Qual è la migliore crema solare? I consigli per l’estate

L’estate, è finalmente arrivata. Con la bella stagione arrivano tanto mare, tanta montagna, ma soprattutto tanto sole. La nostra stella, specialmente in questo periodo dell’anno, oltre a fornirci luce e calore “bacia” la nostra pelle con una grande quantità di famigerati raggi UVB, da cui dobbiamo proteggerci utilizzando la crema solare. Ma qual è la migliore crema solare per la nostra pelle?

In estate, la crema solare è il prodotto must have per tutti, da portare sempre con sé. Adulti, anziani e bambini, ognuno di noi deve proteggere la pelle dal sole. Non è solo per un fattore estetico, per ottenere una perfetta abbronzatura e per evitare i segni dell’invecchiamento. Utilizzare una buona crema solare con il giusto fattore SPF, è una questione di salute. I filtri solari infatti, sono il prodotto più efficace per ridurre il rischio d’insorgenza di tumori della pelle come i melanomi.

Come possiamo dunque scegliere la migliore crema solare? Cosa significa SPF nelle creme solari e come si utilizzano? Scopriamolo insieme.

crema solare

Scegliere la crema solare: l’importanza dell’SPF

Prima di scoprire come scegliere la migliore crema solare, capiamo bene cosa significa la sigla SPF, che deve essere presente su tutte le creme solari che si trovano in commercio. SPF è una sigla inglese usata per indicare il Sun Protection Factor, che viene tradotto in italiano in Fattore di Protezione Solare. Il suo numero definisce la capacità della crema solare di proteggere la pelle dalle radiazioni UVB emesse dal sole. Queste sono le radiazioni solari che permettono al nostro corpo di abbronzarsi ma, sono anche le responsabili per eritemi, ustioni e scottature.

La scala SPF è un’unità internazionale valida in tutta Europa e per la normativa europea, va da 6 fino a 50+. In passato si potevano trovare in vendita creme solari con dicitura “protezione 100”, “schermo totale” o altri reclami simili. Oggi, è stato provato scientificamente che non esistono prodotti solari che forniscono una protezione totale dai raggi UVB o UVA. Per questo, la Comunità Europea ha invitato tutti i produttori a non superare il valore di 50+ per non trarre in inganno i consumatori.

Inoltre, insieme alla sigla SPF, una buona crema solare dovrebbe avere anche la sigla PPD (Persistent Pigment Darkening) che indica il grado di protezione dai raggi UVA.

Cosa indicano i numeri SPF nella crema solare?

Come abbiamo detto, il numero che si trova dopo la sigla SPF, indica il grado di protezione che la crema solare offre. I valori ammessi dalla normativa europea, vigente dal 2009, comprendono questi range di protezione:

  • SPF 6-10 (protezione solare bassa)
  • SPF 15, 20 e 25 (protezione solare media)
  • SPF 30-50 (protezione solare alta)
  • SPF ≥ 50+ (protezione solare molto alta)

Non esistono più le protezioni 70, 80 o 100 e se si acquista una crema solare che ancora riporta questi valori, bisogna fare attenzione alla sua reale efficacia.

Come scegliere la crema solare?

È una domanda che si pongono in molti “Quale crema solare devo comprare?” o “Qual è il miglior fattore SPF in una crema solare?”. Esistono diverse variabili da tenere in considerazione prima dell’acquisto e dell’utilizzo della crema solare, prima fra tutte il fototipo.

Il fototipo è una classificazione internazionale che identifica la risposta della pelle alle radiazioni solari. Indica la sfumatura della carnagione in base alla quantità di melanina. Ne esistono sei tipi, partendo dal primo, che raggruppa chi ha una carnagione lattea/avorio che è ad altissimo rischio di scottatura. L’ultimo, il fototipo sei, identifica invece chi ha la pelle con carnagione molto scura che non si scotta mai, ma che può essere a rischio d’iperpigmentazione.

In pratica, chi ha un fototipo più basso (uno o due) deve utilizzare una crema solare con un SPF maggiore. Chi appartiene al gruppo di fototipi elevati (dal quattro in poi) può acquistare un prodotto solare con un SPF minore.

Il fototipo però non è l’unico fattore a cui fare attenzione. Bisogna infatti rispettare la salute e l’equilibrio naturale della nostra pelle, specialmente se sensibile, facilmente irritabile o soggetta ad allergie. Inoltre, anche la presenza pregressa di eventuali malattie cutanee (temporanee o croniche) può incidere fortemente sulla scelta della crema solare e del fattore di protezione. In presenza di questo tipo di patologie, anche chi ha un fototipo alto con carnagione scura, deve proteggersi con una crema ad alto livello di protezione.

Infine, l’ultimo elemento da tenere in considerazione è il luogo e la durata del periodo di esposizione ai raggi solari. In montagna, specialmente ad alta quota, bisogna essere particolarmente attenti, perché in queste zone la quantità di radiazioni UV filtrate dall’atmosfera è inferiore, perciò è sempre consigliabile, per tutti, utilizzare una crema solare con SPF 50+.

