Virus Sinciziale: i consigli su come proteggere i bambini

Non è solo il Covid a mettere a rischio la vita dei più piccoli. In Italia scatta l’allarme Virus Respiratorio Sinciziale: un’infezione ai bronchi molto rischiosa soprattutto nel primo anno di vita. L’impennata di contagi sta mettendo a rischio l’organizzazione dei Pronto soccorso pediatrici, che si trovano a fronteggiare un’escalation di accessi. Anche Vittoria, 7 mesi, figlia di Chiara Ferragni e Fedez, è finita in ospedale a Milano. Il Virus Respiratorio Sinciziale può rivelarsi molto pericoloso.

Agli inizi di novembre, infatti, la Bronchiolite ha fatto due vittime di 5 e 11 mesi, a Napoli e a La Spezia. Per le loro morti è stata aperta un’inchiesta. Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è un virus che infetta l’apparato respiratorio causando nella maggior parte dei casi una sintomatologia lieve che si manifesta con raffreddore e tosse. In altri casi, invece, questo virus causa la Bronchiolite, una patologia caratterizzata da una parziale occlusione dei piccoli bronchi e conseguente insufficienza respiratoria. Vi è poca informazione su questa infezione così comune, per questo è importante che i genitori di bambini piccoli sappiano come riconoscere questa malattia e cosa fare. 

Ne parliamo insieme al professor Eugenio Baraldi, direttore dell’Unità di Terapia Intensiva e Patologia Neonatale del Dipartimento “Salute della donna e del bambino” dell’Azienda Ospedale – Università di Padova. «La Bronchiolite colpisce principalmente i bambini sotto i 10-12 mesi ed è la causa più frequente di ricovero ospedaliero sotto l’anno di età – spiega il professor Baraldi -. Talvolta è necessario ricorrere al ricovero in terapia intensiva. In Italia la stagione epidemica va da novembre a marzo. Ogni anno il Virus Respiratorio Sinciziale è responsabile di circa 3,4 milioni di ricoveri nel mondo con un’alta mortalità nei paesi in via di sviluppo. I sintomi compaiono dopo 2-6 giorni dal contatto e la durata media della bronchiolite è 5-7 giorni. Altri virus come il Rhinovirus possono causare la Bronchiolite». 

L’uso delle mascherine, il lavaggio delle mani e il distanziamento sociale durante la pandemia Covid hanno ridotto del 70-80% i casi di bronchiolite ma quando queste norme sono state rallentate si sono verificate importanti epidemie da VRS in numerosi paesi del mondo.

«Il Virus Respiratorio Sinciziale si diffonde da persona a persona molto facilmente soprattutto tramite il contatto con le secrezioni nasali e la saliva ma anche tramite microparticelle disperse nell’aria con gli starnuti o i colpi di tosse da parte di una persona infetta – chiarisce il professor Baraldi -. I lattanti quasi sempre contraggono l’infezione dopo un contatto ravvicinato con un familiare o con fratelli/sorelle che vanno all’asilo e che presentano un raffreddore. Il virus può sopravvivere numerose ore sulle superfici (tavoli, maniglie delle porte, cellulari, tastiere dei PC) e si può contrarre anche toccando giocattoli o altri materiali contaminati. Il VRS si diffonde rapidamente dove ci sono gruppi di bambini piccoli come negli asili».

Ecco alcuni consigli elaborati da un gruppo di esperti italiani, condivisi dalla Società Italiana di Pediatria. Oltre al professor Baraldi, rappresentante del Respiratory Syncytial Virus Network (ReSViNET), hanno partecipato anche Fabio Midulla, presidente Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) e Susanna Esposito, responsabile Tavolo Tecnico Malattie Infettive SIP.

Come posso proteggere il mio bambino dal VRS?

Il latte materno contiene anticorpi contro numerosi agenti infettivi e riduce il rischio di infezioni gravi da VRS e di ospedalizzazione per bronchiolite.

