Dal convegno organizzato da SIMIT al Ministero della Salute emerge un quadro chiaro: il SSN deve rinnovarsi in fretta, puntando su prevenzione, territorio e accesso equo alle terapie innovative.
Globalizzazione, cambiamenti climatici, invecchiamento della popolazione e tensioni geopolitiche stanno ridisegnando il volto della sanità pubblica italiana. È il quadro emerso dall’11 marzo 2026 al Ministero della Salute di Roma, dove si è tenuto il primo appuntamento della quinta edizione de “La Sanità che Vorrei”, organizzato da Aristea International e promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT). All’incontro, moderato dal giornalista scientifico Daniel Della Seta, hanno partecipato istituzioni nazionali e internazionali, tra cui rappresentanti dell’OMS Europa e dell’EMA.

Il problema della multicronicità: curare meglio, non solo di più
«Non si tratta solo di curare di più, ma di curare meglio pazienti sempre più anziani e fragili», ha sottolineato Massimo Andreoni, membro del Consiglio Superiore di Sanità.
I numeri parlano chiaro: un quarto degli over 65 convive oggi con almeno due patologie croniche. Le malattie infettive ne aggravano spesso il decorso, aumentando le ospedalizzazioni e accelerando eventi cardiovascolari, metabolici e neurologici. La multicronicità è oggi una delle sfide strutturali più urgenti per il SSN.
Medicina territoriale: la risposta parte dal territorio
La soluzione, secondo i clinici presenti, passa per una medicina territoriale più forte, capace di presa in carico integrata e multidisciplinare. Dove questo modello è stato sperimentato con sistematicità — come in alcune realtà del Veneto — si sono registrati benefici concreti per i pazienti e risparmi significativi per il sistema.
Cuore, fegato, tumori: le grandi emergenze cliniche
Malattie cardiovascolari: 140mila morti l’anno, ma 6 su 10 si potrebbero evitare
Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte in Italia, con circa 140.000 decessi ogni anno. Oltre il 60% dei casi sarebbe prevenibile con un efficace controllo dei fattori di rischio: ipertensione, diabete, dislipidemia.
MASLD: la malattia del fegato che nasce dalla società
Sul versante epatico, la MASLD (steatosi epatica metabolica) si configura sempre più come una malattia collettiva prima che individuale: sedentarietà, alimentazione sbilanciata, urbanizzazione e inquinamento ne alimentano la diffusione.
Oncologia e geriatria: diagnosi precoce e fragilità al centro
In oncologia, screening e innovazione diagnostica aprono nuove prospettive. In geriatria, emerge invece con forza il tema della fragilità e delle sue ricadute psichiatriche, con particolare attenzione al delirium nell’anziano.
HIV nel 2026: terapie long acting ancora inaccessibili in Italia
Grazie alle terapie antiretrovirali, l’HIV è oggi una malattia cronica gestibile. Restano però aperte tre sfide:
- Diagnosi precoce, ancora insufficiente in molte aree del Paese
- Accesso alla profilassi pre-esposizione (PrEP)
- Contrasto allo stigma sociale
La frontiera più recente è quella dei trattamenti long acting: farmaci a lunga durata d’azione che garantiscono una migliore aderenza terapeutica e riducono il peso psicologico della malattia. Tuttavia, questi trattamenti non sono ancora pienamente disponibili in Italia, nonostante le pressanti richieste della comunità scientifica e delle associazioni di pazienti.
SSN: serve una riforma sistemica e urgente
Il filo conduttore del convegno è stato inequivocabile: di fronte alle nuove emergenze epidemiologiche e demografiche, il Servizio Sanitario Nazionale è chiamato a rinnovarsi con urgenza su tre fronti:
- Prevenzione primaria e secondaria
- Equità nell’accesso alle terapie innovative
- Integrazione reale tra le competenze specialistiche
Una sfida che richiede visione sistemica, investimenti mirati e la capacità di mettere davvero al centro il paziente nella sua complessità.
