Perché i complotti ci piacciono tanto?

di Cesare Buquicchio e Diana Romersi

Prima c’erano i contrari alla tecnologia 5G, ora sono arrivati i “No fibra”. La nuova protesta arriva da Fondi, piccola cittadina del Lazio. Sopra alcune cabine installate in una strada residenziale della cittadina sono comparsi cartelli contrari alla fibra ottica: «Spostate queste radiazioni sotto le case di chi crede che non fanno male alla salute», si legge in un italiano “creativo” su uno dei fogli a sigillo delle strutture. Preoccupazioni che non trovano fondamento in quanto questa tecnologia non produce radiazioni, bensì impulsi luminosi che permettono di far viaggiare i dati letteralmente “alla velocità della luce”.

La psicologia dietro il complottismo: paura e incertezza

Tuttavia, le teorie del complotto sembrano avere sempre più spazio nell’immaginario collettivo. Il fenomeno è strettamente legato a un sentimento di incertezza e paura che pervade la nostra società. L’instabilità geopolitica e le difficoltà delle economie ne amplificano gli effetti. Del resto, le teorie del complotto si nutrono di condizioni psicologiche collettive specifiche: la sensazione d’impotenza di fronte a minacce che non si possono controllare; la difficoltà di spiegare eventi poco probabili o estremamente complessi; da ultimo la volontà di contestare la visione politica dominante.

L’acronimo CONSPIR e i 7 tratti del pensiero complottista

Le scienze sociali e gli studiosi di disinformazione hanno individuato sette tratti distintivi che rappresentano il pensiero complottista, sintetizzate nell’acronimo CONSPIR. Conoscere le caratteristiche di questo fenomeno ci permette di osservarlo in maniera critica, senza cadere nelle logiche fallaci del pensiero complottista.

I seguaci delle teorie complottiste possono credere simultaneamente a idee contraddittorie. Lo hanno dimostrato le speculazioni sul Covid-19 che rappresentano il virus come qualcosa di più di un’influenza ma anche un’arma biologica letale creata artificialmente nei laboratori di Wuhan per decimare la popolazione mondiale. Oppure la duplice conclusione sulla mortalità del cancro, che vuole la cura delle neoplasie più semplice e naturale (diete specifiche, integratori, ecc…) della tradizionale chemioterapia, ma allo certo tempo si accusano le case farmaceutiche di aver trovato nei loro laboratori scientifici la cura definitiva senza però volerla divulgare.

L’ossessione del sospetto e il pregiudizio globale

Il secondo aspetto caratteristico dei complottisti è l’ossessione del sospetto che rigetta ogni altra spiegazione estranea alla teoria complottista. Un atteggiamento che si lega alle nefaste intenzioni, ovvero la natura maligna dei cospiratori che agiscono contro il bene comune. Il quarto aspetto caratteristico è invece riassunto nel concetto “sotto sotto qualcosa non va”, in quanto i complottisti possono abbandonare teorie ritenute non più sostenibili senza abbandonare un giudizio complessivo di sospetto globale.

I fautori del complotto si sentono allo stesso tempo come vittime del sistema e infaticabili eroi nel contrastarlo. Inoltre, le teorie del complotto sono per loro natura auto sigillanti, ovvero immuni all’evidenza delle prove. Ogni fatto che contraddice la teoria è reinterpretato come parte del complotto stesso. E quest’ultimo aspetto si lega proprio alle reinterpretazioni del caso, in quanto l’ossessione del sospetto sfocia nella convinzione che nulla avvenga per caso. Piccoli eventi casuali sono quindi sovrainterpretati a favore della teoria complottista seguita. Un esempio le miocarditi o altri problemi di salute che vengono associati alle vaccinazioni anche se queste sono avvenute a mesi o addirittura anni di distanza.

Complotti veri e teorie complottiste: come distinguerli

I complotti esistono. Tra i più grandi complotti sul tema della salute realizzati a livello mondiale c’è quello dell’industria del tabacco che per anni ha ingannato i consumatori sugli effetti nefasti del fumo. Hanno complottato anche le industrie petrolifere inquinando non solo l’ambiente, ma anche il dibattito scientifico sugli effetti ambientali delle combustioni fossili.

Questi complotti sono stati scoperti grazie a documentazioni solide e stratificate, indagini indipendenti, informatori interni o il lavoro di governi e istituzioni. Al contrario le teorie del complotto non sono sostenute dalla prova dei fatti, ma si reggono sul sospetto e sulla semplificazione della complessità. Proprio in questo momento storico di incertezza, saper distinguere i complotti veri da quelli inventati ci permette di non cadere nella paura incondizionata del futuro.

FONTI:

  • LatinaOggi, 6 giugno 2024. Fondi, spuntano i no-fibra entra in azione: “Spostate queste radiazioni”. Link: https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/318885/fondi-spuntano-i-no-fibra-entra-in-azione-spostate-queste-radiazioni.html
  • Lewandowsky S.; Cook J. (2020) Breve Guida alle Teorie del Complotto. Disponibile sul sito http://sks.to/conspiracy
  • Lewandowsky, S., Cook, J., Ecker, U. K. H., Albarracín, D., Amazeen, M. A., Kendeou, P., Lombardi, D., Newman, E. J., Pennycook, G., Porter, E. Rand, D. G., Rapp, D. N., Reifler, J., Roozenbeek, J., Schmid, P., Seifert, C. M., Sinatra, G. M., Swire-Thompson, B., van der Linden, S., Vraga, E. K., Wood, T. J., Zaragoza, M. S. (2020). The Debunking Handbook 2020. Disponibile su https://sks.to/db2020. DOI:10.17910/b7.1182
  • Oreskes N., Conway E. M. (2019), Mercanti di dubbi. Come un manipolo di scienziati ha nascosto la verità, dal fumo al riscaldamento globale, Edizioni Ambiente, Milano.

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