Premiati al Circolo Canottieri Aniene di Roma i vincitori dei bandi 2025, selezionati tra 262 candidature. Tre iniziative di ricerca scientifica, cinque di sport inclusivo, quattro di assistenza sociale. Presente il Ministro Locatelli. Premio al giornalismo inclusivo a Paola Severini Melograni.
150 mila euro alla ricerca scientifica, 125 mila allo sport inclusivo, altri 125 mila all’assistenza e alla solidarietà: con uno stanziamento complessivo di 400 mila euro, la Fondazione Giovan Battista Baroni ha premiato dodici progetti dedicati alla disabilità nel corso della cerimonia svoltasi il 26 marzo al Circolo Canottieri Aniene di Roma. I vincitori sono stati selezionati tra 262 candidature, a conferma di un ecosistema progettuale che cresce di anno in anno.
Alla cerimonia, condotta dalla giornalista Greta Mauro, erano presenti il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, il presidente del CONI Giovanni Malagò, il Direttore Generale RAI Roberto Sergio, il regista Paolo Virzì, l’attrice Claudia Gerini e il neo campione mondiale di sciabola a squadre Edoardo Giordan, testimonial della Fondazione.
Tre progetti che ridisegnano la riabilitazione
Il cuore scientifico dei bandi è rappresentato da tre iniziative che affrontano la disabilità con approcci innovativi e personalizzati. AMPLIMOV, sviluppato dall’IRCCS San Raffaele di Roma, sperimenta un protocollo di stimolazione transcutanea cervicale per restituire forza e destrezza all’arto superiore nei pazienti colpiti da ictus. Il Progetto SiMS dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù applica la musicoterapia secondo il Metodo Euterpe ai disturbi di coscienza in età pediatrica e adolescenziale, un intervento sicuro e personalizzato pensato per restituire dignità al percorso di cura dei più giovani. L’Università di Roma “Foro Italico” propone invece un nuovo protocollo di test da sforzo cardiopolmonare per soggetti con lesione midollare toracica: un percorso di venti settimane che trasforma l’esame diagnostico in una guida concreta alla cura domiciliare.
Sport e inclusione: cinque modelli replicabili
Sul versante sportivo, i cinque progetti premiati coprono uno spettro ampio di discipline e bisogni. ZenZazionale! della cooperativa Maratonda propone percorsi di yoga strutturati per ragazzi con disturbo dello spettro autistico, coinvolgendo le famiglie come parte attiva. Bike and Hike Italia porta in bicicletta i ragazzi autistici in ambienti protetti, l’ASD Campus Bio-Medico lavora sullo sviluppo neuro-motorio dei bambini ciechi e ipovedenti attraverso il movimento, la FISDIR offre un programma di nove mesi al Centro di Preparazione Paralimpica per giovani con disabilità intellettiva. Infine, Sitting Together di Sports Land ASD costruisce squadre miste di sitting volley nelle scuole romane, con l’obiettivo di partecipare al campionato nazionale.
Autonomia e partecipazione: quattro progetti sul territorio
Nell’area assistenza e solidarietà, i quattro progetti vincitori puntano sull’autonomia e sulla partecipazione sociale. La Fattoria dei Sogni di Palombara Sabina trasforma il lavoro agricolo in percorso educativo per giovani autistici; Fuori Contesto APS ridefinisce il ruolo dell’artista con disabilità come autore e non solo come fruitore; “Roma è diversa!” forma persone neurodivergenti come educatori culturali nei siti storico-artistici della Capitale; Divertitempo Onlus accompagna gli adolescenti con disabilità fuori dalle mura scolastiche, dentro il tessuto vivo del quartiere.
Il premio al giornalismo e la sfida culturale
Nel corso della serata è stato assegnato anche il Premio Fondazione Baroni al Giornalismo Inclusivo, giunto alla seconda edizione, conferito a Paola Severini Melograni per il suo impegno nel racconto rigoroso dei temi sociali e della disabilità. Un riconoscimento che sottolinea il ruolo dell’informazione nel costruire una narrazione capace di incidere sull’agenda pubblica.
«In Italia vivono più di tre milioni di persone con gravi disabilità. Dove non arrivano le famiglie nell’assistenza quotidiana arriviamo noi del terzo settore», ha dichiarato il presidente della Fondazione Giuseppe Signoriello. «Investire nel sociale non è assistenzialismo: ogni euro investito genera almeno tre euro di PIL nel medio periodo». Fondata nel 1972, la Fondazione Baroni ha destinato complessivamente oltre otto milioni di euro a iniziative sociali e scientifiche.
