Le ondate di calore in Veneto continuano a rappresentare un rischio concreto per la salute, soprattutto quando le alte temperature si protraggono per più giorni consecutivi. La Regione richiama l’attenzione dei cittadini su alcune regole semplici ma decisive: evitare l’esposizione nelle ore più calde, bere con regolarità, proteggere bambini, anziani e persone fragili, e prestare particolare attenzione a chi lavora all’aperto.
Il tema è al centro delle indicazioni regionali per l’estate 2026. Con la DGR n. 378 del 19 maggio 2026, la Regione Veneto ha definito procedure sanitarie e raccomandazioni per prevenire le patologie legate alle elevate temperature, con particolare attenzione alla popolazione anziana e alle categorie più vulnerabili. Il protocollo regionale resta attivo dal 1° giugno al 15 settembre di ogni anno.
Perché le ondate di calore in Veneto sono un rischio per la salute
Quando il caldo intenso dura più giorni, l’organismo è sottoposto a uno stress importante. Il corpo cerca di mantenere stabile la temperatura interna attraverso sudorazione, vasodilatazione e adattamenti cardiovascolari. Ma queste capacità possono ridursi, soprattutto nelle persone più fragili o in presenza di malattie croniche.
Come ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’esposizione ad alte temperature per più giorni consecutivi “sottopone l’organismo umano a grande stress, riducendo le capacità di compensazione che normalmente vengono messe in atto”. Secondo l’assessore, negli ultimi anni si osserva un aumento della frequenza, dell’intensità e della durata degli eventi di calore estremo nel bacino mediterraneo, con un impatto non omogeneo sulla popolazione.
Il rischio, infatti, non riguarda tutti allo stesso modo. Le conseguenze più serie possono colpire anziani, persone sole, cittadini che vivono in contesti urbani molto caldi o isolati, persone in condizioni socioeconomiche difficili e pazienti con patologie croniche.
Chi deve fare più attenzione al caldo
Le ondate di calore in Veneto richiedono una particolare prudenza da parte di alcune categorie. Sono considerate più esposte le persone anziane, soprattutto se vivono da sole o hanno patologie croniche. Anche chi soffre di malattie cardiovascolari, respiratorie, renali, diabete o disturbi psichiatrici può avere una minore capacità di adattamento alle alte temperature.
Un’attenzione speciale va inoltre riservata a chi assume farmaci che possono interferire con la risposta dell’organismo al caldo. Tra questi rientrano, ad esempio, diuretici e antiipertensivi, che possono incidere sull’idratazione o sulla regolazione della pressione.
Sono vulnerabili anche neonati e bambini piccoli, perché hanno una capacità di sudorazione ancora ridotta, e le donne in gravidanza, per il maggiore carico fisiologico richiesto al corpo nella dispersione del calore. La Regione, nelle procedure per il rischio caldo, indica tra le categorie a rischio anche bambini, donne in gravidanza, persone con patologie particolari e chi svolge attività prolungate all’aperto nelle ore centrali della giornata.
Le regole da seguire nelle giornate più calde
La prima raccomandazione è evitare di uscire nelle ore centrali della giornata, in particolare tra le 11:00 e le 18:00. Le attività all’aperto andrebbero programmate al mattino presto o in serata, quando le temperature sono più sopportabili.
L’idratazione è un altro punto fondamentale. La Regione raccomanda di bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, anche quando non si avverte sete. La sete, soprattutto negli anziani, può essere un segnale tardivo. Meglio evitare alcolici, bevande molto ricche di caffeina, bibite gassate zuccherate e prodotti ad alto contenuto calorico, che possono peggiorare la disidratazione o aumentare il carico sull’organismo.
Anche l’alimentazione può aiutare. Nei giorni di caldo intenso sono preferibili pasti leggeri, digeribili e non troppo ricchi di grassi. Frutta, verdura, cereali, proteine leggere e piccoli pasti distribuiti nella giornata possono aiutare a mantenere un buon equilibrio.
Abiti, sole e auto: gli errori da evitare
Durante le ondate di calore è importante scegliere vestiti leggeri, ampi e di colore chiaro. I tessuti naturali, come cotone e lino, favoriscono la traspirazione e aiutano a disperdere il calore. Quando si esce, è utile proteggere la testa con cappelli a tesa larga o berretti; per i bambini, vanno bene anche cappellini con visiera.
La pelle va protetta con una crema solare con fattore di protezione adeguato, da riapplicare ogni due ore in caso di esposizione prolungata. Questo vale anche nelle giornate leggermente ventilate, quando la percezione del caldo può essere inferiore ma l’irraggiamento resta elevato.
Una raccomandazione essenziale riguarda l’auto: non bisogna mai lasciare bambini, anziani o animali domestici in un veicolo parcheggiato al sole. La temperatura interna può salire rapidamente e raggiungere livelli pericolosi in pochi minuti. Prima di entrare in un’auto rimasta al sole, è meglio aprire sportelli e finestrini per ventilare l’abitacolo.
Lavoratori all’aperto: più pause e meno esposizione
Il caldo estremo non riguarda solo le persone fragili. Anche soggetti sani, se non adeguatamente protetti, possono andare incontro a problemi seri. Il rischio aumenta per i lavoratori che svolgono attività all’aperto, come nei settori agricolo, florovivaistico, nei cantieri edili o nelle cave.
La Regione Veneto ha richiamato la necessità di applicare misure organizzative e preventive, tra cui rotazione del personale, riduzione dei tempi di esposizione, pause in zone ombreggiate, disponibilità di acqua fresca e attenzione allo stato di idratazione. L’ordinanza regionale per l’estate 2026 prevede, in specifiche condizioni di rischio alto, il divieto di attività lavorativa con esposizione prolungata al sole dalle 12:30 alle 16:00 dal 17 giugno al 31 agosto 2026, nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave.
Ai lavoratori è raccomandato di non lavorare a torso nudo, di indossare abiti leggeri ma protettivi, traspiranti e a trama fitta, e di fare pause anche quando non ci si sente particolarmente stanchi. La stanchezza, infatti, non è sempre un indicatore affidabile: colpo di calore, disidratazione e cali di pressione possono comparire rapidamente.
Quando chiedere aiuto
In caso di sintomi come debolezza improvvisa, confusione, crampi, nausea, mal di testa intenso, pelle molto calda, svenimento o difficoltà respiratoria, è importante non sottovalutare la situazione. La persona va portata in un luogo fresco e ventilato, idratata se cosciente, e va contattato il medico o il servizio di emergenza in caso di peggioramento.
Il messaggio della Regione è chiaro: la prevenzione è il primo strumento di protezione. Seguire poche regole quotidiane può ridurre il rischio di conseguenze gravi, sia per le persone fragili sia per chi gode di buona salute.
Le ondate di calore in Veneto non devono essere affrontate con allarmismo, ma con prudenza. Bere, evitare le ore più calde, proteggersi dal sole, controllare anziani e persone sole, e organizzare meglio il lavoro all’aperto sono comportamenti semplici che possono davvero fare la differenza.
