La sedentarietà: un pericoloso nemico silenzioso

Non ha sintomi, non si manifesta con febbre e malessere, non è un virus, ma si insinua piano piano e silenziosamente nella nostra vita: la sedentarietà.

Certo, viviamo più a lungo, ma com’è il nostro “vivere”? Siamo fisicamente in salute?

Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno oltre tre milioni di persone muoiono per inattività fisica, peggio di lei solo ipertensione, fumo e iperglicemia. Una vita sedentaria ci espone a maggiori possibilità di incorrere in malattie come diabete, cardiopatie, sovrappeso, obesità, problemi posturali, osteoporosi e depressione.

E’ un nemico silenzioso la sedentarietà, che non si presenta come una minaccia immediata e riconoscibile, come il Coronavirus in questo periodo di pandemia, è un nemico subdolo che si insinua nella nostra vita quotidiana.

Ne parliamo con Marco Siffi, Chinesiologo e Personal Trainer, Laureato in Scienze Motorie presso l’Università di Bologna con specializzazione in scienze e tecniche dell’attività motoria preventiva e adattata.

Ciao Marco, spiegaci perché definisci la sedentarietà un nemico silenzioso?

Negli ultimi cent’anni grazie alla medicina e a nuove condizioni igieniche è raddoppiata l’aspettativa di vita, purtroppo vivere di più non sempre significa vivere in salute.

L’ingegnerizzazione degli ultimi decenni ha rivoluzionato e migliorato numerosi aspetti della nostra vita ma ci ha tolto anche un punto fondamentale per rimanere in salute, l’attività fisica!

La sedentarietà è il nostro peggior nemico che contribuisce a distruggere il nostro corpo con stili di vita caratterizzati da malnutrizione da eccesso e sedentarietà.

Quali sono i vantaggi di praticare attività fisica?

Il benessere di una persona passa per fattori modificabili come alimentazione, stile di vita fisicamente attivo e relazioni sociali, altri purtroppo non modificabili come ad esempio la genetica. Detto questo è chiaro che abbiamo la facoltà di conservare in salute il nostro fisico e mi sembra poco saggio rinunciarvi per ozio e pigrizia.

I benefici del muoversi di più sono innumerevoli, intraprendere uno stile di vita fisicamente attivo con continuità porterà vantaggi fisiologici, psicologici, preventivi e sociali.

L’esercizio fisico, se somministrato correttamente, può essere considerato tra i farmaci più potenti in circolazione capace di aumentare l’efficienza cardiorespiratoria, stabilizzare e ridurre la pressione arteriosa, migliorare l’assorbimento del glucosio, ridurre l’ansia ma non solo perché dona posture migliori, libertà di movimento e tanta energia. In un momento storico dove le persone sono obbligate a isolarsi, l’attività fisica è uno strumento indispensabile per mantenere un equilibrio psico fisico.

Aiutaci a comprendere bene chi dovrebbe considerarsi sedentario?

Si definisce sedentaria una persona se non svolge un lavoro fisicamente pesante rimanendo molte ore seduta o che, nel tempo libero, non pratica alcuna attività fisica moderata né intensa. In Italia negli ultimi anni è aumentata l’attenzione rispetto a stili di vita più attivi e salutari ma c’è ancora molto da fare, visto che più di ventidue milioni di italiani non si muovono abbastanza e soprattutto i nostri ragazzi passano troppe ore davanti agli schermi senza praticare sport e un bambino su tre nella fascia 6-9 anni in Italia è sovrappeso o obeso, il tasso maggiore di tutta l’Europa.

Durante il Covid19 la situazione è peggiorata?

In realtà ci sono state più fasi in quest’anno di pandemia, durante il primo lockdown le persone hanno occupato parte delle loro lunghissime giornate casalinghe anche allenandosi di più grazie a contenuti online messi a disposizione, anche gratuitamente, dalle loro palestre o istruttori di riferimento.

Successivamente al termine del confinamento e con l’arrivo della bella stagione sono stati presi d’assalto argini e parchi con allenamenti all’aperto. La lotta all’inattività fisica sembrava quasi aver tratto un piccolo vantaggio dal lockdown facendo riscoprire alle persone quel benessere psicofisico derivante dall’attività fisica e un’alimentazione meno frettolosa, purtroppo la seconda ondata dei contagi e il prolungamento delle restrizioni di fine ottobre hanno spento l’entusiasmo iniziale così molti sono tornati alla loro sedentarietà.

Da una recente indagine pubblicata da Sport e Salute si stima una riduzione del 14% di persone fisicamente attive rispetto al periodo estivo, in aumento anche problematiche posturali e psicologiche causate dallo smart working e isolamento sociale.

Secondo te perché le persone faticano a diventare fisicamente più attive?

La maggior parte delle persone dichiara di non avere tempo, si annoia, teme di farsi male o si sente troppo vecchia, in altre parole fatica tremendamente a cambiare le proprie abitudini. Il mio compito è aiutare le persone a organizzare la loro agenda inserendo tempo motorio, perché solo incentivandole con azioni concrete ripetute nel tempo potranno trasformare delle semplici buone intenzioni in abitudini più salutari.

Marco sii sincero e dicci francamente quanto bisognerebbe allenarsi secondo te per restare in salute?

Le linee guida americane suggeriscono almeno 150 minuti a settimana di impegno cardiovascolare moderato-intenso, a questi vanno aggiunti almeno un paio di allenamenti settimanali per stimolare la forza e degli esercizi per la flessibilità da svolgere tutti i giorni.

Sembrerebbe facile, ma non pensi che potrebbe essere veramente un problema di mancanza di tempo libero?

La pandemia ci sta togliendo tanto ma ha anche portato le persone a riflettere su come investire al meglio il proprio tempo e quasi tutti ci siamo accorti che ne perdevamo moltissimo in azioni poco utili a rendere migliori le nostre giornate. L’impegno fisico necessario per la prevenzione e la promozione della propria salute è quantificabile nel 5% della propria giornata, sinceramente mi sembra un buon affare.

Diciamo che il 5% di impegno sportivo al giorno sembra davvero molto poco e quindi fattibile, diciamo che ci hai convinto, consigli per iniziare? 

La prima cosa che mi sento di consigliare è quella di evitare l’approccio del tutto o nulla, non puoi andare a correre tutti i giorni se fino a ieri lo sforzo più impegnativo per il tuo fisico è stato quello di alzarsi da tavola. All’inizio è necessario uscire dalla mentalità della prestazione, altrimenti si rischia di esaurire rapidamente la motivazione iniziale o peggio ancora di farsi male. Trova un’attività piacevole, fissati in agenda un orario protetto da rispettare e non permettere a nessuno di rubarti quel 5% della tua giornata.


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