Zecche: come proteggersi e cosa causano le punture di questi parassiti

Mancano ancora più di due settimane all’inizio dell’estate, ma in molte zone boscose, nei prati incolti e nei sentieri montani, sono già arrivate le zecche. Una vera e propria infestazione che quest’anno è già cominciata, complice l’inverno mite con poche piogge e una seconda metà di primavera con temperature particolarmente elevate. Un’emergenza che sta provocando non pochi problemi in molte parti d’Italia, in particolare in Veneto e in Trentino, nelle zone delle Prealpi Trevigiane e nei sentieri del Parco Naturale della Lessinia.

L’allarme zecche in Lessinia

Di pochi giorni fa, la notizia riportata dalla testata online “il Dolomiti” e ripresa dal quotidiano di Verona, “L’Arena”, dell’esperienza vissuta da un operatore forestale in un sentiero a nord della Lessinia, al confine con il Trentino. L’uomo ha incontrato due giovani, e inesperti, escursionisti che, ignari del pericolo rappresentato da questi artropodi e delle tecniche base di prevenzione, “trasportavano” sulle loro gambe decine di questi sgradevoli parassiti. Un allarme confermato e rilanciato anche dagli esperti dell’ULSS 9 Scaligera, che ha invitato chiunque decida di percorrere a piedi o in bicicletta quelle zone, ad adottare tutte le tecniche di prevenzione e a prestare attenzione.

Dove si trovano le zecche

Le zecche cominciano a diffondersi con l’arrivo della bella stagione quando si risvegliano dal letargo invernale. Questi parassiti, prediligono ambienti umidi, ricchi di vegetazione e arbusti bassi e incolti. In Italia, le zone più a rischio per le zecche dei boschi sono i sentieri montani e i boschi di Trentino Alto-Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. La zecca dei cani invece predilige climi caldo-asciutti, perciò è più diffusa nelle regioni del centro-sud.

Cosa sono le zecche e perché sono pericolose?

Come riporta il sito web dell’Istituto Superiore di Sanità, le zecche sono artropodi e fanno parte della classe degli aracnidi, come ragni e scorpioni. Appartengono all’ordine degli Ixodidi, e sono parassiti ematofagi (si nutrono di sangue) esterni, con dimensioni che possono variare da qualche millimetro fino ad un centimetro, a seconda dello stadio di sviluppo. Sia in Italia che in Europa, le specie di zecche più diffuse e rilevanti sono l’Ixodes ricinus (la zecca dei boschi) e la Rhipicephalus sanguineus (la zecca del cane).

Le zecche sono pericolose perché possono trasmettere diverse agenti patogeni. In Italia, le patologie infettive trasmesse dalla puntura (o morso) di zecca, più rilevanti dal punto di vista epidemiologico sono:

zecche
Eritema a bersaglio, sintomo iniziale della Malattia di Lyme
  • Meningoencefalite da zecca o Tbe (trasmessa principalmente dalla zecca dei boschi)
  • Malattia di Lyme (trasmessa principalmente dalla zecca dei boschi)
  • Rickettsiosi o febbre bottonosa (trasmessa principalmente dalla zecca del cane)
  • Febbre ricorrente da zecche
  • Tularemia
  • Meningoencefalite da zecche
  • Ehrlichiosi

La zona in cui la zecca resta attaccata, può apparire leggermente infiammata. Con il passare dei giorni, l’infiammazione tende ad espandersi, causando altre eruzioni cutanee più o meno fastidiose.

Nella maggior parte dei casi in cui si viene a contatto con una zecca infetta, la malattia può essere diagnosticata esclusivamente sul piano clinico. Tuttavia, se la malattia viene prontamente individuata, una terapia antibiotica spesso è risolutiva, specialmente per le patologie causate da batteri. Vi sono rari casi in cui queste patologie sono pericolose per la vita di soggetti adulti o giovani adulti (fino al 5% dei casi). I soggetti più a rischio invece, in cui queste infezioni sono potenzialmente mortali, sono gli anziani e i bambini.

Come avviene la puntura di zecca

Le zone del corpo umano più a rischio sono testa, collo, gambe e gli spazi tra le dita. Spesso, può capitare che la zecca resti attaccata all’ospite per diversi giorni prima di essere scoperta, proprio a causa delle zone nascoste in cui si “attacca”.

