L’indice nazionale si ferma a 46 su 100, con forti squilibri regionali. L’89% dei cittadini che utilizzano con facilità i servizi online si sente coinvolto nelle iniziative di salute, ma restano criticità sulla relazione medico-paziente.
L’89% dei cittadini che utilizzano con facilità portali e servizi online si sente coinvolto nelle iniziative di promozione della salute proposte da istituzioni e professionisti sanitari. Comunicazione interpersonale e umanizzazione delle cure restano un dato critico: il 25% dei pazienti prova frustrazione o rabbia al termine della visita.
Annamaria Colao (CSS): «Il coinvolgimento attivo deve iniziare dai banchi di scuola: sto lavorando perché la biologia umana diventi materia di studio per cittadini consapevoli»
Giuseppe Quintavalle (ASL ROMA 1 – FIASO): «Migliorare la sanità oggi significa passare dal “fare per il paziente” al “fare con il paziente”»
Presentato alla ASL Roma 1 il Barometro del Patient Engagement 2025, l’indagine nazionale di Helaglobe condotta su oltre 4.200 rispondenti, che fotografa lo stato del coinvolgimento attivo dei cittadini nel Servizio Sanitario Nazionale. Cresce il coinvolgimento dei pazienti nelle decisioni cliniche, ma restano aperte due grandi sfide: il divario digitale che penalizza la prevenzione e la qualità della relazione di cura, ancora troppo spesso fonte di frustrazione.
Accesso digitale e prevenzione: un divario che costa
Il Barometro introduce quest’anno l’Indice di Accessibilità Digitale per la Salute (IADS), che misura la capacità dei cittadini di orientarsi e interagire con i servizi sanitari attraverso strumenti digitali e quella delle strutture di contattare e coinvolgerli online. Il punteggio medio nazionale si ferma a 46 su 100, con forti diseguaglianze interne: Marche, Trentino-Alto Adige e Abruzzo le aree dove i cittadini padroneggiano meglio i servizi web, mentre Friuli-Venezia Giulia, Molise e Campania registrano i tassi più bassi.
Il dato più significativo riguarda la prevenzione: l’adesione agli screening scende al 71% tra chi ha scarso accesso digitale, contro l’89% di chi usa con facilità portali e servizi online.
A questo si aggiunge un peggioramento nel contatto attivo da parte del sistema: nel 2025 una persona su quattro dichiara di non aver ricevuto alcun invito a programmi di screening, contro il 20% del 2024. L’indice digitale tende, inoltre, a diminuire con l’età, configurando, come sottolinea Monica Paciotti, Dirigente Professioni Sanitarie presso l’Azienda USL di Bologna e rappresentante FNOPI nel board scientifico del Barometro, «un nuovo determinante di salute che non può essere considerato un dettaglio tecnico».
In questo quadro, la prossimità territoriale assume un ruolo strategico. «La farmacia interviene come un traduttore di complessità, capace di semplificare le procedure burocratiche e di impedire che l’innovazione tecnologica si traduca in una barriera d’accesso», dichiara Marco Cossolo, Presidente Federfarma. «Essere porta d’accesso significa assicurare che la salute non sia un privilegio condizionato dalla geografia, ma un diritto esigibile a pochi passi da casa».
I numeri del Barometro 2025 in sintesi:
- 46/100: L’indice medio di accessibilità digitale in Italia.
- +18%: Il gap di adesione agli screening tra “nativi digitali” e “fragili digitali”.
- 1 su 4: I pazienti che escono dalla visita con rabbia o frustrazione.
- -46%: La riduzione del rischio emotivo negativo quando il paziente è coinvolto.
- 3 su 4: I cittadini mai coinvolti nella valutazione dei servizi sanitari.
🔗 LINK PER SCARICARE VIDEO, FOTO E ALTRI MATERIALI: Clicca qui
L’esperienza del paziente misurata con le emozioni
Sul versante della qualità percepita, i dati evidenziano un nesso diretto tra coinvolgimento clinico ed emozioni vissute dal paziente. Circa 1 paziente su 4 prova frustrazione o rabbia al rientro da un’esperienza di cura. Tra chi non si sente coinvolto nelle decisioni sanitarie, la serenità riguarda appena il 12% dei casi; tra chi si sente sempre coinvolto, sale al 70%. Ogni aumento di livello nel coinvolgimento clinico riduce del 46% la probabilità di vivere un’esperienza emotiva negativa.
«Il farmaco più usato in medicina è il medico stesso», afferma Gaetano Piccinocchi, Tesoriere Nazionale SIMG. «Senza una reale partecipazione del paziente, anche il migliore dei medici di famiglia non può che fare un intervento parziale».
Il coinvolgimento organizzativo, ovvero la partecipazione dei cittadini alla valutazione e al miglioramento dei servizi, resta invece il punto più critico: 3 persone su 4 non vengono mai coinvolte in questionari sulla qualità o in processi di governance sanitaria.
«Migliorare la sanità oggi significa passare dal “fare per il paziente” al “fare con il paziente”», dichiara Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale ASL Roma 1 e Presidente FIASO. «Il Barometro vuole offrire alle istituzioni una bussola per trasformare il SSN in un sistema che non solo cura, ma che sa ascoltare», aggiunge Davide Cafiero, managing director di Helaglobe.
Il “modello” Abruzzo: coinvolgimento e prossimità
Esaminando i dati territoriali, l’Abruzzo raggiunge risultati eccellenti nelle risposte dei cittadini. «Come ASL di Teramo siamo impegnati da tempo nel rafforzamento della sanità territoriale», commenta Maurizio Di Giosia, Direttore Generale ASL di Teramo. «I camper mobili e lo sviluppo della telemedicina vanno in questa direzione».
Il costo della mancata aderenza
Secondo l’OCSE, la mancata aderenza ai trattamenti causa ogni anno in Europa circa 200.000 decessi prematuri e 125 miliardi di euro di costi in eccesso. In Italia, secondo AIFA, la sola non-aderenza farmacologica pesa sul SSN per circa 2 miliardi di euro l’anno.
«La partecipazione è una risorsa potente, ma solo quando è sostenuta dalla competenza», conclude Nicola Merlin, Presidente dell’Accademia del Paziente Esperto EUPATI. Anche secondo Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio Superiore della Sanità: «Per migliorare la salute degli italiani non dobbiamo cambiare le strategie di prevenzione, ma la cultura dei cittadini».
Contributi dal Board Scientifico
- “È necessario puntare sulla cultura della salute e sull’alfabetizzazione sanitaria” – Michaëla Liuccio, Sapienza Università di Roma.
- “L’analisi dei dati aiuta a capire l’importanza del coinvolgimento dei pazienti nelle diverse fasi della cura” – Vito Montanaro, Direttore Dipartimento Salute Regione Puglia.
- “Il coinvolgimento del paziente è una vera e propria leva di governo clinico” – Paolo Petralia, Direttore Generale AOUI Verona.
- “L’alfabetizzazione sanitaria diventa una leva strategica di sostenibilità per il SSN” – Matteo Scortichini, Università di Roma Tor Vergata.
