Il robot che valuta la capacità motoria per migliorare il percorso riabilitativo

il suo nome è Hunova e di recente ha preso casa all’Ermitage Medical Hotel di Abano Terme, nel padovano. Per rispondere in maniera sempre più precisa alle esigenze di riabilitazione e cura, il primo albergo medicale d’Italia, ha di recente aggiunto alle sue risorse il primo robot in grado di misurare in modo oggettivo le capacità motorie e funzionali dei pazienti e degli ospiti. Hunova va ad aggiungersi al recente sistema di diagnostica per immagini ad alta tecnologia, rivolto invece alla massima personalizzazione dei percorsi dedicati al dimagrimento e alla prevenzione cardio vascolare

Cos’è Hunova

Robot Hunova
L’ingegner Marco Maggia

Il robot Hunova, di Movendo Technologies, rappresenta la prima tecnologia al mondo in grado di misurare, in modo oggettivo, le capacità motorie e funzionali del paziente. L’adozione di questa tecnologia consente di rispondere a criteri di evidenza scientifica in tutte le fasi dei percorsi riabilitativi disegnati da Ermitage nell’ambito della prevenzione e della riabilitazione in patologie che limitano autonomia e capacità di movimento.

«La medicina in tutti i suoi ambiti per rispondere a criteri di evidenza scientifica richiede la possibilità di misurare in modo oggettivo gli esiti clinici dell’atto medico. Questo per anni è stato piuttosto complesso nella sfera del movimento, della capacità motoria, neuro motoria e funzionale – spiega l’ingegner Marco Maggia, proprietario dell’Ermitage Medical Hotel di Abano Terme e Vicepresidente Nazionale di Federterme – parametri come l’equilibrio, la propriocezione e la coordinazione nello spazio non devono essere in alcun modo trascurati. Per queste funzioni la misura diventa più difficile perché influenzata da numerosi fattori, oltre alla forza muscolare e alla mobilità articolare intervengono in questo caso anche altri fattori cognitivi e neurologici a loro volta connessi con invecchiamento stile di vita o anche traumi e interventi chirurgici».

In che modo può aiutare Hunova queste misurazioni

«Hunova permette di utilizzare la tecnologia robotica per misurare in modo oggettivo la performance funzionale del paziente rispetto a specifiche scale di valutazione riferite appunto a equilibrio coordinazione e propriocezione; – continua Maggia – un esempio pratico di utilizzo di tale strumento è il calcolo del rischio caduta. Un test denominato silver index serve appositamente a questo e consente di verificare la probabilità del soggetto di incorrere in una caduta accidentale confrontabile con i valori di riferimento su scale omogenee per età e caratteristiche fisiche della persona. La prevenzione della rottura di femore da caduta diviene così un rischio che si può misurare. Questa misura ci permette di stabilire un programma riabilitativo ad hoc ad esempio per i pazienti senior. Questo senza perdere di vista l’importanza di riabilitazione e medicina fisica integrate con le terme e l’esercizio fisico individuale ed assistito in acqua termale».

Le novità in ambito cardiovascolare

«La pandemia ha determinato nuove e più complesse esigenze. Nell’ambito di molte discipline sportive ad esempio per il rientro all’attività agonistica a seguito di contagio e guarigione da COVID 19 non è più sufficiente il solo tampone negativo ma si richiede all’atleta e alla sua società di appartenenza di verificare che non vi siano infiammazioni a livello cardiaco conseguenti all’infezioni tali da sconsigliare temporaneamente l’attività sportiva intensa.

Se ciò è vero per gli atleti, a maggior ragione anche per tutti noi – spiega Maggia – sia in ambito preventivo che riabilitativo il coinvolgimento dell’apparato metabolico lo sforzo fisico e l’impegno cardio polmonare sono fattori che vanno valutati anche in termini di rischio. Le subdole conseguenze che il Covid ha dimostrato di poter determinare in alcune persone, impongono una maggior attenzione nella fase di anamnesi e definizione del progetto riabilitativo individuale. Per tali ragioni abbiamo ritenuto che la diagnosi ecografica, la consulenza cardiologica e pneumologica potessero essere risposte più che coerenti con le esigenze post pandemiche anche in ambito termale».

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