Oltre 800 esperti internazionali – tra angiologi e chirurghi vascolari, chirurghi plastici, nutrizionisti, fisioterapisti e rappresentanti delle associazioni di pazienti – si sono confrontati a Roma al Congresso Mondiale sul Lipedema, per condividere nuove conoscenze su una malattia che colpisce circa il 10% della popolazione femminile globale. Riconosciuta ufficialmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma ancora troppo spesso confusa con obesità e linfedema.
Cos’è il lipedema e perché viene confuso
Il lipedema è una patologia cronica caratterizzata da un accumulo anomalo di tessuto adiposo (grasso) principalmente a livello degli arti, soprattutto inferiori, accompagnato da dolore, fragilità capillare e gonfiore. A differenza del linfedema, che determina accumulo di linfa a causa di un malfunzionamento irreversibile del sistema linfatico, il lipedema riguarda il tessuto connettivo, in cui le cellule adipose si moltiplicano in modo patologico. «La distinzione è fondamentale per la terapia – spiega a dì Salute Sandro Michelini, presidente del Congresso – nel linfedema è importante lavorare sul drenaggio dei fluidi, mentre nel lipedema bisogna intervenire sul microcircolo e sulle cellule adipose stesse».
La sfida della diagnosi corretta nel lipedema
«L’importanza di una corretta diagnosi vale per tutte le malattie, ma per il lipedema lo è ancora di più – sottolinea Michelini -. Molte pazienti vengono considerate “false obese” e indirizzate verso percorsi inappropriati, come la chirurgia bariatrica, senza alcun beneficio. Si tratta invece di un accumulo patologico di cellule lipidiche che non risponde a dieta, esercizio fisico o interventi mirati per il dimagrimento».
La malattia, inoltre, può essere accompagnata da alterazioni endocrinologiche e metaboliche, come insulino-resistenza, ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia, che richiedono un’assistenza mirata. Da qui la necessità di un approccio multidisciplinare condiviso tra più specialisti.
E qui entra in campo la Clinica Linfologica Italiana di Padova, presente al congresso con la dottoressa Giuseppina Masitto che ribadisce a dì Salute questo aspetto: «Per il lipedema serve un percorso completo che unisca trattamento fisioterapico, nutrizionale, psicologico, internistico e se necessario chirurgico. È una patologia cronica e ingravescente: se non seguita nel tempo, può peggiorare e compromettere la funzionalità».
Imparare a convivere con la malattia del lipedema
Un concetto ripreso anche dalla dottoressa Alessia Cossi, che nella stessa clinica di Padova si occupa della prima diagnosi: «Il nostro obiettivo è far comprendere ai pazienti che dal lipedema non si può guarisce, ma si può e si deve invece curare”. Il percorso terapeutico deve essere personalizzato e condiviso: solo conoscendo la propria malattia si può gestire con consapevolezza».
La centralità del paziente è il cuore anche del lavoro di Germana Marangon, fondatrice e coordinatrice della Clinica Linfologica Italiana di Padova, che da oltre trent’anni si occupa di linfedema e lipedema: «Offriamo un percorso multidisciplinare, con la possibilità di soggiornare in struttura per seguire trattamenti intensivi manuali e meccanici più volte al giorno. Ogni paziente viene educato alla gestione della patologia, per tornare a casa in grado di prendersi cura di sé».
Le terapie disponibili per il lipedema
Del percorso di cura per il lipedema il presidente del Congresso ha ricordato anche la PAL e la WAL, Power Assisted Liposuction e Water Assisted Liposuction, che consentono di rimuovere il tessuto adiposo patologico in modo selettivo e duraturo.
Tuttavia, torna il tema della competenza su queste delicate patologie e Michelini sottolinea come l’intervento debba essere eseguito da specialisti esperti, perché «non si tratta di un problema estetico, ma di una vera malattia. Se non vengono condotti interventi in modo corretto, il tessuto può replicarsi, provocando recidive anche a distanza di pochi mesi».
Il Congresso ha rappresentato, dunque, un passo importante per diffondere conoscenza e consapevolezza su una patologia ancora poco conosciuta, affinché sempre più donne possano ricevere diagnosi tempestive e cure adeguate.
