L’attività fisica non è solo una buona abitudine, ma uno strumento concreto di prevenzione sanitaria. Ed è anche un investimento che può produrre benefici rilevanti per la sostenibilità del sistema. È questo uno dei messaggi più interessanti emersi dalla conferenza stampa di presentazione della nuova direzione strategica dell’ULSS 6 Euganea, dove il tema è stato richiamato con un dato molto impattante: ogni euro investito in prevenzione fa risparmiare 14 euro al Servizio sanitario nazionale.
A sottolinearlo è stato il direttore socio-sanitario Stefano Vianello, rispondendo a una domanda sul tema dell’esercizio fisico come leva di salute pubblica. Un passaggio che, pur inserito in una conferenza più ampia dedicata alla nuova squadra di vertice dell’azienda sanitaria, mette in evidenza un orientamento chiaro: rafforzare il ruolo della prevenzione e promuovere l’attività fisica come parte integrante dei percorsi di salute.
Attività fisica prevenzione: il ruolo della prescrizione
Nel corso dell’incontro, Vianello ha spiegato che il tema è già stato affrontato nel confronto con la medicina generale e che è attualmente in corso una formazione a distanza rivolta a tutti i medici di famiglia del Veneto, compresi gli oltre 500 medici dell’ULSS 6, proprio sulla prescrizione dell’attività fisica.

Il punto è semplice ma importante: l’esercizio fisico non va considerato soltanto come un consiglio generico legato al benessere, ma come uno strumento da inserire in modo sempre più strutturato nelle strategie di prevenzione. In quest’ottica, la “ricetta” dell’attività fisica assume un valore preciso, soprattutto rispetto alle patologie croniche, ai fattori di rischio cardiovascolare, alla sedentarietà e al mantenimento dell’autonomia nelle persone più fragili.
L’idea di fondo è che muoversi di più e meglio possa ridurre l’insorgenza di malattie, rallentare l’aggravamento di condizioni già presenti e alleggerire nel tempo il peso sulle strutture sanitarie.
Il dato chiave: 1 euro in prevenzione, 14 euro risparmiati
Il dato richiamato durante la conferenza è quello che colpisce di più: per ogni euro investito in attività di prevenzione, il Servizio sanitario nazionale ne risparmia 14. Vianello lo ha definito un dato di letteratura, usato anche per sensibilizzare i sindaci del territorio sull’importanza delle politiche preventive.
È un messaggio che va oltre la sola promozione dell’attività motoria. Significa infatti che investire prima, sui corretti stili di vita, può evitare costi molto più elevati dopo, quando le patologie sono già insorte e richiedono cure, visite, farmaci, ricoveri e assistenza continuativa.
In questo senso, l’attività fisica prevenzione diventa anche una questione di programmazione sanitaria: non solo salute individuale, ma anche tenuta del sistema pubblico.
La rete territoriale: medici di famiglia, Comuni e Palestre della Salute
Secondo quanto riferito dall’ULSS 6, il lavoro non si limita alla formazione dei medici. Vianello ha ricordato infatti che è in corso anche l’implementazione della rete delle Palestre della Salute, insieme al coinvolgimento dei Comuni che promuovono l’attività fisica.
L’obiettivo è costruire una rete territoriale capace di rendere l’esercizio fisico più accessibile e più presente nella vita quotidiana delle persone. Il tema, infatti, non riguarda solo chi è già malato, ma anche chi deve essere aiutato a non ammalarsi. In questa prospettiva la prevenzione diventa un lavoro condiviso tra sanità, amministrazioni locali e professionisti del territorio.
Lo stesso ragionamento vale per gli altri ambiti richiamati dalla direzione socio-sanitaria: lotta al tabagismo, contrasto alle dipendenze, attenzione al consumo di alcol e promozione di una corretta alimentazione. L’attività fisica si inserisce quindi dentro una strategia più ampia di educazione alla salute.
Prevenzione come scelta sanitaria e culturale
Il focus emerso dalla conferenza stampa è chiaro: la prevenzione non può restare un tema secondario o solo teorico. Deve diventare una pratica concreta, riconoscibile, sostenuta da azioni organizzative e da una rete diffusa sul territorio.
Nel caso dell’Ulss 6 Euganea, il richiamo alla prescrizione dell’attività fisica segnala la volontà di spostare una parte dell’attenzione dalla sola risposta ai bisogni sanitari alla capacità di anticiparli. E in una fase in cui il sistema sanitario è chiamato a fare i conti con carenze di personale, aumento della domanda e sostenibilità economica, il valore della prevenzione assume un peso ancora maggiore.
Il messaggio lanciato durante la conferenza è quindi doppio: l’attività fisica fa bene alle persone, ma può fare bene anche ai conti della sanità pubblica. E il dato dei 14 euro risparmiati per ogni euro investito diventa la sintesi più efficace di questa impostazione.
