Un nuovo patto per la salute delle persone fragili a Padova

È stato firmato oggi a Padova un protocollo d’intesa sperimentale per facilitare l’accesso alle cure sanitarie delle persone in condizione di povertà e marginalità. A siglarlo, l’Azienda Ulss 6 Euganea e numerosi enti del Terzo Settore attivi sul territorio: Fondazione Nervo Pasini – Cucine Economiche Popolari, Croce Rossa Italiana – Comitato di Padova, Associazione Adam ETS – partner di Caritas Diocesana, Medici in Strada, Medici con l’Africa CUAMM e Anteas provinciale di Padova.

L’obiettivo è creare una rete efficace e integrata di ambulatori di prossimità, servizi amministrativi e prestazioni sanitarie, per offrire risposte concrete a chi vive in situazioni di fragilità: persone anziane, sole, con disabilità o patologie, donne in gravidanza, migranti, cittadini senza dimora o senza residenza.

Una rete di salute pubblica e volontariato

L’iniziativa parte da esperienze già in corso, ora formalizzate con un coordinamento unico. Il Distretto socio-sanitario Padova Bacchiglione dell’Ulss 6 Euganea è attivo da oltre 20 anni nel campo dell’immigrazione e del welfare territoriale. Il nuovo protocollo rafforza e sistematizza queste collaborazioni, promuovendo una sanità più inclusiva, accessibile ed efficiente.

Come ha dichiarato il Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea, dr. Paolo Fortuna:

“Lavoreremo insieme, integrati, con lo sguardo e l’azione rivolti al nostro territorio. Stabilire procedure operative condivise, garantire la qualità dei servizi e valorizzare le rispettive competenze significa evitare sovrapposizioni e offrire cure migliori a chi ne ha più bisogno”.

Servizi garantiti e destinatari

Il protocollo mira a garantire assistenza sanitaria di base, servizi infermieristici, cure ambulatoriali, tutela della maternità e salute dei minori, oltre a interventi di prevenzione e gestione di patologie croniche o infettive.

I beneficiari sono soggetti vulnerabili con difficoltà sanitarie e socio-economiche, inclusi:

  • cittadini italiani e stranieri senza dimora o residenza,
  • migranti non iscritti al SSN,
  • persone con disabilità o patologie gravi,
  • famiglie monoparentali e donne in gravidanza.

Sono previsti anche servizi amministrativi come orientamento sanitario, rilascio di tessere STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) ed ENI (Europei Non Iscritti), oltre alla gestione di documentazione e consensi informati.

Le voci delle associazioni coinvolte

Diverse le testimonianze raccolte durante la firma del protocollo:

  • Don Luca Facco (Fondazione Nervo Pasini): “Costruire una rete attiva aiuta a ridurre le disuguaglianze e include chi si sente escluso.”
  • Dr. Giampietro Rupolo (CRI Padova): “Il volontariato coordinato da Ulss 6 permette sinergie efficaci per aiutare chi vive in marginalità.”
  • Dr. Carmelo Lo Bello (Medici in Strada): “Non chiediamo alle persone di venire da noi: siamo noi ad andare da loro. È così che restituiamo dignità.”
  • Don Dante Carraro (Medici con l’Africa CUAMM): “Portiamo l’esperienza maturata in Africa anche a Padova, dove la fragilità sanitaria è un problema crescente.”

Un gruppo di lavoro per il monitoraggio

È stato istituito un Gruppo Interistituzionale di coordinamento e monitoraggio delle azioni, con un rappresentante per ciascun ente firmatario, sotto la regia dell’Ulss 6 Euganea. Questo organismo avrà il compito di garantire l’attuazione del protocollo, monitorare i risultati e favorire eventuali ampliamenti futuri della rete.

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