Covid +37% di casi in una settimana: Lorenzin lancia l’allarme vaccini per la sostenibilità del SSN

Mentre i casi Covid schizzano del 37% in una settimana e l’Australia registra un +50% di ricoveri per influenza, l’ex ministra Lorenzin lancia l’allarme: “Il nostro SSN è tarato sui giovani, ma il Paese invecchia a vista d’occhio, rilanciare la prevenzione vaccinale”.

Covid in risalita del 37% nell’ultima settimana, l’Australia che conta ricoveri per influenza aumentati del 50% rispetto al 2024, mortalità per infezioni respiratorie cresciuta del 57.8% tra il 2012 e il 2019 e del 560% con la pandemia: segnali inequivocabili di ciò con cui nei prossimi mesi dovrà fare i conti un Sistema Sanitario per cui polmoniti, influenza, COVID-19 e virus respiratorio sinciziale hanno smesso di essere emergenze episodiche, diventando sfide strutturali. Ma come trasformare la prevenzione in una strategia capace di proteggere gli anziani e, al tempo stesso, garantire la sostenibilità del sistema?

Proteggere anziani e fragili con i vaccini: la proposta di Lorenzin

Una risposta arriva dall’ex ministra della Salute, ora membro della Commissione Programmazione Economica e Bilancio del Senato, Beatrice Lorenzin che durante l’incontro “Infezioni respiratorie: impatti sull’healthy ageing e costi del SSN” promosso da The European House – Ambrosetti Group il 16 settembre a Roma, ha messo in chiaro: “Il nostro Servizio sanitario nazionale è stato calibrato su una popolazione giovane, non su una popolazione anziana. Oggi la priorità è ridurre le ospedalizzazioni e rafforzare la prevenzione. Le vaccinazioni rimangono il più grande mezzo di salute pubblica che possiamo mettere in campo, soprattutto per gli over 65, tra cui i tassi di adesione restano troppo bassi rispetto agli obiettivi fissati dal Ministero della Salute”. 

Secondo Lorenzin, quindi, urge un cambio di rotta ed è questo l’obiettivo della proposta di legge che promette di rivoluzionare l’approccio alla prevenzione vaccinale andando a ridurre i ricoveri evitabili per influenza, polmoniti e altre infezioni respiratorie e a migliorare la qualità della vita di una popolazione anziana sempre più numerosa. Tra i provvedimenti chiave, illustrati nel corso dell’evento di TEHA, l’aggiornamento annuale del calendario vaccinale per le persone fragili e anziane, l’istituzione di una cabina di regia istituzionale per garantire rigore scientifico e coordinamento, l’inserimento di indicatori vaccinali nel sistema di valutazione delle Regioni con premi di efficienza e una maggiore accessibilità e monitoraggio, attraverso il coinvolgimento di medici di famiglia, farmacie, ospedali e reti sociali.

Il prezzo delle infezioni respiratorie

I dati del position paper presentato da TEHA con il contributo non condizionante di Pfizer non lasciano spazio a interpretazioni: polmoniti, virus respiratorio sinciziale (RSV), influenza e COVID-19 rappresentano una delle principali cause di ricovero per gli anziani, con un costo stimato di oltre 7 miliardi di euro ogni anno.

Un salasso che colpisce due volte: da una parte il SSN, dall’altra le famiglie, chiamate ad assistere i malati in un sistema sempre più sotto pressione.

Oltre la burocrazia: le farmacie al centro

La proposta Lorenzin va ben oltre l’aggiornamento di una tabella di vaccini. Punta a riportare gli anziani al centro della prevenzione, trasformando le vaccinazioni in un diritto facilmente accessibile, senza ostacoli logistici o burocratici.

Farmacie, medici di famiglia e ospedali dovranno diventare parte di una rete più capillare e proattiva. Perché, come ha spiegato l’ex ministra, molti anziani non si vaccinano non per paura, ma per difficoltà concrete: mancanza di trasporti, scarsa informazione, supporto territoriale insufficiente. In questa prospettiva diventa inoltre centrale il ruolo delle farmacie che come ribadito dal Segretario nazionale di Federfarma, Michele Pellegrini Calace,“si sono dimostrate un valido supporto alle strutture vaccinali pubbliche grazie alle loro caratteristiche peculiari: la capillarità della rete, l’elevata professionalità dei farmacisti appositamente formati per la somministrazione di vaccini, l’ampiezza degli orari di apertura e il collegamento informatico alle piattaforme pubbliche”.

La sfida italiana tra healthy ageing e sostenibilità economica

In un’Italia che invecchia a ritmi vertiginosi, rilanciare le vaccinazioni significa non solo proteggere la salute dei più vulnerabili, ma anche salvaguardare la sostenibilità economica del SSN. I segnali d’allarme lampeggiano accesi. Con l’Australia che anticipa gli scenari del prossimo inverno e i contagi Covid in risalita, la sanità italiana deve prepararsi ad affrontare mesi difficili. A questo punto la prevenzione vaccinale non è più un’opzione, ma l’unica strada percorribile.

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