ULSS 6 Euganea, Benini vara la nuova squadra: “Lealtà, chiarezza e conti sotto controllo”

Lealtà, chiarezza nei ruoli, tenuta dei conti, rilancio del territorio e attenzione alle fragilità. Sono queste le direttrici indicate dalla nuova direttrice generale dell’ULSS 6 Euganea, dott.ssa Patrizia Benini, che ha presentato ufficialmente la squadra chiamata ad accompagnarla nella guida dell’azienda sanitaria padovana.

Con lei ci saranno la dott.ssa Elena Debora Toffanello alla direzione sanitaria, il dott. Francesco Favretti alla direzione amministrativa ed il dott. Stefano Vianello alla direzione socio-sanitaria. Una squadra che si presenta con un obiettivo preciso: tenere insieme organizzazione interna, sostenibilità economica e rafforzamento dei servizi, in una fase che la stessa direzione riconosce come complessa, sia sul fronte delle risorse sia su quello del personale.

Benini ha scelto di partire da un concetto molto netto: una direzione funziona soltanto se ogni componente rispetta fino in fondo il proprio perimetro di competenza. Ma non basta. Serve anche, ha detto, un rapporto fondato su “lealtà, onestà e trasparenza”, valori che la nuova governance considera indispensabili non solo per lavorare all’interno dell’azienda, ma anche per trasmettere un segnale chiaro ai professionisti e agli interlocutori esterni.

Nel suo intervento, la direttrice generale ha lasciato intendere che alcuni assetti cambieranno. Nulla di traumatico, ma una ridefinizione delle competenze tra le diverse aree, nel rispetto delle norme e dei ruoli, per rendere più leggibile il funzionamento della macchina sanitaria e facilitare i rapporti con chi si confronta con l’Ulss dall’esterno.

Toffanello: “Dal Covid al territorio, ora la sfida è consolidare”

A raccogliere il testimone della direzione sanitaria sarà Elena Debora Toffanello, che entrerà formalmente nel nuovo incarico dal 12 aprile. Nel suo intervento ha ripercorso un tragitto professionale che racconta bene l’evoluzione della sanità degli ultimi anni: dall’ospedale al territorio, passando per la pandemia e per la riorganizzazione imposta dalle nuove riforme.

Specialista in geriatria, la dott.ssa Toffanello ha lavorato per oltre quindici anni in ospedale prima del passaggio, nel 2020, alle cure primarie. Un cambio di scenario coinciso con l’esplosione del Covid, quando si è trovata a organizzare i punti tampone in tutta l’ULSS 6, in una fase resa ancora più difficile dall’attacco hacker che aveva compromesso i sistemi informatici.

Da allora il suo percorso è proseguito nella direzione distrettuale e poi nella funzione territoriale, fino ad arrivare oggi alla guida sanitaria dell’azienda. Le sue priorità sono già sul tavolo: il completamento del percorso delle case di comunità e l’attivazione del numero unico 116-117, il numero dedicato all’accesso ai servizi di cure non urgenti. Secondo quanto annunciato, l’ULSS 6 partirà il 19 maggio, ultima tranche regionale, con una platea di riferimento che sfiora i 950 mila abitanti.

Favretti: “L’amministrazione deve mettere i sanitari nelle condizioni di lavorare”

Il direttore amministrativo Francesco Favretti, confermato nell’incarico, ha impostato il suo intervento su una linea molto pratica. Ha ringraziato Benini per la fiducia rinnovata e ha spiegato che il primo compito sarà capire fino in fondo la realtà dell’ULSS 6, una delle aziende più complesse del Veneto per dimensioni e articolazione.

Il punto centrale, nel suo ragionamento, è che in sanità la parte amministrativa non può vivere come un mondo separato. Deve servire a far funzionare al meglio quella sanitaria. Personale, appalti, aspetti tecnici e gestione giuridica hanno senso, ha detto in sostanza, solo se aiutano i professionisti a curare meglio e a lavorare in condizioni più efficienti.

