Mindfulness: come vivere serenamente il presente

Tra le varie pratiche e discipline affini alla meditazione, la mindfulness merita senza dubbio un capitolo a parte.

Mindfulness deriva da una parola inglese che significa “consapevolezza” ed in breve possiamo definirla proprio come il raggiungimento di una consapevolezza di sé, un vivere il presente, senza giudizi o pregiudizi.

Detta così sembra una cosa facile, vero?

Eppure serve una certa attenzione e la messa in pratica di un set di metodi meditativi molto particolari, derivanti da quelli impiegate nel buddismo. Con questa pratica si può infatti arrivare a comprendere le emozioni e pensieri negativi che causano disagio e che a volte portano sofferenza, diventando consapevoli del presente e non critici nei confronti di sé stessi e della realtà che ci circonda.

Questa consapevolezza può aiutare ad affrontare in modo equilibrato sia le situazioni stressanti della vita di tutti i giorni (come colleghi difficili o un superiore irriconoscente) ma anche le situazioni che derivano da eventi stressanti improvvisi (come una malattia, un lutto o un incidente).

In questi anni l’interesse intorno alla mindfulness è cresciuto notevolmente, dando il via a numerosi studi volti ad indagarne le molteplici potenzialità, anche in ambito medico-terapeutico. Al momento i risultati sono incoraggianti e riconoscono alla mindfulness un’effettiva utilità nell’alleviare le sofferenze emotive di pazienti affetti da diversi tipi di patologie.

Il Mindfulness-based Stress Reduction Program (MBSR), è proprio un programma educativo, sviluppato nel 1979 dal prof. Jon Kabat-Zinn presso la Medical School, dell’Università del Massachusetts (USA).

E’ stato proposto in più di 1.000 ospedali negli Stati Uniti e in Europa come intervento di medicina partecipativa, e ad oggi è stato completato da più di 25.000 persone presso la Stress Reduction Clinic del Center for Mindfulness, dipartimento di medicina dell’Università del Massachussetts.

Approfondiamo il tema con Franco Cucchio, titolare ed insegnante di Motus Mundi Scuola Italiana Mindfulness di Padova, centro italiano ufficialmente riconosciuto dalla School of Public Healt della Brown University (USA).

Franco, partiamo al contrario e per sfatare luoghi comuni che collegano la meditazione a riti mistici o religiosi, ti chiedo subito cosa NON è la mindfulness?

A volte parlando di cosa sia la mindfulness si rischia di fraintenderla, ridurla ad un concetto e intenderla come un’attività meramente comportamentale, come un modo di vivere “mindful”, mentre è più uno stato dell’essere, che influenza il nostro modo di vivere ed influenza soprattutto quelli che sono i nostri automatismi e le nostre convinzioni mentali.

Certamente i luoghi comuni sono ritenere la mindfulness come uno svuotare la mente dai pensieri, controllare le emozioni, sperimentare stati speciali, evitare le esperienze difficili mentre è l’esatto contrario. Di fatto la pratica della mindfulness ci porta ad incontrale le emozioni, i pensieri e le esperienze entrando in contato con un delicato con-tatto.

Franco Cucchio

Recenti studi evidenziano che la Mindfulness migliorerebbe la situazione anche dei bambini affetti da ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività, ndr), questo ne farebbe una pratica adatta a tutte le età. Ma come renderla fruibile anche dai bambini?

Sempre di più si sta riconoscendo come la pratica della mindfulness possa essere di aiuto sia ad adulti che anche a bambini con ADHD. Adattando le pratiche per adulti a modalità di gioco/esperienze dove poter connettersi al corpo e sviluppare l’attenzione è possibile ridurre certi sintomi. Naturalmente queste pratiche vanno proposte da professionisti del settore della salute e quindi esperti di tali patologie e integrate alle terapie già in campo e mai sostituite alla sola mindfulness. La mindfulness non è una terapia ma è terapeutica e pertanto può essere di ausilio ad alcune terapie ufficiali.

