ULSS 6 Euganea: i dati e le attività del Dipartimento Prevenzione

Nel settore socio-sanitario la prevenzione dovrebbe essere un argomento affrontato da tutti e promosso a qualsiasi età, invitando costantemente le persone a scelte consapevoli e sane. «Sarebbe auspicabile che tutti facessero prevenzione e che il lavoro sugli stili di vita fosse un impegno che coinvolge, con compiti diversi, l’intera comunità, – spiega Luca Gino Sbrogiò, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 6 Euganea – noi, come dipartimento Prevenzione, siamo chiamati a farlo per mandato e eseguiamo il nostro compito attraverso differenti unità operative che ci permettono, dati alla mano, di analizzare lo stato di salute dei cittadini, promuovendo attività finalizzate alla prevenzione, all’educazione e alla diffusione di stili di vita appropriati».

Il Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 6 Euganea opera attraverso differenti ambiti di attività che riguardano la sicurezza alimentare, la sanità animale, la sicurezza degli ambienti di lavoro, l’igiene e sanità pubblica.

Quest’ultimo settore si trova ad affrontare principalmente quattro grandi fattori di rischio – la sedentarietà, la scorretta alimentazione, l’abuso alcolico e il fumo – che sono dannosi per la salute delle persone, sin dalla giovanissima età.
«Sul fronte prevenzione – continua Sbrogiò – in alcuni settori abbiamo fatto grandi passi avanti, in altri purtroppo siamo tornati indietro. Un esempio su tutti è il fumo: mentre nel 2018 eravamo giunti a numeri incoraggianti, dalla pandemia il dato è tornato indietro di ben dieci anni, al 2008. In molti, quindi, hanno riacceso la sigaretta». Accanto al fumo, un altro killer tutt’altro che silenzioso, è l’alcol. La sintesi di ULSS 6 Euganea (dati 2008-2021) del sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) attesta il consumo di alcol come un nervo scoperto nello stile di vita della popolazione.

«Ci preoccupa soprattutto il consumo fuori pasto e il cosiddetto “binge drinking”, una sorta di abbuffata di alcolici, entrambi in aumento, soprattutto tra le donne, per le quali l’alcol risulta particolarmente pericoloso. Rispetto all’alcol, diffuso in modo preoccupante anche tra i giovani, spaventa molto l’idea di un modello di divertimento basato sul consumo di alcolici».
I più giovani sono stati in questi anni particolarmente toccati dalla pandemia e i dati sulla salute psico-fisica di bambini e adolescenti sono spesso argomento di discussione. Lo stile di vita, dall’alimentazione all’attività sportiva, si apprendono tra le mura domestiche, ma anche la scuola ha un ruolo determinante nella diffusione di comportamenti sani e consapevoli.

«Noi dobbiamo impegnarci per rendere facile il fare scelte sane, dalla possibilità di andare a scuola a piedi o in bici, ovviamente in sicurezza, all’abitudine di fare attività sportiva, magari in palestre non troppo distanti, alla decisione di cosa mettere nel piatto, e questo ci vede impegnati in numerosi progetti. Tra questi segnalo quello della scuola primaria di Cittadella, che ha fatto camminare ogni giorno quasi 800 bambini per almeno un chilometro; poi ancora il progetto “Dammi 5” che ha portato i bambini al Mercato Agro Alimentare di Padova, per far scoprire loro frutta e verdura, e altri ancora che ci vedono dialogare con scuola e genitori per il miglioramento dei menu scolastici».

La salute dei bambini, e non solo, passa ovviamente dalla tavola. La scuola, in questo senso, può fare molto per educare e accompagnare le famiglie verso scelte accurate per l’alimentazione dei più piccoli. I numeri della sorveglianza “OKkio alla SALUTE” (dati 2019 in Veneto, bambini dai 6 ai 10 anni) relativi allo stato ponderale e alle abitudini alimentari, evidenzia che contro un 75% del campione analizzato in normopeso, ben il 25% dei bambini oscilla tra sovrappeso e obesità. Dati che si confermano, e peggiorano, nelle fasce di età successive.

Risulta evidente come l’educazione alimentare sia fondamentale per l’intero nucleo familiare, analizzando, per esempio, il dato relativo alle madri e ai padri. «Dal monitoraggio del 2019 emerge un dato non confortante anche relativamente all’attività fisica dei bambini che per molte ore stanno seduti. La sedentarietà è molto diffusa anche tra gli adulti e questo ci deve spingere a portare avanti iniziative per una vita più attiva, accessibili a tutti. Tra quelle già in essere, stiamo lavorando all’aumento delle Palestre della Salute, che oltre alle normali attività sportive, consentono alle persone con fragilità di fare attività fisica in sicurezza».

In un’ottica di fare “rete” si muove anche il programma dei Comuni Attivi, cui ULSS 6 Euganea prende parte, con la volontà di promuovere e incentivare la pratica di attività motorie, inclusive e sostenibili, in contesti favorevoli, sicuri, accessibili e fruibili da tutti i cittadini, bambini e anziani, soggetti fragili o che vivono in condizioni disagiate.

«Come detto i fronti aperti sono tanti – conclude il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 6 Euganea – ma occupandomi di prevenzione non posso che essere ottimista. Sono convinto che lavorando su alimentazione, attività motoria, abbandono di fumo e riduzione del consumo alcolico, una persona possa fare grandi passi per la prevenzione e la riduzione del rischio per la propria salute».

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