Dal cerotto biologico ai trapianti cellulari, la ricerca italiana punta a nuove soluzioni per la cura delle patologie corneali
Immagina un paziente con una perforazione corneale o un trauma all’occhio, che arriva in pronto soccorso e viene trattato con un “cerotto biologico”, un tessuto pronto all’uso, in grado di riparare il danno alla cornea. Non è fantascienza, ma uno dei progetti di trapianto cornea innovativo sviluppati dalla Fondazione Banca degli Occhi ETS di Mestre, uno dei principali centri europei nel settore della medicina oculare e della donazione dei tessuti oculari.
Cerotto biologico per la cornea: la nuova frontiera
Nei laboratori della Fondazione si lavora per creare matrici disidratate che, una volta reidratate, possano essere impiegate come veri e propri “cerotti biologici” per la riparazione immediata di lesioni corneali. L’obiettivo? Dare agli oculisti uno strumento pronto all’uso per intervenire in urgenza, in caso di perforazioni o lacerazioni.
“Piccole porzioni di cornea, che vengono tolte durante la chirurgia e verrebbero normalmente smaltite, potrebbero essere invece conservate per un successivo uso clinico utile in molteplici applicazioni, dalla cura del cheratocono attraverso cheratoplastica additiva, fino all’utilizzo come ‘cerotto biologico’ in caso di perforazioni o lacerazioni corneali”,
spiega Stefano Ferrari, Direttore dell’équipe di Ricerca di Fondazione Banca degli Occhi.
Smile Bank: una banca per i tessuti refrattivi
Uno dei progetti più innovativi è la creazione di una “Smile Bank”, ovvero una banca di tessuti derivati dalla chirurgia refrattiva Smile (Small Incision Lenticule Extraction), una tecnica utilizzata per la correzione della miopia. I tessuti corneali, solitamente eliminati dopo l’intervento, potrebbero essere conservati per futuri utilizzi clinici.
Il progetto è portato avanti in collaborazione con il prof. Mario Nubile, docente presso il Centro Nazionale di Alta Tecnologia in Oftalmologia dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Dal trapianto di tessuto a quello cellulare
La ricerca sul trapianto cornea innovativo non si ferma al cerotto biologico. Oggi si esplorano anche possibilità come:
- Trapianto di cellule anziché di interi tessuti;
- Utilizzo di strati interni della cornea per riparare i fori maculari della retina;
- Tecniche mirate per patologie come il cheratocono.
La cornea, pur essendo un tessuto spesso solo pochi millimetri, è vitale per la funzione visiva e fondamentale per il trapianto in numerose patologie.
“Per questo Fondazione Banca degli Occhi, tra le prime strutture in Europa in questo campo, continua il suo impegno sia nella ricerca sia nella sensibilizzazione alla donazione dei tessuti oculari, un gesto di civiltà ancora necessario per la cura di migliaia di pazienti ogni anno”,
sottolinea Diego Ponzin, Presidente della Fondazione.
Una rete nazionale per la vista
La Fondazione Banca degli Occhi è centro di riferimento regionale per i trapianti di cornea del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Ma la rete di raccolta si estende anche alla Provincia Autonoma di Trento e alle regioni Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia. Un sistema coordinato con il Servizio Sanitario Nazionale, che solo nel 2024 ha portato 7.000 tessuti donati nei laboratori di Mestre.
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