«Prevenire oggi per curare meglio domani». È questo il messaggio lanciato dall’intervento di Tatiana Lai, segretaria nazionale della Società Italiana Metabolismo Diabete Obesità (SIMDO) durante il webinar “Verso una strategia cardiometabolica per proteggere il futuro” organizzato con il contributo non condizionante di Lilly, che ha riunito istituzioni ed esperti per affrontare le sfide legate a obesità, diabete e lipoproteina (a).
Un tema che riguarda da vicino la Sardegna, area con il più alto tasso di diabete infantile al mondo, e che richiede una risposta articolata, capace di andare oltre la sola cura farmacologica.
Un’emergenza sanitaria che parte dall’infanzia
«Obesità e diabete rappresentano oggi una delle sfide sanitarie più rilevanti del nostro tempo», spiega Lai. «Due condizioni strettamente interconnesse, in costante aumento, che incidono profondamente sulla qualità di vita delle persone e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari».
Il dato che riguarda la Sardegna è drammatico: la regione è infatti la prima al mondo per incidenza del diabete infantile, un segnale che impone un cambio di rotta urgente nelle politiche sanitarie e nella cultura della prevenzione.
«L’obesità non è solo un fattore di rischio, ma una patologia complessa che favorisce l’insorgenza del diabete di tipo 2 e numerose complicanze cardiovascolari, metaboliche e sociali», sottolinea Lai. «Contrastarla significa agire precocemente, prima che la malattia si strutturi e diventi più difficile da gestire».
Prevenzione: il piano concreto oltre lo slogan
Nel suo intervento, Tatiana Lai ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico della prevenzione, che deve tradursi in azione concreta: «Prevenzione significa alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, attenzione agli stili di vita e consapevolezza dei fattori di rischio. Ma soprattutto significa intervenire in età precoce, nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi di lavoro».
Un approccio che richiede un cambio di prospettiva: «Prevenire non significa solo evitare la malattia, ma costruire salute, promuovendo scelte sostenibili e realistiche, adattate alla vita reale delle persone. Il ruolo degli operatori sanitari è quello di accompagnare e non giudicare, di informare e non colpevolizzare».

L’educazione terapeutica: il paziente protagonista
Al centro della visione promossa da SIMDO (Società Italiana Metabolismo Diabete Obesità) c’è l’educazione terapeutica, pilastro fondamentale nella gestione di obesità e diabete.
«Educare terapeuticamente significa fornire alle persone strumenti pratici per comprendere la propria condizione, prendere decisioni informate e diventare parte attiva del percorso di cura», spiega la segretaria SIMDO. «Non si tratta solo di spiegare cosa fare, ma di aiutare a capire perché farlo, favorendo l’aderenza alle terapie, la continuità assistenziale e l’autonomia del paziente».
Le evidenze scientifiche confermano l’efficacia di questo approccio: i percorsi educativi strutturati migliorano il controllo glicemico, riducono le complicanze e aumentano il benessere psicologico dei pazienti.
Un approccio multidisciplinare e umano
«La gestione di obesità e diabete richiede un approccio integrato che coinvolga medici, infermieri, dietisti, psicologi e altri professionisti sanitari. Ma soprattutto richiede ascolto», ribadisce Lai.
È questo l’impegno portato avanti da SIMDO: «Promuoviamo una visione moderna e responsabile della cura in cui prevenzione, educazione terapeutica e ricerca non sono accessori ma elementi centrali del percorso clinico. Favoriamo una cura integrata e globale del paziente che tenga conto non solo degli aspetti medici ma anche di quelli psicologici, nutrizionali e sociali della malattia».
Un approccio inclusivo che rende moderna la presa in carico del paziente in tutti i suoi aspetti.
Investire oggi per il domani
«Investire oggi in conoscenza, consapevolezza e prevenzione significa ridurre domani il peso delle complicanze, migliorare la qualità di vita e restituire alle persone un ruolo attivo nella propria salute», conclude Tatiana Lai. «Diabete e obesità si possono affrontare. E la prevenzione, quando è condivisa e guidata, è la terapia più potente che abbiamo».
Un messaggio di speranza e concretezza, che richiama tutti gli attori del sistema sanitario a una responsabilità condivisa: «La collaborazione con tutti gli stakeholders è fondamentale. Solo insieme possiamo costruire una strategia efficace per proteggere il futuro della salute, a partire dai più piccoli».
