Aprile mese della prevenzione contro l’ictus: al via la campagna “salva nonni” dedicata ai più piccoli

Aprile è il mese che A.L.I.Ce. Italia Odv, Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, dedica ogni anno alla prevenzione dell’ictus cerebrale che, nel nostro Paese, colpisce circa 150.000 persone ogni anno. Quest’anno, in particolare, l’Associazione sposa il progetto internazionale FAST Heroes destinato ai bambini delle scuole primarie che ha come obiettivo quello di insegnare loro, attraverso attività ludiche e video, a riconoscere i principali sintomi dell’ictus e a chiamare tempestivamente i soccorsi, trasformandosi così in supereroi che salvano i nonni dall’ictus cerebrale.

Protagonista del progetto, basato sul legame speciale che lega nonni e nipotini, è il piccolo Matteo, che si trasforma in un eroe FAST e impara a combattere il “Trombo malefico” per salvare la vita a Nonno Franco.

Punto di forza del Progetto è proprio la capacità di insegnare ai bambini i principali sintomi dell’ictus e, allo stesso tempo, il numero da chiamare in caso di ictus in corso. Il tutto attraverso i racconti degli eroi FAST, ciascuno alle prese con il “Trombo malefico” e con uno specifico sintomo che intacca le sue speciali capacità. Nonno Franco, ad esempio, è un campione in fatto di smorfie ma, quando è stato colpito dal Trombo, ha momentaneamente perso la capacità di muovere un lato del viso. A salvarlo è il piccolo nipote, Matteo, che come un vero supereroe ha chiamato i soccorsi correttamente in tempi rapidi

Il progetto FAST HEROES

L’acronimo FAST (in inglese “veloce) richiama l’importanza del fattore tempo ma aiuta anche a ricordare i principali sintomi dell’ictus cerebrale: F come face (faccia): chiedere alla persona che manifesta sintomi al volto (il più comune è la “bocca storta”) di sorridere per verificare una eventuale paresi facciale; A come arms (braccia): chiedere di provare a sollevare entrambe le braccia, non sottovalutando se anche solo una non riesce a stare su; S come speech (linguaggio): chiedere di ripetere o elaborare una frase semplice (in caso di ictus si hanno grandi difficoltà a eseguire questo facile compito); T come time (cioè tempo) ma anche come telefono: riscontrando uno qualunque di questi sintomi è importante chiamare i soccorsi (112) il più velocemente possibile.

Ideato dal Dipartimento di istruzione e politiche sociali dell’Università della Macedonia, il progetto FAST Heroes è sostenuto dalla World Stroke Organization (Organizzazione Mondiale dell’Ictus) e reso possibile grazie al supporto di Angels Initiative, un’organizzazione internazionale volta al miglioramento dell’assistenza sanitaria, in particolare nel campo dell’ictus. Nel nostro Paese, come anticipato, ne è promotrice A.L.I.Ce. Italia Odv.

L’iniziativa comprende diversi momenti di formazione e di gioco e si articola su tre differenti piani di formazione rivolgendosi a insegnanti, famiglie e bimbi. I materiali proposti, adatti ai bambini di età compresa tra i 5 e i 9 anni, consentono di sviluppare diverse attività, distribuite nell’arco di cinque settimane. Obiettivo finale è quello di insegnare ai più piccoli i tre dei sintomi più comuni dell’ictus e, soprattutto, a chiamare subito il 112

La campagna di contro l’Ictus in oltre 5.000 scuole

Oltre a essere divertente per i bambini, il progetto mette a disposizione degli insegnanti un modo stimolante per affrontare in classe un argomento che riguarda tutti noi e offrire ai bambini l’opportunità di fare la differenza per i propri Supernonni.

Ad oggi, a livello internazionale hanno aderito al progetto ben 5.805 scuole, 11.235 classi, 251.666 alunni e 16.492 insegnanti. In Italia, anche grazie al contributo di A.L.I.Ce., hanno aderito, nel corso della fase pilota del 2021, 19 scuole e 80 classi, per un totale di 2.194 alunni e 116 insegnanti.

Tutti i dettagli su come aderire alla campagna FAST Heroes sono disponibili sul sito dedicato. Possono iscriversi scuole, insegnanti, classi oppure anche singoli bambini, con la supervisione dei genitori. Una volta registrati, all’interno dell’area riservata sarà possibile trovare tutti i materiali didattici ed entrare a far parte della community di FAST Heroes. 

Agli insegnanti è dedicata una speciale piattaforma, attraverso la quale si potranno formare sul tema, potranno avere accesso a tutte le risorse formative e apprendere come strutturare le lezioni in maniera semplice ma efficace.

I numeri dell’Ictus

Considerando le statistiche relative all’ictus, questo programma avrà certamente un impatto considerevole sulla vita di almeno un nonno/amico/parente tra tutte le famiglie rappresentate nella scuola. Sembra infatti che ben l’80% di tutti gli episodi possa essere evitato già partire dall’individuazione delle condizioni sulle quali si può intervenire, grazie a opportune modifiche nel proprio stile di vita e curando alcune patologie che ne possono essere causa, tra cui le più frequenti sono ipertensione, diabete e fibrillazione atriale. L’ictus è una patologia tempo dipendente. In fase acuta, i risultati positivi che possono essere ottenuti grazie alle terapie disponibili (trombolisi e trombectomia meccanica) sono strettamente legati, infatti, alla precocità con cui si interviene.

Secondo la World Stroke Organization, una persona su quattro sarà colpita da un ictus nell’arco della propria vita. Un terzo dei pazienti colpiti da ictus sarà reso permanentemente invalido e non potrà più rapportarsi con i propri nipoti e familiari come faceva un tempo.

“L’età media delle persone colpite da ictus cerebrale è di 70 anni – illustra la Dottoressa Nicoletta Reale, Past President di A.L.I.Ce. Italia Odv – e, secondo i dati sociodemografici, fino al 50% di loro sono nonni che si prendono cura dei nipoti almeno un paio di volte alla settimana. Da qui è nata l’idea: e se fossero proprio i nipoti il veicolo attraverso il quale informare ed educare i nonni e i parenti?”.

Il programma didattico si propone dunque di migliorare la conoscenza dei sintomi dell’ictus con lo scopo di fare in modo che i Supernonni possano continuare a fare ciò che sanno fare meglio: esercitare un influsso positivo sui propri nipoti, trascorrendo con loro del tempo di qualità.

“Siamo certi che l’incredibile entusiasmo dei bambini, la loro voglia e facilità di apprendere e condividere quanto hanno appreso anche a casa – afferma Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv – possano incoraggiare la successiva diffusione del messaggio al resto della famiglia, in particolare ai nonni con cui solitamente passano molto tempo”.

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