Alzheimer: come aiutare le famiglie e gli anziani affetti da demenza

Il morbo di Alzheimer, una patologia insidiosa e subdola. È la forma più comune di demenza (dal 50 all’80% delle demenze sono classificate come morbo di Alzheimer) i cui sintomi all’inizio sono difficili da riconoscere ma che con il progredire della malattia diventano sempre più evidenti. Oltre gli 80 anni colpisce 1 anziano su 4, quasi 40 milioni di persone in tutto il mondo, 1 milione solo in Italia

Di solito i campanelli d’allarme a cui bisogna stare attenti sono: confusione e vuoti di memoria, avere sbalzi d’umore, faticare a comprendere le parole o trovare le parole giuste per esprimersi, avere meno interessi e spirito d’iniziativa. Con l’avanzamento della malattia il paziente perde ancora di più la memoria e diventa sempre meno indipendente. Non riesce più a fare le cose di tutti i giorni e perciò tocca ai familiari occuparsene. 

Il paziente deve essere accudito per tutta la giornata e il più delle volte è poco collaborativo. Spesso per i parenti di persone affette da Alzheimer questo crea non pochi problemi e dolori. Un dolore soprattutto emotivo perché è difficile per i parenti accudire un anziano che non li riconosce più e che nei rari momenti di lucidità esprime i pochi ricordi che ancora possiede. 

Cosa sono i “Centri Sollievo Alzheimer”?

Per fortuna però esistono dei centri a cui queste persone possono rivolgersi per avere un sollievo temporaneo dall’accudimento dell’anziano affetto da Alzheimer, specialmente nella fase iniziale della malattia. A questo scopo sono stati creati dei “Centri Sollievo” presenti in tutto il Veneto dal 2013. 

Questi centri gestiti da associazioni di volontari come A.M.A.P. onlus (Associazione Malattia di Alzheimer Padova) e Auser offrono alle famiglie dei malati di Alzheimer dei momenti di tranquillità e di pausa dall’accudimento degli anziani. Si ha così la possibilità di mantenere l’anziano a domicilio e si previene l’isolamento che troppo spesso avviene nei nuclei familiari in cui vi è una persona affetta da demenza.

Nei centri, gli anziani partecipano a delle attività per qualche ora alla settimana cercando di prolungare il più possibile, e di facilitare, la permanenza delle persone nelle proprie comunità, specialmente nella fase iniziale di demenza. Grazie all’aiuto dei volontari, con la supervisione di professionisti esperti, è offerta all’anziano la possibilità di compiere attività di stimolazione cognitiva in ambienti a bassa medicalizzazione. 

Le attività dei “Centri Sollievo” per i pazienti affetti da Alzheimer

Tra le varie opzioni vi sono: laboratori, attività manuali, esercizi di stimolazione cognitiva e di potenziamento della memoria. Ad esempio nelle attività di orientamento spazio-temporale si leggono e commentano insieme quotidiani locali e riviste.

Nei laboratori artistico-pittorici si promuove la rievocazione di emozioni positive e l’espressione della propria identità attraverso lavori artistici ed il successivo confronto con i lavori di tutti gli ospiti. Con la ginnastica dolce invece si stimolano le funzioni sensoriali (udito, tatto, vista) e la capacità di orientamento.

Come accedere ai “Centri Sollievo” dedicati ai pazienti affetti da Alzheimer?

Per accedere a questi centri vi sono diverse opzioni. Innanzitutto è importante per le famiglie chiedere prima consiglio al proprio medico di base che, in caso, fornirà la ricetta medica per la prenotazione al CUP di una prima visita presso il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD). In questa visita oltre alla stesura di un piano terapeutico si potranno chiedere informazioni sul centro di sollievo più adatto per l’anziano in base al luogo di residenza e all’entità della demenza. 

In alternativa, si possono contattare direttamente i centri di sollievo e le associazioni che li gestiscono, nel caso di A.M.A.P. il numero di telefono è lo 049 295 7291 mentre quello della divisone veneta di Auser il numero di telefono è 041 900 249.

Alzheimer: 10 consigli pratici da provare a casa

Un aiuto per gli anziani affetti da Alzheimer può arrivare anche dalle famiglie stesse. Proponendo una serie di attività di semplice realizzazione si aiuta l’anziano a:

  • Mantenere le capacità psico-cognitive, tenendone vivo l’interesse e stimolando l’attenzione
  • Dare la sensazione d’essere utile raggiungendo piccoli obiettivi
  • Interagire con l’ambiente consentendogli d’esprimere e comunicare le proprie emozioni

Per questo abbiamo deciso di proporvi alcuni consigli pratici per trovare delle attività adatte per aiutare l’anziano a vivere con serenità:

  1. Prima di tutto bisogna pensare: cosa prova l’anziano? Quali erano i suoi hobby? Meglio sempre chiedere al diretto interessato.
  2. Tenere sempre a mente lo stadio della malattia. Se nella fase iniziale l’anziano sembrerà di poter fare molte cose, con l’avanzare del tempo riuscirà a farne di meno.
  3. Concordare insieme un programma settimanale e giornaliero chiaro e ripetitivo
  4. Integrare queste possibili attività nella routine quotidiana senza porre aspettative nei risultati.
  5. Trovare attività adeguate. Non abbattersi se l’anziano rifiuta o non ha interesse. Meglio provare a proporgli le stesse attività in giorni diversi e forse si otterranno delle risposte diverse.
  6. Spiegare in modo chiaro e conciso l’attività che deve essere semplice, ad esempio: spolverare, spazzare le foglie, ritirare la posta.
  7. Fare in modo che le attività siano di breve durata.
  8. Fare una pausa abbastanza lunga tra un’attività e l’altra, offrendogli da bere. Importantissimo è non fare mai paragoni con il passato dicendo ad esempio “Una volta non ti stancavi mai”.
  9. Interrompere subito l’attività se la persone appare stanca o in difficoltà.
  10. Nel caso ci sia più di un anziano in casa non è necessario che partecipino entrambi alle stesse attività. L’atto dell’osservare un’altra persona che compie un attività è anch’esso uno stimolo psico-cognitivo.

Tutto questo serve all’anziano affetto da demenza per sentirsi accolto e integrato nel proprio ambiente di vita, la propria casa. Un luogo che non deve divenire inospitale ed estraneo. Deve cambiare ed adattarsi alla nuova realtà della persona che soffre d’Alzheimer.


Vuoi contattare o richiedere maggiori informazioni ai Centri Sollievo?

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