Trombosi, in Italia 600.000 casi e 200.000 morti l’anno. Esperti a confronto: “Un terzo dei decessi può essere evitato”

Ogni 37 secondi, nei Paesi occidentali, una persona muore per una trombosi. In Italia la patologia colpisce 600.000 persone ogni anno e provoca 200.000 decessi, di cui un terzo sarebbe evitabile con adeguate strategie di prevenzione e appropriatezza terapeutica. È a partire da questi numeri che il primo aprile si è svolto a Roma il convegno “Per combattere la trombosi non rimaniamo in panchina”, organizzato da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Viatris, a un anno esatto dalla prima edizione dell’evento.

Che cos’è la trombosi e perché è così pericolosa

La trombosi si verifica quando un coagulo di sangue ostruisce un’arteria o una vena, ed è innescata da fattori come il danno endoteliale, le alterazioni del flusso sanguigno e l’ipercoagulabilità. Tra le sue manifestazioni più gravi c’è la Trombosi Venosa Profonda, che colpisce soprattutto gli arti inferiori e può sfociare in complicanze severe come l’embolia polmonare, responsabile da sola di 100.000 decessi annui, o l’insufficienza venosa cronica. Il tromboembolismo venoso è oggi la terza causa di morte tra gli adulti, dopo la cardiopatia ischemica e l’ictus cerebrale ischemico, e la prima in assoluto tra i pazienti ricoverati in ospedale.

Prevenzione e stili di vita: il primo argine alla malattia

Al centro del confronto tra esperti, istituzioni e associazioni di pazienti, la necessità di agire innanzitutto sulla prevenzione primaria. Alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e abbandono del fumo restano i pilastri fondamentali per ridurre il rischio. Le terapie adeguate, quando necessarie, possono ridurre significativamente la mortalità e le recidive.

Protocolli, formazione e appropriatezza: le sfide per il sistema sanitario

Sul versante della gestione clinica, gli esperti hanno insistito sull’adozione di protocolli chiari per migliorare l’aderenza terapeutica, su una risposta tempestiva agli eventi acuti e su una più stretta collaborazione tra specialisti. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione dei clinici, affinché la scelta della terapia sia guidata non solo da criteri di efficacia e sicurezza, ma anche di sostenibilità economica, personalizzando il trattamento per ciascun paziente.

Zanon (Motore Sanità): “Appropriatezza terapeutica per risparmiare milioni”

«La trombosi colpisce 600.000 persone ogni anno soltanto in Italia, causando 200.000 decessi, dei quali un terzo si potrebbe evitare», ha sottolineato Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità, spiegando le ragioni di questo secondo appuntamento. Zanon ha insistito sull’importanza dell’appropriatezza terapeutica, che oltre a migliorare gli esiti per i pazienti potrebbe far risparmiare milioni di euro al Servizio Sanitario Nazionale.

Pugliese (Viatris): “Risultati concreti solo con la collaborazione”

L’iniziativa ha trovato il sostegno di Viatris, che vede nella collaborazione tra tutti gli attori del sistema sanitario la condizione indispensabile per generare un impatto reale. «Iniziative come questa dimostrano come gli sforzi congiunti possano contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario», ha dichiarato Davide Pugliese, responsabile della Business Unit Hospital Care, confermando l’impegno dell’azienda nel promuovere l’accesso alle cure, coerentemente con la missione di dare alle persone la possibilità di vivere più sane in ogni fase della vita.

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