ANGOLO: la malattia oncologica si affronta insieme

Unisce, progetta, organizza: sono solo alcuni dei verbi che racchiudono l’essenza di ANGOLO, l’Associazione Nazionale Guariti O Lungoviventi Oncologici (ANGOLO), che con la sua attività ha lo scopo di aiutare il paziente oncologico sia durante il percorso di cura, che successivamente. L’associazione di volontariato si impegna inoltre nell’attività di sensibilizzazione della cittadinanza sui molteplici temi relativi alle malattie tumorali.

angolo malattia

28 anni di impegno per i malati oncologici

ANGOLO è stata fondata nel 1994 presso il CRO (Centro di Riferimento Oncologico IRCCS) di Aviano (PN) con l’impegno di ex pazienti che hanno messo a disposizione la propria esperienza per le persone malate e per i loro familiari. Nel 2000 è nata la sezione ANGOLO Padova presso lo IOV (Istituto Oncologico Veneto IRCCS), inoltre una sezione dell’associazione è presente anche a Siracusa. Oggi ANGOLO Padova, con presidente Marilena Bongiovanni, è composta da pazienti, ex-pazienti, familiari e volontari formati da medici e specialisti, progetta e organizza esperienze che favoriscono il superamento dei disagi connessi alla malattia oncologica, siano essi di carattere fisico, sociale o psicologico. L’associazione accoglie in sé il progetto ANGOLO ROSA, dedicato alle donne affette da tumore della mammella, dell’ovaio o altro tumore ginecologico, di cui Ester Marciano è referente.

angolo malattia oncologica

Le attività di ANGOLO

Allo IOV di Padova, in collaborazione con l’UOS di Psico-Oncologia della Breast Unit, promuove attività nelle quali forme d’arte vengono impiegate con successo in campo medico con scopo terapeutico, come la scrittura terapeutica (condotti con la Dott.ssa Lucia Bazzo) e la fotografia terapeutica (realizzati con la fotografa Erika Zucchiatti). I gruppi di psicoterapia sono coadiuvati dalla Dirigente Psicologa Dott.ssa Samantha Serpentini e dalle sue collaboratrici. 

I corsi di scrittura terapeutica sono un mezzo per esternare attraverso la penna le emozioni, scrivendo di sé in un ambiente “protetto” dove le parole diventano un strumento di rielaborazione del vissuto. ANGOLO ha raccolto gli scritti delle partecipanti nel libro “Parole dell’Anima – Voci di Donne” e nel libro in uscita “L’Albero della Vita – Voci di donne in rinascita”(Artemia Nova Editrice).

Allo stesso modo anche nella fotografia terapeutica l’immagine viene utilizzata come strumento autobiografico: attraverso le fotografie si racconta la storia della loro malattia, per la quale spesso le parole non bastano. “Redefine Me – Mi Ridefinisco”, è il progetto divenuto una mostra fotografica che racconta l’esperienza della malattia come un esercizio di rinascita e di rinnovamento. Così avverrà anche per il secondo progetto “Before and After – Prima e Dopo” appena concluso allo IOV. ANGOLO OVD Padova con queste iniziative intende rafforzare la consapevolezza e portare attenzione sui temi della malattia oncologica che è sempre più curabile e sempre più guaribile. ANGOLO propone anche attività di Nordic Walking, Ginnastica Dolce, Arteterapia, Mindfulness, Te Letterario, Gruppi di Auto Mutuo Aiuto, informazioni su tutela lavoro, alimentazione ecc.

Enrica Mengato, una delle partecipanti alle iniziative, ci racconta la sua esperienza:

Cosa ti ha spinto a frequentare questi gruppi?

«La necessità di un momento che fosse solo mio. Ero disorientata; in quel periodo particolare scorrevo con la mente tutto ciò che era accaduto l’anno precedente: diagnosi, due interventi, chemioterapia. Tutti mi parlavano di metabolizzare la cosa, ma tra visite e terapie non mi fermavo mai. Questi corsi sono stati la mia oasi».

In che modo la scrittura e la fotografia sono state terapeutiche?

«Sono occasioni uniche che aiutano a guardarsi dentro, a tirar fuori le emozioni più profonde e soprattutto a sentirsi meno sole in questo percorso difficile».

Come ti hanno aiutata questi gruppi?

«Sfogare, condividere e leggermi mi ha alleggerito, fatto cambiare umore un po’ alla volta. E poi ho potuto confrontarmi con donne bellissime e forti. Si sono create amicizie, sinergie e, oserei dire, una “cura” tutta speciale per ognuna di noi. Con la malattia sorgono emozioni sconosciute, paure ed insicurezze che possono essere comprese solo da chi ci è passato. Ascoltare altre donne mi ha arricchito e resa più forte».

Consiglieresti questi gruppi ad altri pazienti?

«Certamente, io le inserirei nel piano terapeutico delle pazienti! La malattia interessa la sfera psicologica più profonda ed è fondamentale averne cura con la stessa meticolosità con cui si fanno i controlli periodici o i follow up oncologici».

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