Il dott. Favretti ha insistito molto sulla necessità di superare i silos interni. In una struttura complessa come l’Ulss 6, i processi sono inevitabilmente trasversali: se un pezzo si blocca, rischia di rallentare tutto il resto. Per questo una delle prime sfide sarà proprio quella di rafforzare il lavoro integrato tra uffici e servizi.

Nel suo intervento è entrato anche un tema destinato a pesare sempre di più nella sanità pubblica: l’intelligenza artificiale. Secondo Favretti non riguarderà soltanto l’ambito clinico, ma anche quello amministrativo, dove potrà aiutare a velocizzare attività ripetitive, recuperare tempo e concentrare le energie sulle questioni davvero decisive.

Vianello: “Fragilità e territorio restano il cuore della partita”

Il direttore socio-sanitario Stefano Vianello, in carica nell’ULSS 6 dal 22 luglio 2024, ha riportato il focus su quelle aree dove il peso sociale dei servizi è più evidente: anziani, non autosufficienza, disabilità, neuropsichiatria infantile.

È qui, ha spiegato, che si misura la tenuta vera del sistema. E proprio qui bisogna garantire continuità e protezione, anche in un momento in cui le risorse non sono illimitate. Il dott. Vianello ha parlato di un compito che sente particolarmente impegnativo, perché tocca le situazioni più fragili e più esposte, dove dietro ogni paziente c’è quasi sempre una famiglia che chiede sostegno, orientamento e risposte concrete.

La nuova squadra della direzione della ULSS 6 Euganea
Da sinistra: dott. Francesco Favretti, dott.ssa Patrizia Benini, dott.ssa Elena Debora Toffanello, dott. Stefano Vianello

Il nodo bilancio: “Servono rigore e coinvolgimento di tutta l’azienda”

Tra le domande rivolte alla nuova direzione, una delle più rilevanti ha riguardato il bilancio di previsione e il disavanzo con cui l’azienda si è presentata alla Regione. Benini e Favretti hanno risposto senza nascondere la difficoltà del quadro, ma cercando di spostare il ragionamento dal dato secco alla gestione quotidiana.

La direttrice generale ha parlato di un lavoro che deve coinvolgere tutta la piramide organizzativa: non soltanto i vertici, ma anche direttori di struttura, dipartimenti, coordinatori e operatori. La sostenibilità, nel ragionamento della nuova governance, non si gioca soltanto nelle grandi scelte, ma anche nei comportamenti quotidiani.

Benini ha fatto esempi volutamente molto concreti: la gestione corretta dei rifiuti speciali, l’attenzione ai consumi, persino il gesto di spegnere le luci o staccare le fotocopiatrici. Segnali piccoli, ma che in un’azienda di queste dimensioni possono avere un impatto economico reale. Il punto, ha spiegato, è costruire una cultura diffusa della responsabilità, perché il risultato finale non dipende da una sola figura ma dalla capacità dell’intera azienda di muoversi nella stessa direzione.

Liste d’attesa, intelligenza artificiale e appropriatezza

Altro fronte inevitabile: le liste d’attesa. Benini ha ricordato che si tratta di un problema nazionale e non di una criticità isolata del Veneto. Ma ha anche indicato alcune piste di lavoro, a partire dall’uso dell’intelligenza artificiale per supportare la lettura dei quesiti clinici inseriti nelle ricette e migliorare l’inserimento dei pazienti nelle agende.

La direttrice generale, però, ha chiarito che non esistono scorciatoie tecnologiche. Per ridurre davvero le attese serve soprattutto più appropriatezza prescrittiva. In altre parole: far sì che la priorità assegnata a una visita sia coerente con il bisogno clinico reale. Se tutto diventa urgente, nulla lo è davvero. E il rischio è che chi ha bisogno di tempi rapidi finisca per aspettare quanto chi potrebbe attendere più a lungo.

