Cura, morte e Intelligenza Artificiale: a Padova il confronto internazionale aperto alla cittadinanza

Due giornate di confronto tra scienza, medicina, psicoanalisi e scienze umane: a Padova studiosi italiani e internazionali riflettono su ricerca, libertà, formazione, fine vita e intelligenza artificiale.

Cura, morte e Intelligenza Artificiale a Padova saranno al centro di un incontro aperto alla cittadinanza, pensato per mettere in dialogo saperi diversi e affrontare alcune delle domande più delicate del nostro tempo. Il 29 e 30 maggio 2026, presso il Polo di Psicologia dell’Università di Padova, in via Venezia, si terrà il convegno “La mia ricerca è sacra. Scienza, medicina, psicoanalisi”, promosso dalla Comunità Internazionale di Psicoanalisi.

L’evento, gratuito ma con iscrizione obbligatoria, si svolgerà in entrambe le giornate dalle 9 alle 17 e sarà trasmesso anche in streaming (ma sempre con iscrizione obbligatoria su https://www.comunita-psicoanalisi.com/iscriviti/). L’iniziativa riunirà studiosi italiani e internazionali impegnati nei campi della medicina, della filosofia, della psicologia, della psicoanalisi, delle arti e delle scienze umane.

Al centro del programma ci saranno temi che attraversano profondamente l’esperienza contemporanea: la ricerca come pratica di libertà, il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana, la cura, la formazione, la spiritualità, l’etica, la morte e le trasformazioni sociali.

Morte cura e IA a Padova: un dialogo tra scienza, medicina e psicoanalisi

Il convegno nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto interdisciplinare su questioni che non riguardano solo gli specialisti, ma l’intera comunità. Parlare di morte, cura e intelligenza artificiale significa infatti interrogarsi sul modo in cui la società contemporanea affronta la fragilità, la sofferenza, il fine vita e il rapporto sempre più stretto tra tecnologia e relazioni umane.

La presenza di discipline diverse è uno degli elementi centrali dell’iniziativa. Medicina, psicoanalisi, filosofia, psicologia e scienze umane saranno chiamate a dialogare non come ambiti separati, ma come prospettive complementari. La cura, in questo senso, non viene intesa soltanto come intervento clinico, ma come esperienza relazionale, formativa e culturale.

Il tema della ricerca è il filo conduttore delle due giornate. Ricercare significa produrre conoscenza, ma anche aprire domande, attraversare limiti, confrontarsi con l’incertezza e costruire percorsi di formazione autentica. È proprio in questa prospettiva che il titolo “La mia ricerca è sacra” assume un significato ampio: la ricerca non è solo metodo, ma anche responsabilità verso l’essere umano.

Il contributo di Ines Testoni sui Death Studies e il fine vita

Tra le protagoniste del convegno ci sarà la prof.ssa Ines Testoni, docente ordinaria presso il Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova, psicologa, psicoterapeuta e filosofa. Testoni è tra le maggiori studiose italiane nell’ambito dei Death Studies e della psicologia del fine vita.

Ines Testoni, Docente ordinaria presso il Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova
prof.ssa Ines Testoni

Dal 2008 dirige il Master universitario in “Death Studies & The End of Life”, un percorso dedicato allo studio della morte, del morire, del lutto e delle cure palliative. Le sue ricerche, riconosciute anche a livello internazionale, affrontano temi come la death education, l’accompagnamento alla morte, l’elaborazione del lutto, la spiritualità nelle cure palliative e la formazione degli operatori sanitari.

La partecipazione della prof.ssa Testoni rappresenta un passaggio importante del convegno, perché permette di collegare la riflessione teorica con le esperienze concrete della cura e dell’accompagnamento. Il fine vita, infatti, è uno degli ambiti in cui più chiaramente emergono i limiti di una visione puramente tecnica della medicina. Accanto alle competenze cliniche servono ascolto, relazione, attenzione alla dimensione psicologica e capacità di accogliere le domande di senso.

In questo quadro, morte cura e IA a Padova diventano una chiave di lettura particolarmente attuale. L’intelligenza artificiale può offrire strumenti nuovi alla ricerca e alla medicina, ma non può sostituire la presenza umana nei momenti in cui la persona incontra la vulnerabilità, il dolore, la perdita o la paura della morte.

La CIP: ricerca, libertà e formazione

Il convegno è promosso dalla Comunità Internazionale di Psicoanalisi, con il patrocinio del Comune di Padova e con la collaborazione del Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova, dell’Accademia per la Formazione, di ASSEM – Associazione di Studi su Spiritualità, Eternità e Morte – e di Eidos, Centro per lo studio e la cura delle dipendenze.

