Disinformazione e Social Media: perché il legame con gli influencer può essere la chiave per il cambiamento

di Cesare Buquicchio e Diana Romersi

Bentornati al nostro nuovo appuntamento con la rubrica VIRALE, lo spazio dove analizziamo i meccanismi del web per capire cosa ci spinge a cliccare, a credere e, troppo spesso, a cadere nella trappola della disinformazione. In un ecosistema digitale saturo di messaggi contrastanti, il contrasto alle narrative distorte non è solo una questione di “fatti contro bugie”, ma di chi sceglie di raccontarci la realtà. Spesso, infatti, la disinformazione sanitaria e climatica prospera proprio perché sfrutta l’individualismo, convincendoci che la soluzione sia chiudersi nel proprio piccolo, ignorando la complessità del sistema.

Secondo un’analisi pubblicata dal Center for Health Communication della Harvard Chan School, il segreto per spingere le persone a credere nel potere dell’azione comune risiede in una dinamica psicologica specifica: la forza della relazione che ci lega a chi seguiamo online. Non è tanto il “cosa” viene detto, ma “chi” lo dice e quanto ci fidiamo di quella persona a determinare se saremo disposti a scendere in campo per una causa comune e contrastare il senso di impotenza tipico delle “bufale”.

Dall’individualismo al cambiamento collettivo

Siamo abituati a pensare che il nostro destino e il benessere della società dipendano quasi esclusivamente dalle nostre scelte personali: cosa mangiamo, quanto ci alleniamo, quali prodotti acquistiamo. Questa mentalità, definita individualismo, è costantemente alimentata dai social media, dove molti creator tendono a suggerire che cambiare se stessi sia molto più facile e immediato che provare a cambiare il sistema in cui viviamo.

Ma quando si parla di sfide globali, come la salute pubblica o la crisi climatica, le soluzioni individuali non bastano più: serve un’azione collettiva.

Lo studio: quando il messaggio diventa “virale”

Una ricerca recente ha approfondito questo meccanismo attraverso due esperimenti e uno studio sul campo condotto su Instagram. Ai partecipanti sono stati mostrati post riguardanti la protezione del clima. Alcuni contenuti includevano messaggi sull’importanza dell’unione (“Insieme possiamo fare la vera differenza!”), mentre altri rimanevano su un piano neutro.

I ricercatori hanno misurato non solo l’intenzione di agire dei partecipanti, ma anche il loro livello di connessione con l’influencer, valutato attraverso affermazioni come:

  • “Mi farebbe piacere incontrarlo di persona”
  • “Mi fa sentire a mio agio, come se fosse un amico”

I risultati sono stati illuminanti: i messaggi sull’azione collettiva hanno avuto un impatto reale e significativo solo sulle persone che sentivano un forte legame emotivo e di fiducia con il creator.

Perché la fiducia batte l’informazione (e combatte le bufale)

Il motivo per cui le “bufale” o la disinformazione sanitaria sono così contagiose risiede spesso nella capacità di chi le diffonde di creare un rapporto empatico con il proprio pubblico. Lo stesso principio, però, può essere utilizzato per scopi positivi. Lo studio ha dimostrato che la connessione parasociale (quella sensazione di intimità che proviamo verso un personaggio pubblico) è il motore che trasforma un semplice post in un impegno concreto.

Nello studio sul campo, un vero influencer ha condiviso Storie di Instagram promuovendo l’azione collettiva. I dati hanno confermato che:

  1. L’esposizione ripetuta ai messaggi ha rafforzato la convinzione dei follower.
  2. La relazione solida preesistente ha agito come un acceleratore della credibilità.
  3. Il senso di comunità è emerso come il miglior antidoto alla sfiducia generata dalle fake news.

Come riconoscere il vero cambiamento

Costruire un potere politico e sociale online è fondamentale per generare un cambiamento reale nella società. La lezione che possiamo trarre da queste ricerche è che la qualità del messaggio, da sola, non è sufficiente. Se vogliamo promuovere la salute o la sostenibilità e contrastare efficacemente la disinformazione, dobbiamo guardare a chi ha saputo costruire rapporti basati sull’autenticità e sulla fiducia.

Cosa osservare in futuro

Sarà interessante vedere come gli influencer e le organizzazioni inizieranno a collaborare in modo nuovo, spostando l’attenzione dai consigli “fai-da-te” a strategie che incoraggino le community a chiedere cambiamenti strutturali.

La prossima volta che scorrete il vostro feed, chiedetevi: questa persona mi sta solo vendendo un’abitudine individuale o mi sta invitando a far parte di qualcosa di più grande? Il vero potere della rete, in fondo, è proprio quel “noi” che nasce da un semplice “segui”.


Di questi argomenti PARLEREMO anche nella prOSSIMA puntata di VIRALE, sABATO PROSSIMO Su Radio Città Futura, ospitI Dello spazio salute condotto da Nicola Del Duce

Foto di Timon Studler su Unsplash

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