Benini ha citato anche un problema molto concreto: la carenza di specialisti in alcune branche, con un riferimento esplicito alla dermatologia. Se l’offerta resta insufficiente, ha lasciato intendere, il sistema può reggere solo migliorando la qualità della domanda e governando con più precisione l’accesso alle prestazioni.

Su questo punto è intervenuta anche Toffanello, spiegando che il confronto con i medici di medicina generale sull’appropriatezza è già in corso da tempo, sia sul fronte delle visite specialistiche sia su quello delle prescrizioni farmacologiche. L’ULSS 6, ha ricordato, ha anche adottato patti differenziati per i medici a seconda del loro inquadramento contrattuale, in un tentativo di rendere più attrattivo il lavoro sul territorio.

Il vero allarme: infermieri e personale sanitario

Uno dei passaggi più significativi della conferenza è arrivato quando si è parlato di personale. Toffanello ha messo l’accento su quello che, secondo la nuova direzione, rischia di diventare il problema principale nei prossimi anni: la carenza di infermieri.

Il timore è che si stia entrando in una fase in cui le difficoltà non saranno più legate a oscillazioni temporanee, ma a una mancanza strutturale di professionisti disponibili. Per questo, ha spiegato, diventa fondamentale investire nella valorizzazione, nella crescita professionale e nella capacità di trattenere chi già lavora nel sistema.

Benini ha allargato il ragionamento anche agli OSS e al rapporto con le strutture del territorio, come RSA e case di riposo. La questione, ha osservato, non può trasformarsi in una competizione tra enti che si sottraggono personale a vicenda. Sarebbe una guerra tra poveri. Il nodo vero è aumentare la disponibilità complessiva di operatori, senza impoverire altri servizi essenziali per anziani e famiglie.

Case di comunità e prevenzione: i dossier aperti

Alla domanda di Dì Salute sullo stato delle case di comunità, Toffanello ha risposto indicando numeri e scadenze. Le strutture previste nell’ULSS 6 sono 20 e, secondo quanto dichiarato, tutte dovrebbero raggiungere gli obiettivi entro il 30 aprile. In 13 casi la visita dell’esperto indipendente è già stata effettuata, in almeno 8 anche quella autorizzativa. L’8 maggio viene indicato come la data chiave per chiudere la parte burocratica e passare poi all’implementazione concreta.

Sempre rispondendo a una domanda di Dì Salute, Vianello ha affrontato il tema della prescrizione dell’attività fisica come leva di prevenzione. Ha spiegato che è in corso una formazione a distanza rivolta alla medicina generale del Veneto, compresi gli oltre 500 medici di famiglia dell’ULSS 6, per promuovere l’uso della prescrizione dell’esercizio fisico come strumento di salute.

Accanto a questo, il direttore socio-sanitario ha ricordato il lavoro sulle Palestre della Salute, sui Comuni che promuovono l’attività motoria e, più in generale, sulle grandi aree della prevenzione: attività fisica, lotta al tabagismo, contrasto all’alcol e corretta alimentazione.

Un esordio che punta sulla credibilità

Più che annunci ad effetto, la nuova direzione dell’ULSS 6 Euganea ha scelto un esordio fatto di parole chiave molto riconoscibili: squadra, responsabilità, equilibrio dei conti, territorio, appropriatezza, prevenzione. Il quadro emerso dalla conferenza non cancella le criticità, a partire da liste d’attesa, scarsità di personale e sostenibilità economica. Ma indica un metodo: affrontarle con una regia più compatta e con una distribuzione più chiara delle responsabilità.

La partita, adesso, si sposta dai principi alla prova dei fatti. E sarà lì che la squadra di Benini dovrà misurare la propria capacità di tradurre il cambio di passo annunciato in risultati percepibili da cittadini, operatori e territorio.

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