Il Senato approva il Ddl che riconosce l’obesità come malattia cronica
Un traguardo atteso da tempo per contrastare un’emergenza sanitaria globale
L’Italia scrive una pagina di storia nella sanità pubblica mondiale. Questa mattina l’Assemblea del Senato ha approvato definitivamente la legge sulla prevenzione e cura dell’obesità, rendendo il nostro Paese il primo e unico al mondo a dotarsi di una normativa specifica su questa patologia.
Il provvedimento, nato come disegno di legge della Camera il 28 dicembre 2022 e promosso dall’onorevole Roberto Pella, presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili”, rappresenta una svolta epocale: per la prima volta l’obesità viene riconosciuta ufficialmente come malattia cronica, progressiva e recidivante.
La legge si articola in sei articoli che delineano una strategia integrata di contrasto alla patologia. Tra i punti qualificanti: l’inserimento delle prestazioni nei Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio Sanitario Nazionale, il finanziamento di programmi nazionali per prevenzione ed educazione, la costituzione di un Osservatorio presso il Ministero della Salute per monitorare il fenomeno, e l’impegno per campagne di sensibilizzazione.
L’urgenza di intervenire è dettata dai numeri allarmanti. Come stimato dal World Obesity Atlas, senza adeguate misure di prevenzione e cura, l’impatto economico globale di sovrappeso e obesità raggiungerà i 4,32 trilioni di dollari annui entro il 2035. Ma quello economico è solo uno dei tanti lati drammatici dell’aumento costante dei tassi di obesità nel mondo.
Sempre secondo il World Obesity Atlas, infatti, ogni anno i disturbi legati a obesità e sovrappeso come tumori e malattie cardio-metaboliche uccidono prematuramente 1,6 milioni di persone, ben più di quanto non facciano gli incidenti stradali. E la situazione appare particolarmente critica se si guarda alla fascia dei giovani tra i 5 e i 19 anni: per la prima volta nella storia ci sono più adolescenti obesi (1 su 10) che non sottopeso.
Nonostante le statistiche inquietanti, però, due terzi dei governi nel mondo non ha adottato politiche mirate o ha intrapreso quantomeno misure parziali e poco incisive. In questo senso, l’approvazione del Ddl Pella rappresenta uno spartiacque.
«Un passaggio storico che conferma in maniera definitiva per la prima volta al mondo una legislazione specifica e sistematica dell’obesità come malattia», ha dichiarato Rocco Barazzoni, presidente della Società Italiana dell’Obesità, riunita si ieri a Trieste per il XII Congresso Nazionale.
Soddisfazione anche dalle associazioni dei pazienti, protagoniste insieme al mondo scientifico nell’iter legislativo. «Abbiamo aspettato a lungo questo momento, è un passo importante verso il superamento dello stigma», ha commentato Iris Zani, presidente dell’Associazione Amici Obesi, sottolineando però che «non si tratta di un traguardo, ma dell’inizio di un percorso».
Ora l’attenzione si sposta sull’attuazione: le associazioni sollecitano l’approvazione urgente del Piano Nazionale Cronicità e l’aggiornamento dei LEA per garantire diagnosi, presa in carico e trattamenti adeguati.
Con la legge appena approvata, l’Italia si pone all’avanguardia nella lotta all’obesità e traccia la via a tutti i Paesi ancora impreparati di fronte a quella che per l’OMS è ormai da decenni una vera e propria epidemia globale.
