Campus Salute e la Prof.ssa Annamaria Colao portano la prevenzione made in Italy negli Stati Uniti: «Con la dieta mediterranea si può evitare il 60% dei decessi»
Una ricetta italiana per combattere le malattie croniche nel mondo. È quella che Campus Salute ha portato oltreoceano, debuttando ufficialmente a New York con un messaggio tanto semplice quanto rivoluzionario: tornare alla tradizione mediterranea per vivere meglio e più a lungo.
«Il 60% delle morti per malattie croniche non trasmissibili può essere eliminato attraverso una corretta alimentazione», ha dichiarato la professoressa Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità e tra i fondatori di Campus Salute, il progetto italiano che, a partire dal 24 settembre, porta nella grande mela una settimana di screening gratuiti, incontri e iniziative sul tema della prevenzione.
Numeri che fanno riflettere, oltre 10.000 pubblicazioni scientifiche internazionali che certificano l’efficacia della dieta mediterranea nella prevenzione di diabete, malattie cardiovascolari, Alzheimer e patologie infiammatorie croniche, ma anche almeno sette tipi di cancro.
Il ritorno alle origini come medicina preventiva
La proposta di Campus Salute va oltre i semplici consigli nutrizionali. «Non si tratta solo di mangiare prodotti a chilometro zero», ha spiegato la professoressa Colao. «Dobbiamo recuperare i dettami della dieta mediterranea con cibi originali, naturali e soprattutto preparati secondo quella che era la tradizione della cultura mediterranea: una cucina lenta, una preparazione attenta, una tavola che raccoglie la famiglia”».
Un approccio olistico che guarda alla prevenzione non solo come scelta individuale, ma come pratica comunitaria, alla base della salute collettiva. Filosofia con cui concorda, tra l’altro, il Vice Ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, presente all’inaugurazione della settimana di Campus Salute: “La prevenzione è il primo farmaco. Queste iniziative rappresentano un modello da diffondere in Italia e nel resto del mondo”.
Dall’Italia al mondo, passando per l’ONU
Non è un caso che Campus Salute abbia scelto di sbarcare negli Stati Uniti proprio durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Come ha sottolineato il presidente del progetto Pasquale Antonio Riccio: “Siamo arrivati da Napoli fino all’ONU con l’obiettivo di diffondere consapevolezza e promuovere la cura di sé, del corpo e della mente”.
Un percorso che testimonia la forza di un’iniziativa nata dal volontariato e cresciuta fino a rappresentare un’eccellenza italiana nel campo della prevenzione sanitaria. “Portiamo la prevenzione tra la gente, gratuitamente e con il cuore: è il volontariato la nostra vera forza”, ha aggiunto Riccio durante il taglio del nastro.
L’allarme sui cibi processati e l’emergenza obesità infantile
Tra i temi più urgenti, i rischi legati al consumo di alimenti industriali. «Alcune forme di demenza e alterazione delle funzioni cognitive sono direttamente collegate al consumo di cibi processati», avverte la professoressa Colao, citando evidenze scientifiche che collegano questi prodotti a gravi problemi di salute.
Il problema assume dimensioni globali se si considera che, secondo il rapporto UNICEF “Feeding Profit”, pubblicato appena due settimane fa, i bambini e gli adolescenti di età compresa tra 5 e 19 anni che nel mondo vivono in condizioni di sovrappeso sono 20%, per la prima volta, più di quanti non si trovino in condizioni di malnutrizione. La situazione è particolarmente grave negli Stati Uniti, dove la percentuale sale al 42%.
Il rapporto UNICEF rivela che gli alimenti ultra-processati costituiscono almeno un terzo dell’apporto energetico totale degli adolescenti in Argentina, Belgio, Cile e Messico, e almeno la metà in Australia, Canada, Stati Uniti e Regno Unito, livelli così elevati da corrispondere alla definizione di “alimento base”.
Trend preoccupanti che richiamano all’azione concreta, a partire dai piccoli gesti quotidiani: «Dobbiamo cercare di replicare la tradizione della dieta mediterranea ovunque nel mondo, utilizzando i migliori prodotti disponibili localmente», conclude Colao.
Un modello per il futuro
Con l’iniziativa newyorkese, Campus Salute si propone non solo come progetto di prevenzione sanitaria, ma come veicolo per promuovere una tradizione che, incontrando l’innovazione, serva ad affrontare le sfide globali della salute pubblica.
“La prevenzione non è un lusso, ma un diritto”, ha ribadito la professoressa Colao, sintetizzando l’idea centrale del progetto che, partito dalle piazze italiane, ora punta a diffondere nel mondo un approccio fondato su prevenzione e partecipazione civica, dimostrando che a volte le soluzioni più efficaci sono anche le più semplici: tornare alle origini per costruire il futuro.