In cosa si differenzia la mindfulness dalla meditazione tradizionale e quali sono i principali benefici derivanti da questa pratica?

La meditazione tradizionale si avvale di un approccio millenario ben consolidato e inserito all’interno di una struttura filosofica e teologica, e prevede un percorso interiore che potrebbe durare negli anni, mentre il programma MBSR Mindfulness-Based Stress Reduction e tutti i programmi MBPs Mindfulness-Based Programs promuovono le pratiche meditative utilizzando una metodologia antica e tramandata nei secoli, integrandola con elementi pedagogici di medicina e psicologia dello stress per avvicinare una diversità di persone senza però toccare aspetti filosofici o religiosi dell’individuo stesso.

Inoltre il programma MBSR si svolge in un periodo limitato nel tempo e si avvale di una parte di riflessione e condivisione, elementi propedeutici di un modello di apprendimento esperienziale di gruppo. Naturalmente anche nel caso dell’MBSR è importante non solo che gli insegnanti di tale programma abbiano una formazione seria e riconosciuta, ma che soprattutto sviluppino una pratica personale in maniera approfondita e continuativa, arricchita anche da ritiri silenziosi di più giorni, dove la mindfulness sia per l ‘insegnante stesso un elemento autentico del proprio vivere quotidiano e non accessorio per non ridurla a una mera “tecnica” da utilizzare a soli fini professionali. Infatti la mindfulness è coltivare le proprie risorse umane interiori e non una strategia di “problem solving” per modificare le circostanze, ma semmai per approfondire e modificare la relazione che abbiamo con i nostri eventi esteriori ed interiori. Questo è quello che vogliamo trasmettere nel nostro centro e nella nostra scuola di formazione per insegnanti.

Come si svolge una lezione nella pratica? Qual’è la durata e l’impegno previsto?

Il programma MBSR prevede otto incontri, sia in presenza che live online, con cadenza settimanale di due ore e mezza più una giornata di pratica intensiva. Il programma è concepito come un laboratorio esperienziale di gruppo (10-25 persone), libero da filosofie e dogmi, dove l’esperienza diretta della persona è al centro del percorso. Ogni incontro prevede un periodo di pratiche di mindfulness, un momento di riflessione e condivisione sull’esperienza e piccoli momenti didattici di contenuti basati sulla fisiologia e la psicologia dello stress ed elementi di base delle recenti scoperte in merito delle neuroscienze.

Le pratiche di mindfulness previste nel programma MBSR non sono tecniche o esercizi ma esperienze semplici e fruibili da tutti, che sviluppano la capacità di ascolto di se stessi e sono volte alla conoscenza e alla comprensione di se, proprio come dal latino cum-prehendere ovvero la capacità di prendere-insieme e lasciar andare tutto ciò che emerge in noi, momento per momento. Le pratiche più note sono l’ascolto del corpo da distesi o Body Scan e attraverso dei movimenti di Yoga consapevole (da distesi e in piedi), unitamente alla pratiche di mindfulness di contemplazione della relazione mente-corpo, esplorando il dispiegarsi sia degli eventi corporei che mentali, ovvero quei famosi pensieri ed emozioni che spesso ci sovrastano, ci vincolano.

Sono proprio questi gli eventi con i quali tendiamo ad identificarci e che possono generare delle risposte corporee di stress che, se prolungate nel tempo, possono arrivare a generare delle patologie stress-correlate. Successivamente ai partecipanti vengono consegnate delle tracce audio registrate perché possano, secondo un programma settimanale ben definito, praticare anche a casa, quotidianamente e autonomamente. Tale attività quotidiana è l’elemento fondamentale del programma MBSR per il miglioramento dello stato della persona. La modalità riflessiva di gruppo che viene proposta nel percorso, rende esponenziale la capacità di comprensione secondo il modello pedagogico indicato da Jon Dewen: “Noi apprendiamo dall’esperienza attraverso la riflessione sull’esperienza”. Insomma, l’MBSR è un percorso per riprendere in mano la propria vita.


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