Tumore neuroendocrino: perché Fedez è stato operato? Quali sono i sintomi? 

Il tumore neuroendocrino fa parte di un gruppo di neoplasie piuttosto rare che, purtroppo, sono salite alla ribalta negli ultimi giorni dopo l’annuncio di Fedez. Ieri, il rapper milanese di 32 anni, attraverso i suoi social ha annunciato di essere stato operato chirurgicamente al Centro del Pancreas dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano per la rimozione di una parte del pancreas che era stata colpita da questa patologia. L’intervento di duodenocefalopancreasectomia, durato 6 ore, è avvenuto a solo una settimana della scoperta di questa rara forma di tumore.

tumore endocrino
Fedez che mostra la cicatrice dell’intervento (Instagram: @Fedez)

Cos’è il tumore neuroendocrino?

I tumori neuroendocrini sono patologie rare che hanno origine nel sistema endocrino. Come per tutte le altre tipologie di tumore, possono essere di natura benigna o maligna. Il sistema endocrino comprende l’insieme di ghiandole a secrezione interna che si trovano nel nostro corpo. Il loro compito è quello di produrre e poi immettere nel nostro circolo sanguigno e linfatico delle particolari sostanze definite ormoni. Queste ghiandole sono posizionate in punti diversi e distanti del corpo umano. Nonostante questo, si tratta di un sistema unitario che si integra per la loro interdipendenza anche grazie alla connessione ipotalamo-ipofisario che ne garantisce l’equilibrio. 

Il compito principale degli ormoni è quello di mantenere l’omeostasi dell’organismo. Dal greco homoios, simile, stesso e stasis, fissità, che resta uguale. L’omeostasi è quello stato di equilibrio chimico-fisico all’interno del nostro corpo che risponde ai cambiamenti e agli agenti esterni. Tra le principali ghiandole del sistema endocrino troviamo l’ipofisi, la tiroide, le paratiroidi, il pancreas, le ghiandole surrenali e il timo.

I tumori neuroendocrini possono avere origine in queste ghiandole e si differenziano appunto per la loro localizzazione e per la loro aggressività. Tuttavia, li accomunano alcune caratteristiche biologiche che, in molti casi, permettono agli esperti di usare tecniche simili per riconoscerli, diagnosticarli e per il loro trattamento. Come riporta il sito web dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), queste patologie rappresentano meno dello 0,5% di tutte le malattie tumorali diagnosticate, per questo sono considerati alquanto rari. In Italia, i dati epidemiologici mostrano un’incidenza di quattro/cinque casi ogni 100.000 abitanti, quasi 2.700 nuove diagnosi ogni anno. Tra il 60 e il 70% dei casi si manifesta nell’apparato gastro-intestinale mentre solo nel 20/30% in quello respiratorio. Ancor più raramente possono essere diagnosticati nella pelle, tiroide, paratiroide o nelle ghiandole surrenali.

Quali sono i fattori di rischio?

Sempre secondo l’ISS, tra i principali fattori di rischio dei tumori neuroendocrini, come in molte altre patologie, troviamo l’età. L’insorgenza è più alta nella popolazione adulta e anziana, ma, come dimostra il caso di Fedez, non mancano i casi di tumori neuroendocrini nei giovani-adulti e purtroppo anche nei bambini. 

Anche il sesso incide, in quanto è stato dimostrato come gli uomini siano più predisposti rispetto alle donne per alcune tipologie di tumori neuroendocrini. Ad esempio, per il tumore a cellule di Merkel, neoplasia neuroendocrina della pelle e il feocromocitoma, tumore che ha origine dalle cellule cromaffini delle ghiandole surrenali, provocando un’eccessiva produzione di catecolamine, ormoni potenti che provocano, tra gli altri sintomi, ipertensione arteriosa. 