Le zecche attendono in mezzo all’erba il passaggio di un “ospite” adeguato, basta sfiorarle perché arrivino sul corpo. Una volta sulla pelle, la zecca trafigge la cute introducendo la sua parte buccale, chiamata rostro. Il rostro, che ha una funziona di ancora, permette alle zecche di restare ben salde alla pelle anche per diversi giorni. Il morso, o puntura, in genere non viene avvertito, a causa di una sostanza anestetica che la zecca emette prima di cominciare a succhiare il sangue.

Cosa fare quando si viene morsi da una zecca

Innanzitutto bisogna rimanere calmi e non agire precipitosamente, specie se inesperti. Una volta individuata la zecca è bene rivolgersi al più presto ad un medico per la sua rimozione. La probabilità di contrarre un’infezione dal morso di zecca è infatti proporzionale al numero di ore in cui la zecca rimane attaccata alla pelle. L’infezione di solito avviene quando la zecca, dopo essersi alimentata per un certo lasso di tempo, rigurgita parte del pasto. Proprio in questo momento che gli agenti patogeni potrebbero essere introdotti nel corpo.

zecche

Come abbiamo già accennato è importante rivolgersi tempestivamente ad un medico o andare in un pronto soccorso. Se questo non fosse possibile, bisogna munirsi di una pinzetta a punte sottili o di specifici estrattori per zecche che si trovano in commercio. Le pinzette vanno posizionate il più vicino possibile alla pelle, poi stringendo molto delicatamente il corpo della zecca per non schiacciarlo, si tira lentamente, effettuando al tempo stesso un movimento rotatorio

Dopo l’avvenuta rimozione della zecca bisogna disinfettare la cute, evitando sostanze che colorano la pelle come la tintura di iodio. Nel caso il rostro della zecca rimanga attaccato, si deve rimuovere con un ago sterile o con le stesse pinzette che devono però essere sterilizzate. Dopo la rimozione bisogna procedere con una profilassi antitetanica.

Se è possibile, è molto utile conservare il corpo della zecca in una boccetta con alcol in soluzione al 70%. Questo può permettere ai presidi sanitari di individuare il tipo di zecca e i possibili agenti patogeni che potrebbe trasmettere. Così, in caso di comparsa dei sintomi, si può procedere con cure mirate. Se la conservazione del corpo della zecca non fosse possibile, e comparissero i primi sintomi, è importante comunicare al medico curante data e luogo in cui è avvenuto il contatto con le zecche.

I sintomi a cui prestare attenzione sono un alone rossastro che si allarga dalla zona in cui si è stati morsi, febbre, debolezza, mal di testa, ingrossamento dei linfonodi e dolori alle articolazioni.

Cosa non fare quando si è morsi da una zecca

Mai utilizzare sostanze oleose o irritanti per rimuovere il parassita, come alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio e grassi. Inoltre, mai usare fuoco o oggetti arroventati come fiammiferi, accendini o sigarette. Queste sostanze irritanti e il fuoco, possono provocare dolore e sofferenza alla zecca, portando ad un rigurgito prematuro di sostanze infette nel corpo e la possibilità che la zecca si infili ancora di più in profondità nella pelle.

Le zecche non devono mai essere toccare a mani nude: è consigliabile indossare sempre dei guanti. Nel processo di rimozione, è ancor più importante evitare di schiacciare il corpo della zecca cercando di staccarla dalla pelle, in quanto, anche questo causerebbe un rigurgito di patogeni nel sangue. 

Come evitare le zecche

È possibile difendersi dalle zecche con pochi e semplici accorgimenti, che permettono di ridurre drasticamente la possibilità di essere morsi e di individuare precocemente il contatto con questo parassita, prima della trasmissione di una malattia.

  • Indossare abiti di colore chiaro, perché permettono di individuare più facilmente le zecche. Coprire accuratamente le estremità, utilizzando pantaloni lunghi infilandoli dentro i calzini o gli stivali e usare un cappello. Inoltre, esistono in commercio diversi repellenti contro gli insetti che possono scoraggiare anche l’attacco delle zecche.
  • Evitare di strusciare con le gambe o con il corpo l’erba alta lungo il margine dei sentieri e non addentrarsi nei boschi, specialmente se sono incolti. 
  • Al termine dell’escursione, esaminare attentamente corpo e vestiti e prima di entrare in casa, spazzolare e scuotere gli indumenti e poi lavarli.
  • Infine, se si viene accompagnati nell’escursione dal proprio cane, è importante trattarlo con prodotti anti-zecche. 

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