Lava le mani con acqua e sapone o con un gel alcolico prima di toccare il bambino e chiedi di fare altrettanto ad altre persone che vadano in contatto con il piccolo. Lava e/o disinfetta le superfici e gli oggetti (giocattoli) che vanno in contatto con il bambino.

Usa la mascherina in caso di raffreddore quando ti avvicini al bambino. Se hai il raffreddore astieniti dal baciare il bambino ed evita di toccarti la faccia. Tieni lontano il tuo bambino da altri bambini o adulti con il raffreddore.

Non permettere di fumare in casa; il fumo aumenta il rischio di infezione.

Se il tuo bambino è prematuro o affetto da malattie cardiache o polmonari chiedi al tuo pediatra se vi sono le indicazioni all’utilizzo degli anticorpi monoclonali per la prevenzione delle infezioni da VRS.

Le misure sopra riportate aiutano a prevenire anche le infezioni respiratorie causate da altri virus e batteri.

Quando chiamare il pediatra?

Difficoltà respiratoria: respirazione veloce, tosse insistente, movimento delle pinne nasali, comparsa di fossetta al giugulo e rientramenti a livello sternale, respiro rumoroso e/o respirazione con sibilo udibile avvicinando l’orecchio alla bocca del bambino. Un segno di allarme è la comparsa di un colore violaceo delle labbra e/o del viso.

La riduzione dell’alimentazione (assunzione di latte meno del 50% rispetto al solito) è il primo segno che indica che il bambino sta peggiorando. Nei lattanti la riduzione dell’alimentazione può rapidamente portare a disidratazione (labbra secche, poca pipì, pianto senza lacrime).

Lunghe pause respiratorie (apnea) possono essere una complicanza dell’infezione da VRS anche senza un quadro evidente di bronchiolite.

I lattanti al di sotto dei 3 mesi sono più a rischio e possono deteriorare rapidamente. La scarsa reattività o la sonnolenza sono segni di allarme.

Quale terapia per la bronchiolite?

Non vi sono terapie efficaci per la bronchiolite. In caso di ospedalizzazione viene messa in atto una ‘terapia di supporto’ per mantenere un’adeguata idratazione e, se necessario, viene somministrato l’ossigeno. Nei casi gravi si ricorre alla ventilazione meccanica in terapia intensiva.

Sono utili lavaggi nasali con soluzione salina e aspirazione delle secrezioni nasali (in particolare prima dei pasti).

Incoraggiare il bambino ad assumere liquidi a piccoli sorsi e/o ad assumere pasti piccoli e frequenti.

Farmaci come i broncodilatatori, i cortisonici e gli antibiotici non sono indicati di routine. Gli antibiotici in particolare non vanno utilizzati perché l’agente responsabile è un virus e le sovrainfezioni batteriche sono rare.

Quali sono i bambini più a rischio di bronchiolite grave?

I bambini più a rischio di una bronchiolite grave sono i lattanti nati prematuri (nati prima delle 35 settimane di gravidanza), con cardiopatie congenite, malattie polmonari croniche, malattie neuromuscolari e condizioni di immunodepressione. In questi bambini è possibile fare la profilassi contro il VRS utilizzando un anticorpo monoclonale (Palivizumab) a somministrazione mensile dall’inizio della stagione epidemica.

Ci sono effetti a lungo-termine dopo una bronchiolite da VRS?

Il 30-40% di bambini che hanno avuto una bronchiolite, in particolare se hanno necessitato di ricovero, possono presentare episodi ricorrenti di broncospasmo fino all’età scolare e in certi casi vi può essere un’evoluzione verso l’asma. Queste conseguenze a lungo termine alterano la qualità di vita di questi bambini e delle loro famiglie. Questi bambini dovrebbero essere seguiti nel tempo ed è utile fare una misurazione della funzionalità respiratoria (spirometria) una volta raggiunta l’età scolare.

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