Un’altro fattore di rischio è rappresentato dalle condizioni di salute del sistema immunitario. Un sistema particolarmente debole, come ad esempio nelle persone che sono state colpite da AIDS o che hanno subito un trapianto, può fortemente contribuire allo sviluppo di queste neoplasie.

L’insorgenza del tumore endocrino è influenzata anche da alcune specifiche malattie ereditarie come la neoplasia endocrina multipla di tipo 1 o 2, la neurofibromatosi di tipo 1 e la Sindrome di Von Hippel-Lindau.

Il tumore neuroendocrino del pancreas

Nel caso di Fedez, il tumore neuroendocrino al pancreas, la maggioranza dei casi è rappresentata da carcinomi che si sviluppano dalle cellule dei dotti pancreatici. Solo tra il 5 e il 10% dei casi sono originati dalle cellule endocrine. Si tratta delle forme neoplastiche che coinvolgono il pancreas meno gravi, rispetto agli adenocarcinomi, una delle forme di cancro più aggressive e mortali che esistano.  Questa rara tipologia di tumore può essere suddivisa in due categorie: “funzionanti” e “non-funzionanti”.

I tumori neuroendocrini pancreatici “non-funzionanti” si caratterizzano perché non producono alcuna sostanza in eccesso. Queste neoplasie hanno una crescita in massa che comporta una compressione e dei conseguenti disturbi per gli organi limitrofi. I “funzionanti” invece, come può suggerire il nome, producono un eccesso di alcuni ormoni che causano la comparsa di sintomi diversi che spesso possono essere confusi con altre patologie.

Quali sono i sintomi del tumore neuroendocrino?

Una delle caratteristiche che possono rendere pericolosi i tumori neuroendocrini è il fatto che possono rimanere silenti anche per molto tempo prima di manifestare alcun disturbo. Inoltre alcuni dei sintomi sono molto generici come: febbre, nausea, mal di testa, diarrea, eccessiva sudorazione, noduli sotto pelle e tosse. Per questo, spesso vengono ignorati e la diagnosi di tumore avviene solo fortuitamente durante degli altri controlliI. 

Più specifici sono invece i sintomi legati ai principali tipi di tumori neuroendocrini del pancreas “funzionanti”. L’Insulinoma che, producendo un eccesso di insulina, causa un’abbassamento dei valori glicemici con svenimenti, capogiri, tachicardia e sudorazione. Il Gastrinoma invece causa un eccesso di gastrina, un ormone che regola la produzione dell’acido dello stomaco, portando alla comparsa di ulcere e diarrea. Il VIPoma aumenta la produzione del peptide vasoattivo intestinale (VIP) che regola la secrezione e l’assorbimento dell’acqua nell’intestino ed è la causa di diarrea profusa. Infine, due tipologie particolarmente rare sono il Glucagonoma e il Somatostatinoma. Il primo provoca diabete e rash cutanei per un eccesso di glucagone, mentre il secondo provoca diabete, calcoli nelle colecisti e difficoltà a digerire i cibi grassi.

I tumori neuroendocrini pancreatici “non-funzionanti” a causa della loro crescita incontrollata e della loro massa causando invece sintomi diversi come: dolore, ittero, vomito e dimagrimento.

Come avviene la diagnosi?

Come abbiamo accennato prima, data la rarità di questa tipologia di neoplasie, è difficile individuare questo tumore. Non è raro che il tumore neuroendocrino venga scoperto durante degli accertamenti per altre patologie.

Tuttavia, se si ha una storia familiare legata a questi tipi di tumore o si sospetta di esserne affetti, dei buoni alleati per la sua diagnosi sono gli esami del sangue. Attraverso queste analisi infatti, possiamo rilevare la presenza in eccesso degli ormoni prima descritti o anche la produzione da parte della neoplasia della cromogranina A, proteina prodotta dai tumori neuroendocrini.