I consigli per garantire una buona protezione solare

Innanzitutto, come appena spiegato, bisogna acquistare la crema solare basandosi su fototipo, presenza di eventuali patologie e, luogo e tempi in cui ci si espone al sole. In seguito, bisogna fare attenzione alla riapplicazione della crema per i lunghi periodi al sole, specialmente quando si passa la giornata al mare.

Ogni quanto applicare la crema solare?

Anche se si usa una crema solare a protezione elevata, non è consigliabile esporsi al sole per lunghi periodi di tempo. Inoltre, la crema solare va riapplicata sulla pelle ogni due ore per ripristinarne l’efficacia. Se si è al mare è meglio acquistare una crema solare water resistant (le creme solari waterproof non esistono). Se si fa un lungo bagno di più di venti minuti bisogna riapplicare la crema una volta usciti dall’acqua. Invece, dopo un veloce tuffo, non è necessario ricoprirsi di crema nuovamente, perché queste creme mantengono un livello di protezione dell’80% anche dopo che ci si è bagnati.

crema solare

Quanta crema solare applicare?

Un altro fattore, spesso sottovalutato, ma che incide moltissimo sull’efficacia della crema solare, è la quantità di prodotto che si applica sulla pelle. Spesso le scottature o gli eritemi solari sono proprio causati dal non avere applicato abbastanza crema solare. Spalmando poca crema e non riapplicandola nel corso della giornata, non è garantita un’adeguata protezione e quindi il raggiungimento del livello SPF indicato. 

È sempre consigliabile usare una quantità di crema solare proporzionale alla superficie di pelle da proteggere. Le zone a cui fare maggiore attenzione e dove è possibile abbondare nella quantità di crema sono spalle, braccia, petto e addome. Sul viso le aree più sensibili sono fronte, naso, zigomi, guance e mento, ma non dobbiamo dimenticarci anche di orecchie e palpebre, punti che spesso vengono trascurati. Altre zone che spesso non vengono protette adeguatamente sono il dorso delle mani e dei piedi e le porzioni di pelle vicino alle ascelle e al costume.

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Crema solare per i bambini

In conclusione, parliamo della protezione della pelle per i più piccoli. Gli esperti dicono che bisogna evitare l’esposizione diretta al sole al di sotto dei tre anni. Da questa età in su, bisogna evitare l’esposizione diretta, specialmente durante le ore più calde (dalle 11 alle 16). In ogni caso, devono sempre indossare maglietta, occhiali e cappellino per evitare eventuali scottature che, a questa età, potrebbero poi causare danni sul lungo periodo.

Le creme solari da utilizzare devono sempre avere un fattore SPF elevato (oltre i 40) meglio se resistenti all’acqua. Dato che la pelle dei bambini è alquanto sensibile, è consigliabile trovare prodotti emollienti con pochi prodotti chimici e con un’ottima tollerabilità. Per questo alcuni dermatologi consigliano creme con filtri fisici che proteggono più efficacemente dei normali filtri chimici. Tuttavia, le creme che si trovano in commercio oggi, hanno raggiunto un buon livello di tollerabilità e quindi possono essere utilizzate senza particolari preoccupazioni. 

Cosa sono i filtri solari fisici

I filtri solari fisici sono quei prodotti che sono in grado di riflettere le radiazioni ultraviolette, funzionano come degli specchi per le radiazioni solari permettendo un alto fattore di protezione. I filtri solari fisici vengono anche chiamati filtri inorganici o insolubili, perché sono composti da molecole inorganiche (che non contengono carbonio). Al loro interno sono invece presente gli ossidi, quegli attualmente ammessi dal regolamento della Comunità Europea sono, biossido di titanio (con o senza nanoparticelle) e l’ossido di zinco (con o senza nanoparticelle).

I vantaggi dei filtri fisici sono rappresentati dal fato che sono fotostatici e quindi possono essere usati insieme ai filtri chimici per ottenere un alto grado di protezione solare.

Gli svantaggi invece sono dovuti al cosiddetto “effetto bianco” o “effetto fantasma”. Questo nome deriva dal fatto che i filtri fisici solari, oltre a riflettere le radiazioni ultraviolette riflettono anche la luce visibile, portando la pelle a diventare molto più chiara, un effetto che perdura anche dopo l’applicazione. Questo inconveniente dovrebbe essere risolto dall’utilizzo delle nanoparticelle, tuttavia alcuni studi hanno espresso delle preoccupazioni sui possibili danni che queste particelle che, essendo di dimensione molto ridotte, potrebbero penetrare a fondo e nella pelle e causare danni.

Cosa sono i filtri solari chimici

I filtri solari chimici invece, non riflettono completamente le radiazioni UV, ma le assorbono e poi le scompongono, attraverso un meccanismo molto simile a quello utilizzato dalla melanina. Assorbendo le radiazioni i filtri le catturano e poi le trasformano in altra energia non dannosa per la pelle. 

Vengono chiamati filtri organici e, a differenza di quelli fisici, non producono “l’effetto bianco.

In conclusione è sempre bene fare attenzione nell’acquisto della crema solare sia che sia a filtro fisico o a filtro chimico. In caso di dubbi, meglio consultare un dermatologo che saprà consigliarci sulla migliore crema da acquistare in base al nostro fototipo o alle possibili allergie o intolleranze che potremmo avere.

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