Tennis e salute: dalla biomeccanica agli infortuni, il punto della ricerca scientifica

Rodolfo Lisi tra i massimi studiosi italiani: nuovi riconoscimenti e un impegno trentennale nella ricerca su tennis e benessere fisico

Rodolfo Lisi, docente del Liceo Varrone di Cassino e figura di riferimento nel panorama delle scienze motorie applicate al tennis, continua a collezionare riconoscimenti che confermano il suo ruolo di studioso e divulgatore tra i più autorevoli in Italia. Dopo il Premio Mennea, ecco il secondo posto ottenuto nella sezione Tecnica dei Premi CONI–USSI e la notizia dell’assegnazione del prestigioso Premio Resm “Gino Bellagamba”, che gli verrà conferito ufficialmente nel gennaio 2026.

I successi ai Premi CONI–USSI

Il risultato conseguito al Premio CONI–USSI — celebrato il 1° dicembre nel Salone d’Onore del CONI a Roma — rappresenta un passaggio significativo nella carriera di Lisi. Il suo volume “Il piede nel tennis: biomeccanica, cinesiologia e infortuni”, scritto insieme a Carmelo Giuffrida e Luca Avagnina, è stato ritenuto uno dei contributi più solidi nella divulgazione tecnico-scientifica dello sport dell’anno precedente. Un’opera che mette al centro proprio il tema della salute dell’atleta, analizzando i meccanismi che possono prevenire o causare le lesioni più comuni.

Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha definito il CONI–USSI “una medaglia per chi racconta lo sport”, sottolineando l’importanza di chi contribuisce a rendere più comprensibili e scientificamente fondati i fenomeni atletici.

Durante la cerimonia, è stato ricordato anche Nicola Pietrangeli — figura centrale nella storia del tennis italiano e legato a Lisi da una profonda stima reciproca. Pietrangeli fu infatti autore della prefazione del libro Tutto Tennis, una delle opere che hanno segnato il percorso editoriale dell’autore.

Il Premio Resm “Gino Bellagamba”: un riconoscimento accademico di grande valore

Accanto alla visibilità mediatica del CONI–USSI, Lisi ha ottenuto anche il Premio Resm “Gino Bellagamba”, assegnato dalla SIPED alle monografie più rilevanti nel campo dell’educazione e delle scienze motorie. La giuria, composta da professori universitari di alto profilo, ha riconosciuto al suo lavoro una particolare solidità metodologica e un contributo significativo allo sviluppo delle ricerche educative.

L’attività di scrittore di lungo corso: un riferimento per la cultura tennistica e la salute degli atleti

Oltre a essere docente, Rodolfo Lisi è, soprattutto, uno scrittore di lungo corso, autore di numerosi volumi che hanno contribuito a chiarire alcuni nodi irrisolti della cultura tennistica, con particolare attenzione agli aspetti sanitari e alla prevenzione degli infortuni.

Nel corso degli anni, Lisi ha affrontato con rigore scientifico temi complessi e spesso oggetto di semplificazioni giornalistiche, tra cui:

Il rapporto tra tennis agonistico e scoliosi: facciamo chiarezza

Una delle sue indagini più citate riguarda il presunto legame tra tennis agonistico e scoliosi: un tema di grande rilevanza per la salute dei giovani atleti, sul quale Lisi ha riportato ordine dopo anni di affermazioni non supportate da dati. La sua conclusione, basata sulla revisione delle evidenze disponibili, è chiara: non esistono al momento studi che permettano di affermare con certezza che il tennis agonistico determini l’insorgenza o l’aggravamento di una scoliosi vera.

Molte narrazioni ottimistiche diffuse anche da giornali autorevoli non trovano riscontro nella letteratura scientifica, e Lisi lo ha messo in evidenza con fermezza, invitando a distinguere tra ipotesi e dati reali. Una precisazione fondamentale per tutelare la salute dei giovani tennisti e delle loro famiglie, spesso disorientate da informazioni contraddittorie.

Infortuni e patologie del tennis: “si gioca troppo”

Lisi è inoltre riconosciuto per le sue analisi sulle cause degli infortuni nel tennis contemporaneo, un problema sempre più rilevante per la salute degli atleti professionisti. Il suo punto di vista, spesso citato da tecnici e preparatori, è netto:

  1. il calendario è eccessivo,
  2. il tempo di recupero è insufficiente,
  3. i giocatori passano da una superficie all’altra troppo rapidamente.

Un esempio emblematico, da lui più volte richiamato, è la transizione dalla terra battuta all’erba: il Roland Garros termina a inizio giugno, e nel giro di pochi giorni iniziano i tornei su erba in preparazione a Wimbledon. Un cambiamento così brusco non consente all’apparato locomotore — soprattutto agli arti inferiori — di adattarsi a condizioni radicalmente diverse, aumentando il rischio di sovraccarichi e lesioni.

Per Lisi, inoltre, molte competizioni potrebbero essere eliminate: non rispondono a esigenze sportive né formative, e nemmeno alla tutela della salute degli atleti, ma a logiche di business che finiscono per dilatare il numero di match e ridurre gli spazi per il recupero. Una riflessione che mette al centro il benessre fisico del giocatore, troppo spesso sacrificato alle esigenze del calendario.

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