Il pesce sano del futuro: Wildtype

Qual è il miglior salmone al mondo? Una domanda che spesso ci siamo posti prima dell’acquisto di una delle tante varietà presenti nei nostri supermercati. Una possibile risposta però sembra essere arrivata in occasione del “Galileo Festival della Scienza e Innovazione” che si è tenuto a Padova dal 14 al 16 ottobre. Un cartellone di 50 eventi e più di 150 relatori, promosso dal Comune di Padova e da Italypost, composto da talk, laboratori e seminari su temi importanti per comprendere meglio il nostro presente e prepararci al futuro, come space economy, energia, intelligenza artificiale, robotica, biotech, medicina e salute. È in occasione di uno di questi talk intitolato “Il cibo del futuro”, tenutosi alla Sala Rossini del Caffè Pedrocchi, che abbiamo fatto la conoscenza del cofondatore e amministratore delegato di Wildtype Foods, Justin Kolbeck e dell’azienda italiana Solaris Biotech Solutions, attraverso il suo fondatore e Managing Director, Matteo Brognoli.

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Il panel del talk “Il cibo del futuro”

Come viene “coltivato” il salmone

Wildtype Foods è una giovane azienda biotecnologica americana fondata nel 2016 con base a San Francisco che si occupa di coltivare e produrre pesce. No, non abbiamo sbagliato verbo, il salmone prodotto da Wildtype è coltivato in laboratorio, come ha spiegato lo stesso Kolbeck: «Partiamo dalle cellule staminali autorigeneranti del pesce e le facciamo crescere in un ambiente ipercontrollato, per far “credere” loro di essere ancora all’interno dell’organismo vivente da cui provengono – continua Kolbeck – in seguito per completare la struttura cellulare del nostro salmone, impieghiamo un giusto mix di cellule vegetali per raggiungere un prodotto finale che è più sano, con aspetto, gusto e proprietà nutrizionali praticamente identiche al normale salmone selvatico o d’allevamento».

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Matteo Brognoli

Questo ambiente ipercontrollato è l’anima italiana del progetto, infatti si tratta di un bioreattore di ultima generazione, prodotto dalla Solaris Biotech Solutions che, come ha spiegato Matteo Brognoli: «Siamo un’azienda internazionale, abbiamo clienti in 45 diversi paesi del mondo e siamo felici di cooperare con Wildtype nella produzione di questo salmone sano e innovativo grazie all’ausilio del nostro bioreattore». È proprio la parola sano che ha suscitato molta curiosità tra le molte persone presenti al talk.

Perché il pesce fa bene

Il salmone, e più in generale la gran parte dei prodotti ittici, sono da sempre gli alimenti più consigliati per le diete. Non a caso il pesce è tra i protagonisti della dieta mediterranea, di cui tante volte abbiamo parlato, decantandone gli effetti benefici per la salute del nostro organismo. Uomo o donna, anziani o bambini, il pesce rappresenta un tassello fondamentale per un’alimentazione sana ed equilibrata. Dal contenuto proteico simile, se non a volte migliore rispetto alla carne, la presenza di acidi grassi polinsaturi come l’Omega 3 (alleato del colesterolo buono HDL) e l’abbondanza di vitamine del gruppo B (utili al funzionamento corretto del sistema nervoso) e la vitamina D (importante per l’assorbimento del calcio, per prevenire fenomeni depressivi e il declino cognitivo). Il consumo di pesce sembra davvero non avere alcune controindicazioni.

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Justin Kolbeck

Le proprietà nutrizionali benefiche del pesce ormai le conoscono un po’ tutti, ma allora, perché il salmone prodotto da Wildtype potrebbe essere definito più sano rispetto al salmone tradizionale? La risposta è nel suo metodo di produzione, come ha illustrato Justin Kolbeck: «Il nostro salmone è più sano proprio perché è prodotto in laboratorio e grazie all’ambiente controllato e sterile del bioreattore non è contaminato da mercurio, antibiotici, microplastiche o parassiti».

I contaminanti nel pesce

Purtroppo, oggigiorno, a causa dell’inquinamento dei mari, sono questi alcuni dei più grandi problemi che si presentano nel consumo di pesce. In particolare, nei pesci di grossa taglia, la presenza di metilmercurio potrebbe essere dannosa per bambini e donne in gravidanza e per questo ne è consigliato un consumo controllato e non eccessivo. Inoltre, specialmente nel caso degli allevamenti intensivi di salmone in Scozia e Norvegia, il pesce potrebbe contenere dei residui di antibiotici che vengono utilizzati per far crescere meglio il pesce e renderlo più resistente alle malattie.

Infine, uno dei più grandi problemi che dovranno essere affrontati nel prossimo futuro sono le microplastiche che ormai sono presenti un po’ ovunque, dall’acqua che beviamo (sia quella del rubinetto che quella in bottiglia) al pesce che arriva sulle nostre tavole. Come scrive l’Istituto Superiore di Sanità, “i rischi per l’uomo derivanti dalle microplastiche possono essere di natura fisica (grazie alle loro ridotte dimensioni possono attraversare le barriere biologiche e danneggiare direttamente apparato digerente o respiratorio), chimica (a causa della presenza di contaminanti come plasticizzanti o idrocarburi policiclici aromatici) e microbiologica (potrebbero trasportare microrganismi come l’Escherichia coli)”.

Salmone sano, buono ed ecosostenibile

Per questo il salmone Wildtype potrebbe rappresentare una soluzione più sana ed ecosostenibile rispetto al normale salmone pescato o d’allevamento. Utile anche per combattere la progressiva ed inesorabile diminuzione della popolazione ittica mondiale, causata dal consumo eccessivo e dalla pesca selvaggia. Ad oggi, Wildtype non è ancora disponibile sul mercato perché non sono state ancora concesse le giuste autorizzazioni sia americane che europee. L’azienda si basa su capitali provenienti principalmente da investitori privati come svela Kolbeck: «Abbiamo ricevuto anche il supporto del fondatore di Amazon, Jeff Bezos e da grandi celebrità come Leonardo di Caprio e Robert Downey Junior, a quest’ultimi in particolare vanno i nostri ringraziamenti, per l’utilizzo della loro fama e delle loro risorse per condividere con sempre più persone il nostro messaggio – conclude Kolbeck – sperando che un giorno riusciremo a raggiungere una stabilità economica per fornire il nostro salmone in tutto il mondo».

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