Arriva il drone di emergenza del 118, tecnologia e velocità per salvare più vite

I soccorsi del 118 arrivano dal cielo, non da un elicottero ma bensì da un drone di emergenza. Si chiama Apteron e si alzerà in volo per i primi test ufficiali a metà settembre. Si tratta di un dispositivo mobile volante salva-vita (secondo l’attuale normativa la definizione tecnicamente corretta è Unmanned Aircraft System – UAS, n.d.r.) realizzato in collaborazione con il consorzio aerospaziale Caltec di Vallata (Avellino) che potrà essere utilizzato per rispondere con prontezza a diverse situazioni di emergenza. È in grado di trasportare defibrillatori per i casi di arresti cardiaci improvvisi, farmaci, emoderivati, kit chirurgici e persino organi da trapiantare

L’ideatore e leader del progetto SEUAM (Sanitary Urban Air Mobility) è il presidente nazionale di SIS 118 (Società Italiana Sistema 118) Mario Balzanelli che spiega come questo progetto: «Rientra nella necessità assoluta di guadagnare tempo, perché il tempo è la variabile determinante che, in emergenza, fa la differenza tra la vita e la morte».

Come funziona il drone di soccorso del 118

L’obiettivo del progetto prevede infatti l’invio da parte delle centrali operative 118 di droni iperveloci, teleguidati a distanza da operatori specializzati, per rispondere in tempi rapidissimi a emergenze a elevata criticità clinica come arresti cardiaci, shock emorragici e gravi intossicazioni.

Mario Balzanelli, presidente SIS 118

«Immaginiamo lo scenario di un incidente stradale – spiega Balzanelli – Arriva un’automedica del 118 e trova una persona in shock emorragico, che ha dunque bisogno di una trasfusione. Subito la centrale operativa del 118 fa decollare il drone territorialmente più vicino alla zona dell’incidente, che arriva portando al medico gli emoderivati per la trasfusione. Questo significa portare viva la persona traumatizzata in sala operatoria. O ancora, pensiamo a un arresto cardiaco su una nave in cui non c’è un defibrillatore: la centrale operativa fa partire Apteron che porta a bordo il defibrillatore. Altrimenti la persona sarebbe spacciata».

Drone per l’emergenza: i test prima della presentazione ufficiale

I test per ora si terranno solo nei comuni che hanno aderito alla sperimentazione, Taranto (Puglia), Altomonte (Calabria), Santa Lucia di Serina e Massa di Somma (Campania) ma questi test sono aperti a tutti i comuni italiani che vorranno aderire al progetto. Si trattano di prove con tre livelli di difficoltà tecnica crescente per testare la reale funzionalità e praticità del drone. Il primo, il più facile, è l’arrivo e l’atterraggio del drone in una zona ampia e aperta come una piazza, il secondo in una strada medio-grande e il terzo, il più arduo, è l’arrivo in luoghi più difficili da raggiungere dai mezzi tradizionalmente utilizzati, come un vicolo o una zona molto accidentata, ad esempio una gravina.

L’obiettivo del progetto SEUAM è proprio questo, ridurre i tempi rispetto ai mezzi che vengono usati oggi come le le automediche: « (Il progetto) deve essere attivato quando ci sono ragionevoli probabilità che arrivi molto prima dei normali mezzi di soccorso impiegati – sottolinea Balzanelli – Faremo dei test comparati, mettendo il drone o un’automedica in competizione per valutare chi arriva prima nei vari scenari d’emergenza. Dobbiamo varare un modello che funzioni, non ha senso lanciare una novità fine a se stessa, dobbiamo garantire al cittadino che se impieghiamo della tecnologia è certamente per avere un guadagno di tempo e non certo per fare cosmesi industriale».

I droni per una nuova dimensione della sanità dell’emergenza

Superate queste prime prove, a ottobre a Roma ci sarà la presentazione ufficiale in cui il drone trasporterà in meno di tre minuti un defibrillatore in uno scenario simulato di arresto cardiaco improvviso. «SEUAM è già oggi in grado di inaugurare una nuova dimensione della sanità e della sanità dell’emergenza – conclude Balzanelli – ed è grande la soddisfazione provata nell’apprendere che autorevoli interlocutori di SIS 118 per il progetto SEUAM stiano adesso provvedendo a replicarlo nel Lazio e nel Veneto, evidentemente avendo preso positiva nota della lungimiranza dei suoi presentatori».

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