare la differenza, iniziando con il non aspettare di sentire schizzi o urla: l’annegamento è spesso silenzioso. Praticando sempre una sorveglianza attiva: non delegare solo al bagnino; non lasciare i bambini incustoditi, nemmeno per pochi minuti. Inoltre vanno evitate tutte le possibili distrazioni, come parlare con altri adulti, leggere o usare il telefono durante la supervisione.
Il decalogo per una sicurezza efficace
- Sorvegliare sempre i bambini in acqua
Non lasciare mai un bambino da solo in piscina, al mare o anche in vaschette gonfiabili, nemmeno per pochi secondi. - Non affidare la sorveglianza esclusivamente al bagnino
La responsabilità principale della sicurezza del bambino è del genitore o dell’adulto che lo accompagna. - Eliminare le distrazioni durante la sorveglianza
Evitare di parlare al telefono, leggere o distrarsi con altri adulti mentre si sorveglia un bambino in acqua. - Insegnare ai bambini a nuotare il prima possibile
Favorire l’educazione all’acquaticità fin dalla prima infanzia con corsi adeguati. - Usare dispositivi di galleggiamento certificati e adeguati all’età
I braccioli o i ciambelloni non sostituiscono la sorveglianza diretta, ma possono aiutare. - Non lasciare mai un bambino incustodito vicino all’acqua
Anche l’acqua in piccoli contenitori o piscine gonfiabili può essere pericolosa. - Non consentire tuffi o giochi pericolosi
Evitare tuffi in acque non sorvegliate, in mare mosso, o subito dopo pasti o esposizione al sole. - Rispetta sempre la segnaletica e le indicazioni dei bagnini
Seguire le regole di sicurezza delle spiagge e delle piscine è fondamentale per prevenire incidenti. - Controllare l’accesso all’acqua in casa
In piscina privata o in giardino, mettere recinzioni o barriere di sicurezza per impedire ai bambini di accedere senza supervisione. - Promuovere la cultura della prevenzione
Diffondere le informazioni corrette tra familiari, amici e comunità per aumentare la consapevolezza sui rischi dell’acqua.
Primo soccorso in caso di annegamento
In caso di annegamento è fondamentale intervenire rapidamente. Se un bambino viene estratto dall’acqua privo di sensi, chiamare immediatamente il 112 e iniziare la rianimazione cardiopolmonare (RCP) se si è formati. Continuare a praticare la respirazione bocca a bocca e le compressioni toraciche fino all’arrivo dei soccorsi. È importante che genitori e adulti frequentino corsi base di primo soccorso per essere preparati a gestire queste emergenze.
Guarda e condividi il video della campagna con il pesciolino Salvo sui canali social di ISS e delle Regioni coinvolte
La sicurezza dei bambini in acqua dipende da noi: poche regole semplici possono salvare una vita.
