Salute mentale: investimento e sfida per il futuro

La salute mentale è un tema di cui si parla ancora troppo poco. Quante volte leggiamo o sentiamo di persone depresse che si sentono dire:«Che noia che sei, basta smettere di essere tristi».

Oppure ragazzi con disturbo d’ansia sociale che vengono rimproverati: «Perché non sei fuori in mezzo alla gente, non ti capisco, non sai cosa ti perdi». Potremmo andare avanti ancora e ancora, perché spesso questo è il livello d’informazione che molti hanno circa i disturbi mentali. 

Depressione, schizofrenia, fobie sociali, disturbi bipolari sono solo alcuni esempi di malattie mentali di cui soffrono molte persone di tutte le età in Italia e nel mondo. Per esempio, secondo un report dell’Unicef, a livello mondiale, fino al 20% di minorenni soffre di un qualche disturbo della psiche. Inoltre, la metà di tutte le condizioni di salute mentale inizia a manifestarsi entro i 14 anni ma, nella maggior parte dei casi, non viene né riconosciuta né curata.

Cura della Mente vs Cura del Corpo

Perché tutto questo. Perché c’è ancora tanta disinformazione circa le malattie della mente. Forse dobbiamo fare un passo indietro. Dovremmo ragionare sul come viene considerata la salute mentale rispetto alla salute del corpo. 

La cura del corpo è qualcosa di tangibile e fisico. Un cuore, un fegato, li puoi toccare, vedere se c’è qualcosa che non va, e in caso agire sul motivo del problema. Per i problemi della psiche il discorso è un po’ diverso. 

Elena Nobile
Elena Nobile

Ne abbiamo parlato di recente con la Dr.ssa Elena Nobile, coordinatrice e responsabile dell’area educativa del Centro Train de Vie Onlus, una cooperativa sociale che si occupa di disagi adolescenziali che ci aveva detto: «Aver a che fare con la soggettività umana, la psiche, vuol dire approcciarsi a qualcosa che, nella maggior parte dei casi, non può essere prevedibile». È proprio questa imprevedibilità a rendere difficile una vera azione di prevenzione. 

La causa dei disturbi psichici

I disturbi mentali infatti sono il risultato di un’interazione complessa di diversi elementi come: fattori genetici, biologici, psicologici, ambientali (cultura e società). Se da una parte potrebbe essere apparentemente semplice il tracciamento della predisposizione genetica alla malattie mentali di un soggetto. Dall’altra, tracciare tutti gli altri fattori e capire come hanno contribuito alla situazione mentale del paziente, è un lavoro più lungo e complesso, che richiederebbe la cooperazione di diversi esperti.

Questo ragionamento però non deve essere inteso come una dichiarazione di resa nei confronti delle malattie mentali. Al contrario, proprio perché i disturbi della psiche sono difficili da riconoscere e da trattare ci sarebbe bisogno di importanti investimenti nel settore in tutto il mondo. 

Investire nella salute mentale

Il 10 ottobre è la Giornata Mondiale della Salute mentale e il tema di quest’anno è “Salute mentale in un mondo ineguale”. Una scelta fatta per sottolineare come tra il 75% e il 95% di persone con disordini mentali che vivono in paesi dal reddito medio e basso, non abbiano accesso ai servizi per la salute mentale. 

Nei paesi più ricchi la situazione non è migliore. Spesso gli investimenti nei servizi dedicati alla cura della mente sono mancanti o completamente sproporzionati rispetto al budget sanitario totale. Questo causa una reazione a catena che causa ulteriori problemi alle persone affette da disturbi mentali e alle loro famiglie. Spesso infatti lo stigma della malattia mentale comporta discriminazioni, specialmente nel mondo educativo e lavorativo portando ulteriore stress e sofferenze. 

Una situazione che diventa ancora più preoccupante se guardiamo ai dati dei ricoveri futuri legati alla pandemia da Covid 19. Si stima infatti che nel corso dei prossimi anni ci sarà un graduale ma forte incremento di ricoveri per disturbi alla salute mentale. Quasi un milione di pazienti in più.

La situazione in Italia e in Veneto

In Italia, il fondo sanitario nazionale destina al Veneto circa 8 miliardi di euro. Per la salute mentale ne vengono spesi solo il 2,5%, quasi 55 euro procapite. Una cifra quasi irrisoria se la compariamo alla testa della classifica, la Provincia di Trento, che spende 163,5 euro. Il Veneto è penultimo davanti alla Basilicata, non che ci sia da vantarsi nel non essere ultimi. Questi sono gli ultimi dati disponibili, riferiti al 2018, sulla spesa delle varie regioni italiane in tema di salute mentale. 

Ci sono però segnali di cambiamento. La costituzione della Commissione regionale per la salute mentale per il 2021 e il 2022. Anche se non si conoscono ancora bene i dettagli e quali saranno gli ipotetici risultati, vi è una speranza che la situazione dei pazienti affetti da disturbi della salute mentale possa migliorare. Un tiepido ottimismo che il trattamento di questi disturbi venga equiparato e considerato tanto importante quanto la cura delle malattie che colpiscono il corpo. 

L’antico detto latino dice “Mens sana in corpore sano”, per avere una mente sana bisogna avere un corpo sano. Ma è vero anche il contrario “Corpore sano in mens sana”. Per avere un corpo sano è importante prendersi cura anche della mente.

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