Piccoli Punti e IOV insieme nella lotta contro il melanoma cutaneo

L’estate, le vacanze, il sole… e i rischi collegati all’eccessiva esposizione ai raggi UV. Per rendere sempre più prevenibile e curabile il melanoma cutaneo, il più aggressivo dei tumori cutanei, l’Associazione Piccoli Punti ETS ha consegnato un assegno da 20mila euro all’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS. Questa donazione finanzierà una borsa di studio dedicata alla predizione del rischio di sviluppare il melanoma, che registra annualmente 160mila diagnosi nel mondo, di cui 62mila in Europa.

Un sostegno alla ricerca per combattere il melanoma cutaneo

L’Associazione Piccoli Punti ETS ha consegnato l’assegno alla dottoressa Debora Tonello, che usufruirà di una borsa di studio della durata di un anno. La ricerca si concentrerà sul ruolo del “polygenic risk score” nel melanoma multiplo cutaneo, ovvero il punteggio di rischio poligenico, per una predizione altamente accurata del rischio di sviluppare la patologia.

Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ogni anno si verificano 160.000 nuove diagnosi di melanoma cutaneo a livello mondiale, di cui 62.000 solo in Europa. L’obiettivo è identificare i soggetti ad alto rischio di sviluppare il melanoma cutaneo multiplo e adottare specifici protocolli di sorveglianza sanitaria per una migliore prevenzione primaria e secondaria.

Presenti alla consegna dell’assegno erano il direttore generale dello IOV – IRCCS, Patrizia Benini, il presidente dell’Associazione Piccoli Punti ETS, Paolo Castorina, e la dottoressa Chiara Menin, responsabile del Laboratorio di Genetica del Melanoma dell’UOC Immunologia e Diagnostica Molecolare Oncologica (IDMO) presso lo stesso istituto.

Non posso che esprimere grande riconoscenza all’Associazione Piccoli Punti ETS per questa donazione, ulteriore segno di una collaborazione che prosegue con entusiasmo e spirito di squadra da anni,” ha sottolineato il direttore generale Patrizia Benini. “In un connubio pubblico/privato che, oltre a essere un meraviglioso esempio, si augura dia anche meravigliosi frutti, a favore della ricerca scientifica e a tutto beneficio dei pazienti.”

La ricerca genetica come chiave per la prevenzione

La dottoressa Chiara Menin ha sottolineato che numerosi studi hanno dimostrato una stretta correlazione tra il corredo genetico e il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo. La suscettibilità a questa patologia segue un modello poligenico, coinvolgendo più tratti del DNA. La ricerca si focalizzerà sul sequenziamento di DNA e RNA per individuare i soggetti a rischio di ammalarsi, consentendo di stabilire protocolli di sorveglianza sanitaria mirati.

Per supportare questo tipo di ricerca, il Laboratorio di Genetica del Melanoma dell’IDMO ha ricevuto in precedenza un’apparecchiatura dall’Associazione Piccoli Punti ETS. Questo macchinario, del valore di circa 30mila euro, consente l’estrazione automatica di acidi nucleici da campioni biologici. Viene utilizzato quotidianamente per analisi genetiche su campioni di sangue o tessuto di pazienti con melanoma o a rischio di svilupparlo. Finora, il macchinario ha processato circa 500 campioni, consentendo l’individuazione di pazienti geneticamente predisposti e l’indirizzamento a percorsi di sorveglianza specifici e consigli riguardo all’estensione del test ai familiari.

Paolo Castorina, presidente dell’Associazione Piccoli Punti ETS, ha dichiarato: “Siamo particolarmente orgogliosi di questo risultato, frutto di una fruttuosa collaborazione tra la nostra associazione e l’IOV, con il supporto di enti come Fondazione Panciera, Unicredit e Banca d’Italia. Questa borsa di studio ci permetterà di approfondire la ricerca sui fattori genetici del melanoma cutaneo, aiutandoci a combattere questa patologia e offrendo un supporto concreto ai pazienti”.

La sinergia tra l’Associazione Piccoli Punti ETS e l’Istituto Oncologico Veneto rappresenta un passo significativo nella lotta contro il melanoma cutaneo e offre nuove speranze nella prevenzione e cura di questa grave malattia. La ricerca genetica continua a svolgere un ruolo fondamentale nella comprensione della malattia e nella progettazione di strategie di intervento sempre più mirate ed efficaci.

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