Infine, per individuare la posizione e la dimensione della possibile massa tumorale, si ricorre alla diagnostica per immagini: la TC con mezzo di contrasto, la Risonanza Magnetica, l’Ecoendoscopia ed in particolare la PET-TC (Tomografia ad Emissione di Positroni con fusione TC), la più efficace tra le indagini per l’individuazione dei tumori neuroendocrini.

Come avviene il trattamento del tumore neuroendocrino?

tumore neuroendocrino
Uno schema dell’intervento subito da Fedez (Instagram: @Fedez)

La terapia per affrontare il tumore neuroendocrino spesso si avvale di un approccio multidisciplinare tra chirurgia, bio e chemio terapia e la terapia radiometabolica. La chirurgia, di solito, è il trattamento principale e quello più efficace, specialmente nei tumore neuroendocrino localizzato nel pancreas, come avvenuto per Fedez. Nei casi in cui il tumore non possa essere rimosso chirurgicamente, si può procedere con la bioterapia che consiste in iniezioni mensili di un ormone sintetico per migliorare i sintomi e rallentare la crescita della neoplasia.

Nel caso in cui il tumore neuroendocrino continui a crescere nonostante la terapia ormonale, si procede con i cicli di chemioterapia. Infine, la terapia radiometabolica o radiorecettoriale prevede la somministrazione di un farmaco analogo alla somatostatina (ormone i cui recettori sono presenti in quantità sulla superficie del tumore neuroendocrino), radiomarcato con una sostanza radioattiva (ittrio o lutezio) che consente al farmaco di agire in modo mirato nei confronti delle cellule tumorali.

Altri di questo autore

Parkinson: un nuovo approccio terapeutico con la stimolazione dopaminergica

In occasione della Giornata Nazionale del Parkinson è stata presentata una nuova terapia per combattere questa insidiosa malattia

Giornata Mondiale del diabete 2022, educare per prevenire

Anche quest'anno si è celebrata la Giornata Mondiale del diabete, un'occasione importante per conoscere meglio questa insidiosa patologia

Emicrania, Fondazione Onda presenta i Centri Cefalee con percorsi di cura al femminile

Fondazione Onda ha presentato i Centri Cefalee in Italia con percorsi diagnostici e terapeutici specifici per la gestione dell'emicrania per le donne

Parkinson: un nuovo approccio terapeutico con la stimolazione dopaminergica

In occasione della Giornata Nazionale del Parkinson è stata presentata una nuova terapia per combattere questa insidiosa malattia

Giornata Mondiale del diabete 2022, educare per prevenire

Anche quest'anno si è celebrata la Giornata Mondiale del diabete, un'occasione importante per conoscere meglio questa insidiosa patologia

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli correlati

Inserzione pubblicitaria

Gli ultimi articoli

Parkinson: un nuovo approccio terapeutico con la stimolazione dopaminergica

In occasione della Giornata Nazionale del Parkinson è stata presentata una nuova terapia per combattere questa insidiosa malattia

All’Istituto Oncologico Veneto (IOV) il nuovo acceleratore hi-tech per la radioterapia adattiva

Segue e si adatta, passo per passo, ai cambiamenti che intervengono sul singolo paziente, con terapie sempre più personalizzate e calibrate, l’acceleratore “Ethos”, il...

A Padova due nuove sale operatorie ibride

L'area chirurgica dell’Azienda Ospedale Università Padova si arricchisce di due nuove sale operatorie ibride. Inaugurate nei giorni scorsi, alla presenza del Presidente della Regione...

Non ti vuoi perdere i prossimi articoli?

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere, una volta al mese, la nostra selezione dei contenuti più interessanti!

Inserendo la mail accetti la Privacy Policy: ti terremo informato sui nostri prossimi contenuti. NON cederemo mai il tuo indirizzo a terzi.

Ti è piaciuto questo articolo? 
Non perderti i prossimi!

Iscriviti alla newsletter per essere informato sulle prossime uscite e sulle iniziative esclusive a tema salute e medicina, riservate ai nostri iscritti.

Non cederemo mai il tuo indirizzo a terzi.