A spiegare il senso dell’iniziativa è la presidente CIP, dr.ssa Grazia Giacomazzi, che collega il convegno anche a una ricorrenza significativa nella storia della psicoanalisi.

Grazia Giacomazzi, presidente della Comunità Internazionale di Psicoanalisi
dott.ssa Grazia Giacomazzi

«La CIP tenendo anche conto del centenario della pubblicazione dell’articolo di Freud “La questione dell’analisi laica”, del 1926, ha organizzato il suo quarto convegno sul tema “La mia ricerca è sacra. Scienza, medicina, psicanalisi”. Si tratta per noi di mettere a confronto una pluralità di voci sull’importanza della ricerca, in diversi campi del sapere, come respiro della libertà individuale e condizione di ogni autentica formazione», dichiara la presidente CIP, dr.ssa Grazia Giacomazzi.

Le parole della presidente mettono in evidenza uno dei punti centrali dell’appuntamento: la ricerca non come esercizio isolato, ma come spazio di libertà e di formazione. La pluralità delle voci coinvolte è infatti pensata per aprire un confronto tra discipline, esperienze e tradizioni scientifiche diverse.

Una collaborazione tra CIP, Università di Padova, ASSEM e Master in Death Studies

Il convegno nasce anche da una rete di collaborazioni che unisce ambito universitario, associazionismo scientifico e psicoanalisi. In particolare, il coinvolgimento dell’Università di Padova, del Dipartimento FISPPA, dell’associazione ASSEM e del Master in Death Studies & The End of Life contribuisce a dare all’iniziativa un profilo fortemente interdisciplinare.

A sottolinearlo è la vicepresidente CIP, dr.ssa Finizia Scivittaro, che evidenzia il ruolo della prof.ssa Ines Testoni e il valore del confronto internazionale.

«Ringraziamo la prof.ssa Ines Testoni per aver riconosciuto il valore e l’originalità del tema di questo convegno, rendendo possibile una feconda collaborazione tra la CIP, l’Università degli Studi di Padova – FISPPA – e l’associazione ASSEM e il Master in Death Studies & The End of Life. Il suo contributo teorico amplierà l’orizzonte del confronto, anche grazie all’apporto di relatori provenienti da altri paesi, favorendo così un attento scambio tra esperienze, tradizioni e discipline scientifiche», aggiunge la vicepresidente CIP, dr.ssa Finizia Scivittaro.

Il riferimento ai relatori provenienti da altri Paesi conferma la dimensione internazionale dell’incontro. La morte, la cura, la spiritualità, la ricerca e l’intelligenza artificiale sono temi globali, ma assumono significati diversi a seconda dei contesti culturali, scientifici e professionali. Per questo il confronto tra esperienze e tradizioni differenti può aiutare a costruire una visione più ricca e meno riduttiva della salute e della formazione.

Intelligenza artificiale e intelligenza umana: quale spazio per la relazione?

Uno degli aspetti più attuali del convegno riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana. La tecnologia sta trasformando rapidamente molti ambiti della medicina e della ricerca scientifica. Algoritmi, sistemi digitali e strumenti di analisi avanzata possono contribuire a migliorare diagnosi, organizzazione dei dati e percorsi di studio.

Tuttavia, quando si parla di salute, psicoanalisi, fine vita e cura, la questione non può essere affrontata solo sul piano dell’efficienza. La relazione con la persona, l’ascolto della sofferenza, la comprensione del vissuto individuale e la capacità di accompagnare nei momenti critici restano dimensioni essenziali.

Il convegno di Padova invita quindi a non separare innovazione e responsabilità. L’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile, ma deve essere pensata dentro una cornice etica e umana. La cura non è mai soltanto una procedura: è un incontro tra persone, competenze, parole e silenzi.

Un appuntamento gratuito per cittadini, studenti e professionisti

Le due giornate del 29 e 30 maggio sono aperte a tutti. L’evento potrà interessare medici, psicologi, psicoterapeuti, operatori sanitari, studenti, ricercatori, professionisti delle cure palliative e cittadini che desiderano avvicinarsi a temi complessi ma profondamente legati alla vita quotidiana.

Il convegno si svolgerà presso il Polo di Psicologia dell’Università di Padova, in via Venezia, dalle 9 alle 17. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione obbligatoria e sarà trasmesso anche in streaming (ma sempre con iscrizione obbligatoria su https://www.comunita-psicoanalisi.com/iscriviti/

In un tempo in cui la salute viene sempre più letta come intreccio tra corpo, mente, relazioni, tecnologia e cultura, il convegno “La mia ricerca è sacra. Scienza, medicina, psicoanalisi” propone una riflessione necessaria: prendersi cura dell’essere umano significa anche interrogarsi sui limiti, sulla libertà, sulla formazione e sul senso della ricerca.

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