Attacchi di panico: sintomo o “patologia”?

Attacchi di panico: cosa chiedono i pazienti

Normalmente ci si rivolge al medico per eliminare un sintomo. Nel caso specifico degli attacchi di panico si parla di “soffrire di attacchi di panico”. Spesso lo psicoterapeuta viene contattato da persone che si ritengono afflitte da quella che possiamo chiamare “la patologia degli attacchi di panico”. La richiesta specifica che viene fatta è di poter essere guariti da tale “patologia” che spesso arriva ad essere invalidante. L’esperienza dell’attacco di panico crea uno stato di profonda ansia e determina nelle persone una grande paura all’idea che possa ripresentarsi.  

Cos’è un attacco di panico e perché irrompe prepotentemente nella nostra vita senza un apparente motivo?

L’attacco di panico in realtà non è altro che un sintomo, la manifestazione cioè di uno stato, una sorta di segno di “altro”. Per capirci, può definirsi sintomo la febbre, espressione lampante, con innalzamento della temperatura corporea, di una malattia. I “vecchi” pediatri spesso dicevano alle madri di “lasciar sfogare la febbre” sapendo bene che tale stato indica la presenza di un’infezione o di altro stato patologico. 

Attacco di panico: sintomo o patologia

Possiamo paragonare l’attacco di panico alla febbre. L’attacco di panico è l’espressione di uno stato di sofferenza psichica. È la manifestazione diretta di un “contrasto” tra inconscio e conscio. L’attacco di panico rappresenta un potente “campanello d’allarme”: è qualcosa che paralizza, blocca, costringe a fermarsi e che “dovrebbe” spingere alla richiesta di un aiuto specialistico. 

Cosa succede durante un attacco di panico 

Spesso i pazienti confondono l’attacco di panico con l’attacco d’ansia. La percezione è simile ma dal punto di vista terapeutico le due cose hanno significati differenti. Nel panico, brevemente, si ha la paralizzante sensazione di morire. 

Come si curano gli attacchi di panico

Spesso le persone contattano uno psicoterapeuta per eliminare con una “pillola” questo sintomo, né più né meno di quando assumono il paracetamolo per abbassare o eliminare la febbre. È compito dello specialista spiegare al paziente che solo attraverso un percorso terapeutico potrà essere compresa la causa di tale sintomo. In senso figurato, possiamo dire che il percorso terapeutico disinfetta la ferita, mentre il farmaco per bloccare o alleviare il sintomo pone un cerotto su una ferita che non è stata precedentemente disinfettata. 

Approfondimento a cura della dott.ssa Anna Lisa Casella, psicologa e psicoterapeuta a Padova


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