La medicina dei sistemi torna al centro dell’attenzione con la IV edizione del Symposium “Medicina dei Sistemi. Il paziente fragile tra overtreatment e deprescrizione”, svoltosi all’Università Statale di Milano con il patrocinio della FNOMCeO. Il focus? Il paziente fragile, inteso non solo come anziano, ma come qualunque individuo esposto a una vulnerabilità clinica crescente, anche in età pediatrica.
Come ha dichiarato Alessandro Pizzoccaro, presidente di Guna: “Il concetto di paziente fragile oggi va oltre l’età anagrafica e impone un ripensamento del paradigma riduzionistico”.
Un approccio sistemico per superare overtreatment e fragilità
Al centro del dibattito, la necessità di abbandonare il paradigma della sovramedicalizzazione (overtreatment), per abbracciare modelli basati sulla deprescrizione e sull’utilizzo mirato della low dose medicine, strategia terapeutica promossa anche da Guna. A intervenire, 16 relatori di alto profilo tra cui medici, farmacologi, pediatri, psichiatri e genetisti.
“Nel paziente fragile, la complessità clinica richiede una medicina realmente personalizzata”, ha sottolineato Marco Del Prete, presidente di PRM Academy, aprendo i lavori.
Dai bambini agli anziani: fragilità, psiche e farmaci
La mattinata ha visto interventi focalizzati sulla fragilità pediatrica e sulle ricadute dell’uso eccessivo di farmaci. Il prof. Massimo Agosti ha ricordato l’importanza dei primi 1.000 giorni di vita, fondamentali per un corretto sviluppo psico-fisico. Il prof. Paolo Brambilla, psichiatra, ha evidenziato il potenziale legame tra uso prolungato di psicofarmaci e Alzheimer.
In campo farmacoeconomico, il prof. Giorgio Lorenzo Colombo ha lanciato un allarme: “I pazienti cronici in Lombardia sono il 30% della popolazione e impiegano il 70% della spesa sanitaria regionale”.
Educazione e sostenibilità: serve un nuovo modello di cura
Nel pomeriggio si è parlato di prevenzione delle infezioni respiratorie e di abuso di antibiotici in età infantile. La dott.ssa Laura Folgori ha spiegato: “I bambini da due a sei anni sono i maggiori consumatori di antibiotici […]. Serve un’educazione capillare, sia tra i medici che tra i genitori”.
Il prof. Angelo Gemignani ha invitato a ridurre l’uso di benzodiazepine, mentre il prof. Annibale Alessandro Puca ha esplorato il potenziale terapeutico dello studio dei “geni della longevità”.
Il paziente come unicum: corpo, mente e ambiente
Secondo i promotori del convegno, la medicina dei sistemi è la risposta a un mondo dove la salute non può più essere ridotta a soli parametri biologici. Come ha affermato Alessandro Pizzoccaro: “Nessuno di noi è un atomo scollegato dalla realtà circostante […]. La Medicina dei Sistemi […] ha una visione dell’essere umano come un ‘unicum’, formato da corpo, mente, spirito ed emozioni […]”.
La partecipazione ampia, anche online, al Symposium conferma la crescente attenzione verso un modello terapeutico integrato, rispettoso della persona e attento alla sostenibilità clinica ed economica.
